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Perchè gli adolescenti hanno bisogno di una buona autostima?

category Psicologia Amleto Petrarca 31 Maggio 2016 | Stampa articolo |
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Gli adolescenti hanno bisogno di autostima, e per questo devono essere aiutati dalle persone da cui sono circondati: i loro genitori, ma anche i loro insegnanti e i loro amici. Essere in grado di comunicare è il primo passo per riuscire a motivare i ragazzi, a metà strada tra l’infanzia e la maturità: è questo il motivo per cui potrebbero essere disorientati.

Un adolescente con poca autostima non è certo un’eccezione, ma questo non vuol dire che il problema – perché di problema si tratta – debba e possa essere sottovalutato. Certo, è bene tenere conto del fatto che l’età che precede la maturità è un periodo complesso, in funzione del quale chi la affronta deve affrontare un gran numero di sfide che non è detto sia capace di vincere. Non è semplice definire i comportamenti dei ragazzi e capire se le loro azioni siano il sintomo, la conseguenza e l’espressione di un disagio o semplicemente facciano parte di un processo di crescita – per così dire – fisiologico: un processo, cioè, per cui si ha a che fare con cambiamenti psichici e fisici di grande importanza, da cui dipende la conquista di una identità stabile e solida.

Per questo, se si è alle prese con un adolescente che ha poca stima in sé stesso, una via da seguire è quella del dialogo, che dovrebbe essere sempre tenuto aperto, così che si abbia l’opportunità di individuare i problemi emergenti e le emozioni con cui il ragazzo è alle prese. Ogni adolescente ha bisogno di sentirsi sostenuto e supportato, e per questo va invitato a esprimere quel che sente e quel che vuole. La presenza di una o più guide non è certo da trascurare, fermo restando che è opportuno cercare di non opprimere.

Un adolescente che soffre di bassa autostima rischia di sviluppare dei disordini del comportamento: non è detto che succeda sempre, ovviamente, ma è bene non abbassare la guardia. Come si suol dire, prevenire è meglio che curare, ed è consigliabile eliminare un fattore di rischio in grado di offrire agli adolescenti un appiglio grazie al quale giustificare i propri comportamenti non adeguati. Ma che cosa è, per un ragazzo, l’autostima? Non è altro che il frutto dell’accordo tra l’immagine che il ragazzo vorrebbe avere e quella che invece ha: parlando di immagine non si fa riferimento all’aspetto estetico, o comunque non solo a questo aspetto, ma a una visione a 360 gradi.

I genitori, d’altro canto, sono dei modelli importanti: un teenager con genitori che mostrano una scarsa autostima rischiano di esserne influenzati e di avere una visione del mondo e di sé stessi poco gratificante. Come fare, dunque per migliorare l’autostima? Per un ragazzo il compito più importante è quello di imparare ad accettare i propri limiti e a conoscere le proprie capacità: solo così può iniziare a entrare in rapporto effettivamente con sé stesso, con il suo essere reale e non con il suo essere desiderato. In caso contrario, rischia di sentirsi inferiore, perché non prova amore verso sé stesso e di conseguenza verso gli altri. Ansia, vergogna, caos mentale, confusione, salute non equilibrata, paura di mostrarsi, timori ingiustificati: sono tutti effetti di una carenza di autostima nel periodo adolescenziale.

Amleto Petrarca, psicoterapeuta Bologna - www.amletopetrarca.com

 

La sindrome con attacchi di panico e depressione

category Disturbi e patologie Amleto Petrarca 3 Ottobre 2013 | Stampa articolo |
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Se soffrite di attacchi di panico seguiti da una profonda depressione, è arrivato il momento di affrontare la realtà e rivolgersi ad uno psicologo per cercare di uscirne  il prima possibile.

Il disturbo di attacchi di panicodepressione è caratterizzato da sbalzi di umore che sfociano in ansia, paura intensa, seguito da uno stato di depressione che ridurrà la persona priva di forza ed energia.

Se pensate di avere la sindrome di attacchi di panico con depressione, continuate a leggere;)

I sintomi

I sintomi di attacco di panico coinvolgono  l’aspetto fisico : sistema cardiovascolare e respiratorio, dolori al torace, alle braccia, alla testa. Battito cardiaco accellerato. Non sono pochi i casi in cui si arriva al pronto soccorso pensando di avere un infarto ( prevenire è meglio che curare ).

( Continua … )