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Verso una scienza moderna

category Atri argomenti, Psicologia Gian Marco Gregori 20 Dicembre 2007 | 3,322 letture | Stampa articolo |
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Le rivoluzioni scientifiche di Newton, Galileo e Einstein, il concetto spazio- tempo e la nascita del metodo d’indagine hanno portato ad un modo di conoscere la realtà tecnico – scientifico in cui esiste una netta separazione tra il mondo individuale e il mondo circostante, cioè il senso dell’oggettività e del mondo esterno viene osservato empiricamente. Possiamo inquadrare questo tipo di conoscenza in un ottica lineare basata sul classico principio causa – effetto.

Nell’era moderna si è da poco iniziato a far convergere diverse dialettiche sia nelle scienze umane che in quelle più strettamente biologico –fisiche..

Ultimamente, soprattutto nell’ecobiopsicologia e nella psicosomatica si è interessati al cosiddetto pensiero mitico pre-logico dove il “mytos” è in netta contrapposizione con il “logos” nel senso di versante razionale.

Significa una visione circolare della conoscenza che prende in considerazione una partecipazione mistica all’ecosistema Uomo-Natura-Evoluzione.

Il pensiero mitico fin dall’antichità si pone come mezzo per raggiungere ad una analisi del Cosmo nella sua Totalità e nella sua comprensione, quest’ultima non solo generale ma anche totale appunto. Da qui la radicale differenza col pensiero scientifico che compie i passi dai fenomeni limitati in laboratorio a quelli di ampia visione.

In altri termini il pensiero mitico pre – logico ci consente di partecipare ed ha un’ambizione totalizzante, mentre la logica scientifica porta l’osservatore a distanziarsi oggettivamente dall’oggetto del conoscere.

Per visione circolare del sapere si intende una visione del sapere soprattutto nelle pratiche psicosomatiche basata sull’integrazione di diverse discipline le quali ci conducono all’immaginario, con i suoi Archetipi e al pensiero analogico, inteso come analogia funzionale, ossia uno studio completo e comparato tra i fenomeni e i rapporti esistenti nei diversi settori del mondo naturale, nel corpo e nella mente umana.

L’Archetipo degli opposti ci porta per esempio a riflettere e a poterlo radicare nelle scienze psicologiche come fece ad esempio Jung nella sua psicologia analitica laddove tiene conto di estroversione ed introversione, e teorizza un inconscio collettivo non privo di miti, fedi e credenze anche e soprattutto antiche.

La visione epistemologica della scienza moderna nel sapere scientifico dovrebbe integrare l’esigenza spirituale e metafisica col pensiero razionale.

Se dovessimo fare un esempio, l’evoluzione dell’uomo attualmente può essere studiata sia da un punto di vista biologico ma anche secondo metodi più complessi e riconosciuti. Morin afferma “[…]proprio a livello dello sviluppo cerebrale si instaura una sorgente di complessità che sarà sviluppata attraverso l’interazione con la complessa evoluzione dell’ambiente culturale e sociale.[…].”

La conoscenza dovrebbe tenere in considerazione il pensiero magico, l’irrazionale.

La “Magia” e l’esperienza magica cancellano il concetto di causa effetto o di non contraddizione per rivedersi nelle analogie e nei simboli.

Un’accezione immaginaria non significa che debba essere illusoria anzi si traduce in connubio tra soggettività e oggettività perché costruita dall’attività spontanea del Sé, ha una sua logica particolare, sintetica, esaustiva, circolare nei suoi sviluppi, sincronica con le immagini che relaziona.

L’uso di regole analogiche permette di vagliare settori misconosciuti e inconciliabili ma permette di creare un cosmo sacro in un’unica visione tra fisica e metafisica.







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