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Dottore mi curi

category Atri argomenti Alessio Petrocchi 26 Ottobre 2009 | Stampa articolo |
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Diverse considerazioni sulla malattia fra analisi e medicina

Si può pensare ragionevolmente che il titolo di un argomento serva per definire un testo scritto, e che ne indichi più o meno esplicitamente il contenuto.

Da questa premessa si può prendere in considerazione l’importanza, e il primo indirizzo di pensiero che sta dietro alla scelta relativa al nome, per così dire, dato ad un articolo.

In questo caso specifico si è scelto la sintesi “Dottore mi curi” perché nella sua semplicità permetteva di mettere a confronto degli aspetti salienti che sottostanno alla domanda di cura, rivolta indifferentemente ad un orientamento di tipo psicoanalitico piuttosto che uno di tipo medico, anche se già nel sottotitolo è possibile capire la reale intenzione della ricerca.

Entrando nello specifico la prima domanda che ci si può porre osservando il titolo è “chi” cura “chi” da “cosa” e ancora, cosa condiziona la lettura (visione del mondo, intesa come Weltanschauung) dei sintomi in un modo invece che un’altra?

La richiesta prende una certa importanza perché all’interno della domanda sono rappresentate due tipi di relazioni che hanno a che fare con dimensioni lontane.

In medicina quando viene posta questa domanda si mette in opera una “assistenza diagnostica e terapeutica prestata dal medico al malato”, e se il caso viene prescritto un “ciclo di assunzione di un farmaco o di applicazione di una terapia”. [1s]

Viene applicata la selezione dei dati dove il medico cerca, in un circuito di prova ed errore, di determinare i principali elementi da esaminare.

L’esame fisico si prefigge quindi lo scopo di ottenere i dati appropriati e di correlare i reperti con le informazioni anamnestiche. Lo scopo finale dell’esaminatore è quello di identificare e diagnosticare la patologia sottostante. Effettuata la diagnosi, i passi successivi sono la ricerca e l’attuazione della soluzione al problema. [2s]

L’insieme di questa  operazione si muove in un canale piuttosto orientato che va dal “tutto” verso la “parte”, in un ottica causale, specificando ed individuando la condizione che genera lo squilibrio nell’individuo, utilizzando una visione che è tipica dell’approccio scientifico, ovvero il metodo sperimentale.

( Continua … )