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Love addiction (dipendenza affettiva)

category Disturbi e patologie Alessandra Paulillo 22 Aprile 2016 | Stampa articolo |
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Con il termine inglese ‘love addiction ’ si intende la dipendenza affettiva, un tipo di dipendenza che non è stata ancora diagnosticata come patologia nei diversi manuali diagnostici.

E’ stato Giddens che, per primo, ha considerato la dipendenza affettiva come un disturbo autonomo e ne ha riconosciuto le seguenti caratteristiche:

- l’ebbrezza: è la sensazioni che si prova nel relazionarsi con l’altro, paragonabile a quella del tossicodipendente nel momento in cui sta per la prendere la sua dose di sostanza;

- la dose: rappresenta ciò che il dipendente affettivo trova nell’altro e, anche qui, come avviene per il tossicodipendente, cercherà sempre dosi maggiori, intese come presenza e tempo per stare con l’altro;

- la paura: una sensazione che accompagna ogni forma di dipendenza. Si tratta di una paura devastante, che possiamo riassumere nella massima del poeta latino Ovidio: “Non posso stare né con te, né senza di te.” Con te, a causa del dolore che si prova nel subire umiliazioni, offese e maltrattamenti; senza di te, perché l’angoscia che provoca il solo pensiero di perdere l’altro è assolutamente insopportabile.

 

Vorrei presentare una breve descrizione dei diversi stili di attaccamento, per mettere in luce l’importanza fondamentale che riveste l’infanzia e i suoi vissuti nella successiva formazione del proprio sé e della sua organizzazione nelle relazioni adulte.

1. Attaccamento sicuro – l’amore sicuro: la persona sicura di se stessa ha la capacità di riconoscere le persone alle quali legarsi sentimentalmente. Queste ultime saranno persone altrettanto sicure. Insieme, saranno consapevoli dei periodi di alti e di bassi che fanno parte di una relazione e avranno la capacità di affrontarli insieme. Queste saranno storie solide e durature.

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Cos’è la tricotillomania

category Disturbi e patologie Alessandra Paulillo 28 Febbraio 2011 | Stampa articolo |
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Il termine ‘Tricotillomania’ fu introdotto da Hallopeau nel 1889 per definire “un’abitudine compulsiva che induce a strapparsi ripetutamente peli o capelli”

Rientra nei disturbi del controllo degli impulsi, la cui caratteristica principale consiste nell’incapacità da parte di chi ne soffre di resistere ad un impulso, ad un desiderio impellente o alla tentazione di compiere un’azione pericolosa per sè o per gli altri. Come in tutte le azioni coatte, il soggetto si sente infatti  come costretto a questo tipo di comportamento, pur riconoscendone l’assurdità. L’attuazione di questo rito, infatti, consente di tenere sotto  controllo l’ansia crescente, mentre il tentativo di resistervi determina un forte aumento dello stato ansioso. Vi è poi una sensazione di gratificazione, di piacere, di sollievo mentre si compie l’atto compulsivo.

Insieme alla Tricotillomania, possono manifestarsi comportamenti quali l’esplorazione della radice dei capelli, il loro attorcigliamento, l’inserimento della ciocca tra i denti fino al suo ingerimento. Quest’ultimo, denominato ‘Tricofagia’  può causare la presenza di tricozoari (masse tondeggianti di capelli) che possono comportare dolore addominale, ematemesi, ostruzione intestinale e perfino perforazione.

I capelli  sono sovente strappati distrattamente, mentre si è coinvolti in un’altra attività, mentre si legge, si parla al telefono, si guida o si guarda la televisione. Ci possono essere anche momenti della giornata nei quali il rischio è maggiore. Per molte, avviene la sera, o tardi la notte, quando sono sole, stanche, o mentre stanno cercando di addormentarsi.

Lo strappamento dei capelli non si manifesta mai in presenza di altre persone, anche di parenti stretti, e le situazioni sociali, per questo motivo, sono talvolta evitate. I soggetti comunemente negano la loro abitudine e occultano o camuffano l’alopecia che ne risulta.

Sebbene in passato si pensasse che la Tricotillomania fosse una condizione rara attualmente si ritiene che si manifesti con maggiore frequenza. Secondo le stime attuali, il disturbo negli Stati Uniti colpisce dai 6 ai 9 milioni di abitanti.

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Love Addiction

category Disturbi e patologie Alessandra Paulillo 25 Febbraio 2011 | Stampa articolo |
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Con il termine inglese ‘love addiction‘ si intende la dipendenza affettiva, la quale non è stata ancora classificata come patologia nei diversi sistemi diagnostici come il DSM IV.

Secondo Geddins, la dipendenza affettiva è un disturbo autonomo e presenta le seguenti caratteristiche:

- l‘EBBREZZA: il soggetto dipendente prova una sensazione di ebbrezza dalla relazione con l’altro, paragonabile a quella del tossicodipendente quando sta andando a prendersi la dose di eroina o altro;

- La DOSE: il soggetto dipendente trova nell’altro una sorta di dose e cerca così sempre quantità maggiori in termini di presenza e di tempo per stare con lui.

L’aspetto fondamentale, scoperto da Geddins, è che nel dipendente affettivo è presente  la PAURA, una caratteristica che precede sempre ogni forma dipendenza.

Si tratta di una paura schiacciante, che si può riassumere nella   terrificante massima del poeta latino Ovidio:‘NON POSSO STARE NE’ CON TE, NE’ SENZA DI TE‘. Con te, per via del dolore che si sente nel subire umiliazioni, maltrattamenti e offese; senza di te perchè non si può assolutamente sopportare l’angoscia che si sente al solo pensiero di perdere la persona amata.

Questo ci fa immediatamente rendere conto della immensa sofferenza che può arrivare a provare un dipendente affettivo.

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