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Il “contratto” in terapia

category Psicoterapia Gaetano Buonaiuto 3 Settembre 2013 | Stampa articolo |
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La professione dello psicoterapeuta, come tutte le professioni riconosciute dallo Stato, è soggetta e regolamentata da norme e leggi di natura giuridica e deontologica aventi il fine di tutelare le persone e la professione stessa. Preso tra due fuochi quali l’obbligo giuridico e la responsabilità etica, il terapeuta spesso si sente vincolato e limitato nella sua attività mettendo in atto un atteggiamento difensivo o di chiusura che lo rende impermeabile e poco sensibile a quegli aspetti che, ad una prima analisi, possono sembrare spinosi e pericolosi ma che, con un maggior grado di consapevolezza e di apertura, possono rivelarsi ottime occasioni per migliorare la propria professione e distinguerla qualitativamente dalle altre. Uno di questi è l’uso del contratto in terapia.

Delineato nel vigente Codice Civile e reso obbligatorio in tutte le professioni dal Decreto Legge 1/2012, rinominato “Cresci Italia”, il contratto terapeutico è diventato una realtà che ogni professionista è tenuto in qualche misura a considerare regolando i propri comportamenti rispetto ad esso. L’art. 9 comma 3 del suddetto decreto infatti recita: «Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente anche in forma scritta se da questi richiesta, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. L’inottemperanza di quanto disposto nel presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista»[1]. Adeguandosi a queste richieste, l’Ordine Nazionale degli Psicologi ha predisposto un fac-simile di un “Atto di conferimento di incarico professionale, riconoscimento di pattuizione parcella e di avvenuta informazione” per far sì che tutti i professionisti abbiano un modello condiviso, ma lasciando carta bianca a chi volesse, per qualche motivo, modificarne il formato nel rispetto degli obblighi di legge.

( Continua … )

Gaetano Buonaiuto

category Gli autori Gaetano Buonaiuto 3 Settembre 2013 | Stampa articolo |
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Psicologo-Psicoterapeuta

Sito web personale: ilsentieroalternativo.blogspot.it

Si è formato in psicologia clinica e di comunità, in psicodiagnostica, psicologia giuridica e successivamente in psicoterapia ad approccio integrato di Gestalt ed Analisi Transazionale. Attualmente il suo aggiornamento professionale e la sua crescita personale è orientata verso gli insegnamenti del dott. Claudio Naranjo. Da cinque anni si occupa di selezione del personale, formazione e assessment. E’ autore del libro “IL CONTRATTO IN TERAPIA. Guida pratica per il primo approccio con il paziente” edito da FerrariSinibaldi.

Contatti: gaetano [.] buonaiuto [@] gmail [.] com – 3202172659

http://www.edizioniferrarisinibaldi.com/store/Products/237-il-contratto-in-terapia.aspx