Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
La logica è l' arte di sbagliare con presunzione. Anonimo
Viagra online

Voglio dedicare questa lettera a tutte le donne e soprattutto alle donne che soffrono

category Atri argomenti Roberta Carechino 2 Novembre 2009 | 2,799 letture | Stampa articolo |
1 vote, average: 1.00 out of 51 vote, average: 1.00 out of 51 vote, average: 1.00 out of 51 vote, average: 1.00 out of 51 vote, average: 1.00 out of 5 (voti: 1 , media: 1.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Voglio dedicare questa lettera a tutte le donne e soprattutto alle donne che soffrono; la voglio dedicare a tutte quelle donne che oggi nella nostra epoca cosi’ evoluta, ancora sentono il dolore…quel dolore universale che continua a tramandarsi da generazione in generazione, che noi donne viviamo sulla nostra pelle sottoforma di violenza e che si traduce nel dolore del vuoto, del non essere capite, del non essere comprese.
Voglio dedicare questa lettera anche agli uomini, affinchè possano capire questo dolore, che noi donne abbiamo vissuto e continuiamo a vivere e che ci porta a piangere.
Carissime/i amiche/i, ho scelto di parlare del dolore della donna perchè sento che questo dolore è un retaggio che la donna si porta dentro da sempre, sin dalle origini. La ferita della donna è sempre la stessa… questa ferita è una ferita oceanica, una ferita che è nata insieme a lei, che è collegata alla sua natura, è una ferita che sanguina, che fa fatica a rimarginarsi e rimane ancora aperta.
Qual’è questa ferita ? E’ la ferita che nasce dalla non accettazione di quella che è la grande forza, il grande coraggio e la grande creatività della donna; è la ferita dell’abbandono, del vuoto, del rifiuto, del disprezzo, del non essere accolta e accettata.
Se proviamo a calarci dentro le nostre emozioni e nel nostro dolore….possiamo ascoltarli e capire e reagire……
Ascolta donna:
“Donna, ti sei sentita completamente sola, impotente, disperata… ed il tuo vuoto fu qualcosa di indescrivibile. Eri completamente sola, sola col tuo dolore e le tue angosce. Il dolore di essere stata considerata una nullità , si è rivelato talmente profondo da toglierti ogni energia.
Quanto male ti hanno fatto, quanto odio hai dovuto incassare… Nessuno si prendeva cura di te…e questo ti ha portato talmente oltre che alla fine ci credevi veramente di essere sbagliata. Sei nata e cresciuta vivendo sulla tua pelle, la rabbia e l’odio.
Come reagivi tu di fronte a tutto questo? Sicuramente obbligavi te stessa a non sentire piu’ niente. Hai dovuto rinunciare ai tuoi desideri coltivando l’ideale della perfezione…Fare finta di esistere è quello che piu’ o meno sei stata costretta a fare…Tutto questo mi fa pensare al tuo disperato bisogno di affetto.
Dove era il tuo essere donna!

Eppure sono sicura che i tuoi occhi erano capaci di guardare, il tuo cuore di udire, la tua pelle di sentire.
La tua fragilità e nello stesso momento la tua forza di affrontare continuamente quella paura e quella sofferenza…..mi commuove!
La tua vita è stata una vita drammatica, fatta di dolore, di oblio di sè, di soppressione violenta del corpo. La voce ti veniva negata e non hai potuto ascoltare il tuo canto interiore. Quanto sacrificio!
Donna, donna sola e silenziosa…Cosa hai visto negli occhi degli altri, se non il rifiuto…quel rifiuto per essere nata “femmina”.
Hai dovuto costringerti nella corazza della rigidità e della freddezza.
Eppure eri cosi’ umile, cosi’ fragile, cosi’ bella. Ma tutto questo non ti veniva riconosciuto, anzi era fonte di umiliazione per te.
Immobile e ferma nel tuo dolore, hai pianto…hai pianto per la tragedia del tuo fallimento…per il deserto della tua piu’ profonda solitudine. Hai ingoiato tanto “veleno”, hai sperimentato la tua assenza, il tuo “non esserci”. L’unica cosa che potevi dare alla luce erano i tuoi figli.
Però donna ricorda,
tu non eri sbagliata, non eri il peccato…Tu eri invece una grande ricchezza che si trovava nella parte piu’ profonda del tuo essere.
Sicuramente donna, tu, nel silenzio della notte, ti sarai chiesta profondamente , nella paura e nel dolore:
“CHI SONO IO?, COSA VOGLIO?”
Nel silenzio della notte, ti sei potuta avvicinare di piu’ a te stessa e a sentire la ricchezza, la bellezza e la saggezza della tua autentica femminilità. Nel silenzio della notte, hai potuto sentire che in te esiste il seme della vita e il seme della speranza.
… Donna, ricordati che c’è la speranza…una speranza, che nel corso dell’evoluzione dei secoli, altre donne vissute prima di noi, ci hanno trasmesso in maniera viscerale…una speranza che è arrivata anche a noi, una speranza che queste donne ci hanno lasciato quasi come un’eredità…una speranza che si concretizza nella lotta per l’affermazione della propria esistenza, contro il disordine che ci portiamo dentro, contro la rinuncia e la rassegnazione, contro la menzogna dilagante, verso la meta di una reciprocità fra noi donne e il resto dell’esistente”.
AUGURI

———————————————————————————————————————————

Dott.ssa Roberta Carechino

Laureata in Pedagogia – Antropologa Sophianalista

Esperta in floriterapia di Bach, in cromoterapia, musicoterapia, teatroterapia, cinematerapia, drammatizzazione pensiero positivo, training autogeno, dipendenze: affettive, da alcool, da droga, da fumo da internet, da gioco d’azzardo; ho esperienza decennale nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentari (avendo anche lavorato ad una tesi sull’anoressia e la bulimia considerando il rapporto tra questi disturbi e la vita prenatale), attacchi di panico, depressione, stress.

Contatto email: carechino [.] roberta [@] libero [.] it







Lascia un Commento

*