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Le opinioni dell'uomo medio sono molto meno stupide di quel che sarebbero se pensasse con la sua testa. Bertrand Russell
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Siamo in tempi di crisi. Che fine ha fatto la psicologia?

category Atri argomenti Giorgia Aloisio 1 Febbraio 2012 | 2,222 letture | Stampa articolo |
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Le notizie che quotidianamente affollano giornali, telegiornali e siti internet non sono certo incoraggianti e spesso verrebbe da pensare “ma che futuro avrò?”. Non c’è nulla da obiettare: siamo in tempi di crisi.
La corsa ai saldi, ormai, è roba vecchia: nonostante i ribassi, i negozi italiani restano poco frequentati e, quei pochi frequentatori, sono sempre meno “compratori”. Coloro i quali hanno un posto di lavoro certo e a tempo indeterminato non se lo lasciano sfuggire e, agli occhi dei molti non ancora occupati o impiegati a tempo determinato, sembrano una razza in via d’estinzione. Quei piccoli piaceri che un tempo potevamo concederci, in certi periodi dell’anno, oggi sono diventati piccoli o grandi lussi, a volte impossibili da realizzare.
La crisi economica e sociale che coinvolge l’Italia – ma non solo – ci spinge a vedere “tutto nero”, influenza in senso negativo le nostre aspettative e fa crollare le nostre speranze: il pessimismo sembra essere l’unica risposta a questo terribile momento. Cosa succede alla psiche, di questi tempi? Quale aiuto può dare la psicologia rispetto a ciò che sta accadendo?
Anche in ambito psicologico, quando arriva un nuovo/una nuova paziente, il problema che si presenta per primo appare quello economico: il costo della psicoterapia. Certo, non tutti possono permettersi una spesa fissa come questa: ed è lecito domandarsi quanto conti intraprendere un cammino psicologico, in tempi di crisi economica e sociale. Mi permetto di dare una prima risposta: conta molto.
Spesso si sottovaluta il ruolo di spicco che la psiche riveste nella nostra vita e non ci si rende conto che investire economicamente per stare bene a livello psicologico può oggi risultare uno dei migliori investimenti. Potremmo capovolgere l’antico detto “mens sana in corpore sano”, sottolineando che una psiche equilibrata e serena è indispensabile per star bene fisicamente e per fare scelte costruttive, vantaggiose, sensate. Anzi, direi che è fondamentale!
Quando un individuo vive un periodo di difficoltà psicologica (crisi lavorativa, sentimentale, familiare,…) il corpo, più o meno palesemente, ne risente: la persona si ammala con maggiore facilità di prima, tornano a farsi sentire “antichi dolori”, ci si sente più stanchi, più “a rischio”, privi di forze, esauriti come batterie scariche. Come ci insegna la complessa e interessante disciplina detta neuroendocrinologia, mente e psiche sono strettamente interconnesse e, di conseguenza, in grado di influenzarsi costantemente. La ricerca di lavoro, di una certa stabilità economica e sociale, il tentativo di raggiungere determinate mete esistenziali ci mettono a dura prova: se siamo psicologicamente “fiacchi”, sarà difficile realizzare i nostri progetti. Il benessere e l’equilibrio psicologico influenzano positivamente l’organismo e lo rendono più pronto a “combattere”, a reagire alle difficoltà, a cercare nuove, creative e impensate soluzioni ai nostri problemi: più stiamo bene psichicamente, più siamo tranquilli, concentrati, attenti, vigili, lungimiranti. In tali condizioni un individuo è in qualche maniera “armato” e pronto per mettersi in gioco, per cadere e trovare la forza di rialzarsi, più e più volte, eventi che accadono ad ognuno di noi nella vita di ogni giorno, nessuno escluso.
Con una psiche in equilibrio e armonia abbiamo la forza di cambiare lavoro, chiudere vecchie e malfunzionanti relazioni per aprirne di nuove e più “nutrienti”, siamo più “intelligenti” in senso adattativo, cioè più capaci di adattarci al mondo che ci circonda e a ricercare nuove possibili soluzioni ai labirinti che a volte sembrano circondarci.
Viceversa, se la psiche è in fase di stallo, questo influenzerà fortemente la visione che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda e questa “negatività mentale” ci porterà a fare minori investimenti su ciò che più conta, dando vita ad un circolo vizioso che tenderà a mantenersi costante.
È proprio in queste fasi della vita che la ricerca di un supporto psicologico si mostra la scelta giusta: è necessario partire da noi stessi, mettere le nostre antiche certezze in discussione, per trovare l’energia psichica che servirà a rimetterci in piedi e in gioco. Ricordiamo sempre che chiedere aiuto vuol dire riconoscersi umani, imperfetti, non onnipotenti e che nessun individuo può vivere bene se socialmente isolato dal resto del mondo.

Dott.ssa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta (Roma) | www.giorgiaaloisio.it







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