Trattamento balbuzie: aspetti psicologici-relazionali, fonologici e somatici
La balbuzie è uno dei più complessi disturbi del linguaggio; tale disagio è presente in tutte le culture e gruppi sociali ed interessa circa l’ 1% della popolazione mondiale, il sesso si dimostra rilevante con una proporzione di quattro a uno di maschi rispetto alle femmine. Da un punto di vista sociale la balbuzie come problema di comunicazione coinvolge tre soggetti della relazione: la persona che balbetta, la sua famiglia e gli “altri”. Una vera e propria “triade inceppata”. Da un punto di sta fisiologico, il disturbo risiede in un laringospasmo a livello delle corde vocali, che impedisce il normale flusso della corrente aerea. Ciò determina una paralisi pre-suono che ne ostacola la formazione. L’aspetto psicosomatico è fondamentale, infatti l’utilizzo di tali intrecci emozionali, che facilitano la chiusura delle corde vocali, vengono vissuti attraverso rossori, sudorazione, smorfie. Atteggiamenti somatici, differenti da soggetto a soggetto, quali: tic facciali (come chiudere gli occhi), tremori alle labbra, della mascella, scalpitare con i piedi, movimenti della testa, contorsioni dell’intero corpo, ecc. Il blocco non è solo quindi nella parola, ma lo possiamo notare anche a livello corporeo; è come se il soggetto balbuziente fosse imprigionato nel suo stesso corpo. La conversazione a scatti è dunque paragonabile ad un’ aggressività che vorrebbe uscire, ma non ha il coraggio, dunque rimane ogni volta bloccato a livello delle corde vocali. L’autonomia e l’indipendenza del soggetto disfluente sono esigenze che evidentemente non trovano lo spazio necessario. Da un punto di vista neurofisiologico, anticipando il momento del balbettare, avvengono nel soggetto dei cambiamenti: il respiro si fa più corto e veloce, il battito cardiaco aumenta, si manifesta un calo del tasso glicemico e di alcune proteine ematiche, insorgono alterazioni nella distribuzione del volume circolatorio, aumenta la conduttanza cutanea e si dilatano le pupille, all’elettromiografia si nota elevata contrazione nei muscoli della laringe e distorte attività delle corde vocali con e senza balbuzie, infine una modificazione del normale tracciato elettroencefalografico delle onde dispari, oltre ad alcune particolarità nel funzionamento del sistema nervoso centrale. E’ interessante qui notare come alcuni di questi sintomi (respiro più veloce, aumento del battito cardiaco, alterazioni nella distribuzione del volume circolatorio) siano manifestazioni di un aumento dell’aorusal, come se il soggetto si preparasse, dovendo iniziare a parlare, ad una attività percepita inconsciamente come potenzialmente pericolosa o comunque richiedente un livello elevato di attivazione, di vigilanza e di prontezza all’azione. Il parlare in questi soggetti non è percepito come una attività che può essere intrapresa con serenità, ma come l’affacciarsi si di una scena gravida di potenziali pericoli, dove muoversi con circospezione e inconsciamente predisposti all’attacco o alla fuga .
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