Tradimenti e infedeltà: le scappatelle fanno bene al rapporto?
Un aforisma del pittore John Harington dice” Il tradimento non trionfa mai: qual è il motivo? Perché se trionfa e diventa un grande amore, nessuno osa chiamarlo tradimento.”
Ognuno di noi ha una parte segreta, quella parte segreta che non vuole essere scoperta e non vuole scoprire, quella parte segreta che fantastica ed ha al contempo paura di conoscere. Il tradimento dà voce a quest’aspetto recondito di noi, sia come traditori che come traditi, portandoci inevitabilmente a riflettere, a crescere e maturare, indipendentemente dalla nostra età e mettendoci di fronte ad una nuova autonomia. Sotto quest’aspetto si potrebbe parlare di una funzione quasi terapeutica del tradimento, proprio perché porta comunque con sé un momento di crisi e quindi di rinnovamento, sia personale che della coppia; ci riporta immancabilmente coi piedi a terra e ci fa rendere consapevoli dei nostri limiti e della nostra fragilità, ricordandoci la nostra parte più autentica che risiede nella capacità di risollevarsi. Ma perché tradiamo? Partendo dalle considerazioni dell’antropologa americana Fisher, secondo cui il tradimento sarebbe scritto nel patrimonio genetico della specie umana, nonostante l’adulterio sia stato da sempre condannato e represso dalla nostra cultura e dalla nostra religione, la dirompenza e l’imprevedibilità dell’istinto sessuale hanno avuto la meglio anche sui più terribili divieti sociali, arrivando quasi a far considerare la vera trasgressione il rimanere fedeli! Oggi come oggi la tentazione erotica per un’altra persona appare come trasgressione e desiderio di un’avventura, qualcosa di nuovo che sia in grado di regalarci un brivido diverso, qualcosa che ci faccia sentire le farfalle nello stomaco e che ci faccia sentire irresistibili. Nell’immaginario collettivo il tradimento diviene così quell’atto che permette di superare la noia del rapporto facendoci sentire nuovamente vivi, come se il rapporto di coppia debba essere sempre all’insegna dei fuochi d’artificio altrimenti c’è il rischio delle corna. Ma immaginate che stress nel rapporto se tutto deve essere calcolato in funzione di evitare un tradimento? Nessuna donna andrebbe più in giro per casa in tuta e nessun uomo metterebbe su la pancetta o si piazzerebbe davanti al televisore se ci si dovesse dar da fare per evitare un “terzo incomodo”. Questa però sarebbe una coppia serena? E soprattutto quale sarebbe il motivo dell’unione? Al di là quindi del motivo che spinge a tradire, forse sarebbe bene chiedersi cosa ci spinge ad essere fedeli, se il piacere o il bisogno reciproco; di riflesso si comprenderà la radice dell’adulterio. Nella prima ipotesi, infatti, sarà più facile il tradimento, ma sarà anche più “salutare” per la coppia, perché diviene la spia che il legame non rende più felici i partner e si può allora lavorare sulla rinascita del sentimento; nel caso in cui invece, il rapporto si regga sul bisogno reciproco, difficilmente uno tradirà l’altro, ma l’unione diverrà una specie di gabbia dorata in cui i due soffocheranno nella reciproca dipendenza e nel totale estraniamento dagli altri, visti come potenziali elementi destabilizzanti.






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