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"Chiunque è come la luna, e ha una parte che non viene mai mostrata a nessuno. Mark Twain
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Le forme del pensiero musicale – Projectwork

category Atri argomenti Giuliana Galante 14 Luglio 2009 | Stampa articolo |
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Utente: O. C. E.

Età: 3 Anni

Diagnosi: Tetraplegia Spastico-Distonica

Neuropsichiatra: Dott.ssa Bettina Barbieri NPI  AUSL Mirandola (MO)

Organizzazione degli incontri: un incontro settimanale a scuola da 60′

Luogo: Scuola dell’Infanzia “Gianni Rodari”, Finale Emilia (MO)

Durata: 10 incontri

L’intervento di musicoterapia  è stato richiesto dalla scuola

Premessa

E. un bambino nigeriano di 3 anni, è affetto da Tetraplegia Spastico-Distonica con atteggiamento estensorio degli arti inferiori, ipertonico flessorio degli arti superiori, non ha ancora raggiunto il controllo del capo a causa di una marcata ipotonia assiale, e presenta epilessia sintomatica.

Il deficit di produzione di movimento è soprattutto sul lato destro, con disturbi della regolazione del tono muscolare (spasticità ipertonica), della coordinazione e del controllo posturale del capo. ( Continua … )

Le Forme del pensiero Musicale

category Tesi di laurea Giuliana Galante 3 Luglio 2009 | Stampa articolo |
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III anno scuola di Specializzazione di Musicoterapia

Dott.ssa Giuliana Galante

cell. 3476655657 E-mail: giulygala [@] tiscali [.] it BLOG: giulygala.blogspot.com


Dal punto di vista teorico le applicazioni della musicoterapia sono molteplici, hanno un campo d’azione interdisciplinare, dall’ambito preventivo/educativo a quello riabilitativo terapeutico.

Questi settori non sono separati, ma si integrano all’interno di una realtà complessa.

Dalla lettura della diagnosi, alla stesura del progetto, il paziente va accolto, nella sua totalità.

Dal primo incontro inizia una storia nuova, in cui il paziente occupa un ruolo centrale.

Come sostiene Edith Stein rapportarsi con una persona significa porre la propria corporeità con quella dell’altro, ciò permette di entrare in empatia.

Soggetto dell’empatia è in noi.

Anche Hursel  fa riferimento al Korper dal punto di vista fisiologico in connessione al Leib, il corpo che si emoziona e vibra.

Il vibrare del corpo del paziente da vita al corpo vibrante, come il luogo che permette all’uomo di cogliere il mondo esterno e allo stesso tempo l’esempio utile all’uomo per prolungare se stesso attraverso gli strumenti musicali. ( Continua … )

Giuliana Galante

category Gli autori Giuliana Galante 21 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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Musicoterapeuta

Via B. Lamberti, 16
41012 Carpi (MO)
C.F. GLNGLN80E59F206S

Servizio privato
su appuntamento:

Presso Istituto MEME,
Via Rainusso, 144
Modena

Info: 3476655657

giulygala [@] tiscali [.] it

( Continua … )

Contesti e interventi nella prospettiva Bio-Psico-Culturale

category Psicoterapia Giuliana Galante 21 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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Il termine contesto trova le più antiche radici nell’esperienza del tessere, e del farsi tessitore dei fili con-tessuti  che creano una trama.

Questa visione del “contesto” va letta tenendo in considerazione la prospettiva della complessità, per cui il concetto in sé implica, su  livelli distinti di unitarietà autonomia, il riconoscimento della centralità del soggetto  rispetto a un tessuto che lo avvolge.

Il  cambiamento delle premesse epistemologiche in terapia del 1989, avvenuto in ambito metodologico grazie all’opera di Gregory Bateson, non ha avuto solo un riscontro dal punto di vista normativo, ma è stato pienamente riconosciuto in ambito psichiatrico e terapeutico, anche all’interno delle Artiterapie.

Alla base della nascita dell’approccio Bio-Psico-Culturale (o Sociale) ha contribuito un articolo di  George L. Angel, noto psichiatra americano, pubblicato originariamente su Science nel 1977.

In questo breve ma fondamentale lavoro, Engel proponeva di superare l’imperante modello medico classico, che privilegiava gli aspetti biologici della malattia, per costruire un nuovo modello di medicina, da lui definito bio-psico-culturale.

Il modello era inizialmente in netto contrasto con la scienza medica, che ha solide basi nelle scienze biologiche, e che per definire i meccanismi delle malattie e pianificare nuovi trattamenti dispone di risorse tecnologiche al suo servizio.

Tale sconvolgimento della psichiatria portò una netta scissione di opinioni, tra esperti del settore.

Una parte del mondo della psichiatria era orientata all’esclusione della stessa dal campo della medicina, mentre l’altra voleva aderire al “modello medico” e limitarne il campo di intervento ai disordini comportamentali conseguenti a disfunzioni cerebrali. ( Continua … )

La Trasformazione terapeutica

category Altre terapie Giuliana Galante 14 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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Nella Musicoterapia Umanistica uno tra i concetti più discussi che descrivono il processo d’intervento complesso è quello di “Trasformazione Terapeutica”.
Pensando al sinificato di questi termini non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di un tunnel, con un passaggio interno- esterno…..in realtà un’altra immagine che si potrebbe collegare è quella del bambino , che dalla prospettiva di feto a quella di neonato attraversa una “selezione psichica”, e cioè è in grado di produrre un cambiamento evolutivo solo se l’ambiente , inteso come coppia genitoriale, presenta in un rapporto costante e continuo i vantaggi delle forme che man mano si sviluppano nel bambino.
Prima di discutere sulla trasfomazione in sè, è importante osservare i punti del processo che determinano il raggiungmento di questo traguardo.
Il Ciclo di progettazione prevede degli step ben precisi, nella prima fase troviamo:
Step 1: Ricerca e nalisi
Step 2:Definizionedegli obiettivi
Step 3: Sviluppo del piano di lavoro
La seconda fase comprende la misurazione dei risultati:
Step 4: Definizione degli indicatori d performance Ste 5: Verifica sul campo La terza fase riguarda lo sviluppo dei sevizi/prodotti:
Step6: Realizzazione dl prodotto
Step 7: Miglioramento del prodotto
L’ultima fare si conclude con la restituzione e la conclusione del progetto:
Step 8: Diffusione e mainstreaming
Step 9:Valutazione e rapporto finale.
La Trasformazione non va letta alla luce dei risultati raggiunti al termine dell’intervento, è graduale e si riflette in ogni singola seduta, ogni icontro è una storia a sè, un nuovo capitolo che va letto nella relazione d’aiuto tra MT/PZ.
La trasformazione terapeutica ha un effetto sociale importante, che si estende oltre il setting, attiva nel paziente e nel contesto intorno il riconoscimeno del sè.
E’ un iter dinamico di contenimento/apertura di emozioni, motivazione, regolazione siestesica.
Ciò si determina attraverso l’attivazione musicale, la relazione e l’osservazione partecipante condivisa.

Dott.ssa Giuliana Galante