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Possibile correlazione tra mancanza di esposizione al sole e sintomi della depressione

category Atri argomenti Alessandro Gandini 19 Gennaio 2015 | 1,056 letture | Stampa articolo |
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La stanchezza e l’ansia portano le persone che ne soffrono in maniera cronica ad evitare il contatto con altre persone, e quindi a passare gran parte del proprio tempo libero chiuse tra le mura di casa propria, sia in inverno sia in estate.

Una conseguenza negativa di questo comportamento, che è stata confermata di recente, è la carenza di vitamina D. Questa vitamina, che in realtà è un ormone, non si trova negli alimenti ma viene prodotta nel nostro organismo quando la pelle viene a contatto con la luce solare: più l’area esposta è ampia e più a lungo rimaniamo sotto il sole, maggiore sarà la produzione di vitamina D.

Fino a qualche anno fa si credeva che questa vitamina fosse importante solo per il mantenimento della salute ossea, mentre oggi sappiamo che una sua carenza è direttamente collegata ai sintomi della depressione.

In particolare, è stato osservato come i recettori per la vitamina D siano presenti anche nel cervello, comprese le aree collegate alla depressione.

A oggi non è ancora chiaro in quali modi questa vitamina effettivamente agisca nel cervello, ma alcuni studi, come questo, indicano che bassi livelli di vitamina D nel sangue sono correlati ai sintomi depressivi e che un’integrazione può essere una soluzione.

Proprio negli ultimissimi anni l’interesse verso questo ormone è cresciuto enormemente da parte della comunità scientifica, e questo dovrebbe portare a breve a nuovi studi.

Come detto precedentemente, la vitamina D non si può ricavare dai cibi se non in quantità trascurabile nei latticini, e oltre all’integrazione l’unica via percorribile è quella di passare più tempo possibile al sole durante il periodo estivo (fortunatamente, il nostro organismo è in grado di immagazzinare questa vitamina) e, potendo, di concedersi almeno una settimana ad una latitudine “migliore” della nostra durante il periodo invernale.

Sembra infatti che esporsi in media 40 minuti al giorno, possibilmente anche con le braccia e senza protezioni (creme solari, vetro dell’auto etc.), sia sufficiente per raggiungere la RDA (dose minima consigliata).

Alessandro Gandini

Naturopata

http://www.stanchezzafisica.it/blog/

 







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