La sindrome del “Savant” (savantismo) e l’arte di ricordare tutto
Il savantismo viene identificato come “sindrome” (del “Savant”, appunto) e non come malattia vera e propria, per la quale siano riconosciuti criteri standardizzati di diagnosi (Muñoz-Yunta J. A. et al., 2003). La definizione è quella di una rara condizione in cui soggetti con disfunzioni dello sviluppo (in particolare, i tipici disturbi dell’autismo), nettamente in antitesi con le marcate limitazioni complessive, dimostrano straordinarie abilità in alcuni ambiti specificamente circoscritti.
La definizione che ci fornisce Darold A. Treffert, nel suo “Islands of genius”, parla di “spettacolari isole di talento o intelligenza che spiccano per il loro paradossale contrasto con la gravità dell’handicap”. In maniera del tutto informale, questo autore ne distingue tre categorie: i dotati di abilità “frammentarie”, in grado di memorizzare un insieme di dati poco significativi; i “talentuosi”, con competenze in un settore ampio, e dalle abilità evidentemente in controtendenza rispetto ai loro handicap; i “prodigi”, dotati di capacità comunque sorprendenti, anche qualora non fossero associate ad alcuna invalidità.
Le cause sarebbero per lo più genetiche, anche se non si escludono quelle acquisite, ed eventualmente compresenti con altri disturbi dello sviluppo, quali lesioni cerebrali, malattie contratte in fase pre-natale, natale, post-natale, nell’infanzia, e persino più tardi.
Circa la metà delle persone affette dalla “sindrome del Savant” presentano disturbi autistici (compreso l’Asperger), mentre l’altra metà sviluppa altri tipi di disabilità, a partire dal ritardo mentale, sindrome di Gilles de la Tourette, sindrome di Opitz-Kaveggia… Alcuni di loro sono portatori di evidenti anomalie neuropatologiche (come, ad esempio, la mancanza del corpo calloso), localizzate in particolare nell’emisfero cerebrale sinistro.
“… Non tutti i savant sono autistici e non tutti gli autistici sono savant…” afferma Treffert, mentre altri sostengono invece che i tratti caratteristici dell’autismo e le capacità dei savant potrebbero essere strettamente intrecciati fra di loro.
La sindrome del savant è dalle 4 alle 6 volte più frequente negli uomini che nelle donne, e questa differenza non si può spiegare solamente per via della preponderanza maschile tra i soggetti autistici, per cui, secondo alcuni, potrebbe essere un eccesso di testosterone in circolo durante la vita fetale a limitare lo sviluppo dell’emisfero sinistro, favorendo la migrazione di cellule in quello destro.
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