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Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla. Alessandro Baricco
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Sentirsi “emo”

category Atri argomenti Dr.ssa Breschi Sara 22 Dicembre 2009 | 5,069 letture | Stampa articolo |
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Il termine “emo” è stato utilizzato, per la prima volta, negli anni ’80 per indicare un sottogenere musicale che faceva parte della cosiddetta musica hardcore punk e che si sviluppò in particolar modo a Washington. La parola “emo” indicava, quindi, band sempre hardcore ma che utilizzavano sonorità più melodiche e ricche e che, quindi, volevano emo-zionare l’ascoltatore durante le loro esibizioni. Successivamente, durante gli anni ’90, il termine si estese ad indicare anche i gruppi musicali indie. Grazie anche ad internet, oggi il significato della parola “emo” si è esteso ed è arrivato ad identificare una vera sottocultura, che  coinvolge non solo la musica, ma anche molti altri aspetti della vita dei giovani, dalla moda agli atteggiamenti.

Partita dagli Stati Uniti, questa sottocultura ha raggiunto l’Inghilterra ed, in breve tempo, si è diffusa in tutto il mondo.

Ma chi sono veramente gli “emo” e cosa caratterizza la loro identità?
Hanno, di solito, tra i 14 e i 19 anni, si vestono con abiti dall’aria gotica, ascoltano musica “emo-core”. Pare che, oggi, sia possibile identificare un adolescente “emo” soprattutto dall’abbigliamento: stile punk, smalto nero, occhi truccati, maglioni di lana larghi o magliette molto strette, pantaloni di velluto, scarpe da ginnastica, skinny jeans, frangia asimmetrica, capelli spettinati, collane con cuori spezzati o teschi. Una descrizione che coincide in maniera dettagliata con lo stile del cantante dei Tokio Hotel, Bill Kaulitz, uno dei principali rappresentanti della musica moderna considerata “emo”.

Non solo, però, un modo di vestire, ma un modo di pensare ed agire che può far paura specie ai genitori che osservano i figli e non riescono a capire. Capire da dove nasce tutta questa tristezza, questa disperazione. Se “emo” significa emozione, i ragazzi “emo” non fanno mistero di quello che provano: piangono davanti agli amici, baciano persone dello stesso sesso o addirittura arrivano a farsi del male procurandosi tagli sulle braccia o sulle gambe con le lamette da rasoio. Una richiesta d’aiuto, la manifestazione di un disagio insostenibile che li rende da una parte emarginati, dall’altra parte di un gruppo, di un sentire comune, di un sentirsi “emo”. Dietro a questa “filosofia di vita” si nascondono comportamenti autolesionistici che sono il mezzo attraverso il quale l’essere “emo” esprime l’essere un adolescente in difficoltà, rivelando un profondo bisogno di attenzione.

Sentirsi “emo”, voler essere “emo” per poter far parte di un gruppo esercita un’attrazione molto forte sui ragazzini più suggestionabili che si infliggono i tagli per dimostrare di appartenere al gruppo, facendo uscire il sangue. Tagliarsi porta una sorta di sensazione di calma, come se il taglio placasse l’ansia e l’agitazione. Dall’effetto “positivo” del taglio, come gesto compulsivo, nasce una specie di dipendenza per cui il giovane ricorrerà all’autolesionismo ogni volta che si troverà in ansia.

Ma quanto è pericoloso questo fenomeno? E’ un movimento che si rifà al decadentismo e ai poeti maledetti, anche se molti adolescenti non ne sono consapevoli. Gli “emo” inneggiano, in ultima ipotesi, al suicidio come atto ultimo liberatorio.

Su internet ogni giorno aumentano i siti nei quali si cerca di spiegare cosa significa sentirsi “emo”, quelli a difesa e quelli contro gli “emo” e il loro stile di vita. Gli “emoboys” sono considerati, da alcuni, ragazzi gentili e fedeli, affidabili e comprensivi, di cui le ragazze vanno pazze, perché sono pronti a mettere in mostra le proprie emo-zioni, da altri, “sfigati”.

“Emo” come modo per esprimere l’insicurezza che è tipica dell’età adolescenziale, durante la quale i ragazzi sono più soggetti a diversi tipi di influenze, come modo per superare i propri limiti, mettersi alla prova, emo-zionarsi tirando fuori la propria carica aggressiva.







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