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Ma cosa vogliono veramente le donne

category Atri argomenti Angela Flammini 16 Aprile 2012 | 16,851 letture | Stampa articolo |
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Bella… La parola bella è nata insieme a lei (Quasimodo, atto primo dell’opera “Notre Dame de Paris”)

Se ti stai ponendo questa domanda, o sei una donna e, come tante, vivi in uno stato di insoddisfazione latente e nemmeno tu sai se puoi ancora essere felice, oppure sei un uomo e, come tanti, non riesci proprio ia capire l’universo femminile e ti sembra che qualsiasi cosa tu faccia per rendere felice la tua donna, sia sempre insufficiente. Nel primo caso, questo articolo può far riemergere la tua consapevolezza e rifocalizzare le tue esigente primordiali. Invece, se sei un uomo, molto probabilmente troverai tutto ciò assolutamente non comprensibile, forse infantile e sciocco e, quasi certamente, non facile da attuare… Quello che una donna vuole ed abbisogna totalmente, a qualsiasi età ed in ogni cultura, è naturale, ma tutt’altro che banale, è essere donna, ovvero essere FEMMINILE. Beh, scoperta l’acqua calda! Eppure quanti sanno dire cosa significhi essere “donna” e quali sono i bisogni fondamentali che una donna, anche fisiologicamente e filogeneticamente ha, senza cadere in scontati stereotipi? Essere donna significa assecondare la propria natura, che vuole il corpo della donna strutturato ad accogliere l’uomo e la maternità. Mentre l’uomo è strutturato per la caccia, il corpo della donna, ha il dono dell’attesa e della stazionarietà. Da sempre, il ruolo della donna è poliedrico, compagna, mamma ed amica, ed innumerevoli sono i suoi compiti, tra cui il sostegno emotivo e la cura di se stessa, dei figli e dell’habitat. Le donne, tutt’oggi, benché lavorino e spesso siano coadiuvate dagli uomini, sono naturalmente deputate alla cura della casa e della prole, della quale si occupano in modo totale e solipsistico per nove mesi. Un tempo, le donne vivevano le loro attese, nella comunità, supportate psicologicamente e materialmente dalle altre donne ed il loro reciproco sostegno emotivo, le loro chiacchiere, contribuivano ad accrescere il livello di ossitocina, l’ormone del benessere femminile, naturalmente prodotto durante tutte le attività di cura e belletto del corpo e del proprio ambiente, ovvero nelle attività creative, nonché in tutte quelle tenerezze tipiche dell’intimità emotiva. In vero, conseguentemente alle sue attività di cura e di accoglienza, la donna, aveva ed ha tutt’oggi il normalissimo bisogno di essere FEMMINILE e di sentirsi BELLA, AMATA e SPECIALE, per tutto quello che fa. E’ questo che le da la motivazione per costruire una famiglia ed accudire la prole.

Inoltre, conseguentemente alle sue caratteristiche fisiche ed alla stazionarietà dovuta alla cura dell’habitat e della prole, la donna aveva ed ha un innato bisogno di PROTEZIONE. In sintesi, le donne sono fisiologicamente e geneticamente destinate alla bellezza, alla cura, alla maternità, alla creatività, a parlare ed hanno bisogno di sentirsi FEMMINILI/DONNE, di sentirsi BELLE, AMATE e PROTETTE…. Tutte queste attività e l’appagamento di questi tre bisogni fondamentali, favoriscono nella donna la produzione dell’ossitocina, inducendo uno stato di benessere ed appagamento. Quando l’ossitocina è presente in maggiore quantità, la donna si sente più attraente, più dinamica, più flessibile, più felice, più amorevole e prova maggiore attrazione per l’uomo. Ovviamente, se l’ormone del benessere femminile è carente, la donna è infelice e tutt’altro che accogliente… In altri termini, quei bisogni ritenuti schiocchi come quello di parlare, la femminilità, le coccole, i baci, le paroline dolci, per una donna, sono un mero bisogno fisiologico, alla stessa stregua di quello di fare l’amore, per un uomo. Bene, allora, all’uomo basta far sentire bella, amata e protetta la donna e garantirle tutte quelle attività di cura, bellezza, comunicazione, lavoro di squadra, maternità e contatto, per renderla felice? Certo! Ovvio! No, tutt’altro! Ben sanno gli uomini quanti sforzi vani facciano a tal fine, per concludere spesso: “Qualsiasi cosa io faccia, non ti va mai bene!” E come abbiamo visto, se la donna non trova appagamento dei suoi più istintivi bisogni, non è felice e se lei non è felice, si alimenta la più grande paura dell’uomo: non essere all’altezza… Se una donna non ha occasioni di stare con altre donne, se non parla o ha smesso di farlo, se si trascura, se è sbilanciata verso il maschile, se non è madre, se non ha hobby creativi, se non riceve complimenti, se non si sente dire quanto è amata, se non viene baciata, è inevitabilmente sotto stress e la sua frustrazione ed infelicità sono direttamente proporzionali alla quantità delle cose che le mancano. Ma non è facile, per un uomo, capire una donna, e ciò di cui lei ha più bisogno è proprio quello che LUI NON RIESCE e talvolta NON VUOLE DARLE…. Gli uomini danno per scontato che basti il sostegno economico o un regalo, per renderle felici. Pensano che averle scelte come compagne sia la più grande manifestazione d’amore. Un tempo, alla donna questo bastava, per sentirsi amata e protetta, ma oggi le cose sono cambiate. Anche la donna lavora, ha molte più cose da fare, è sempre più sola e lontana dal sostegno affettivo delle altre donne e le manca spesso il tempo per tutte quelle attività di creatività o di femminilità, che l’appagherebbero. Oggi, le donne hanno bisogno dagli uomini di contatto e sostegno emotivo. Le donne, contrariamente a quanto gli uomini pensano, hanno bisogno di cose molto semplici, purché ripetute e quotidiane, che le facciano sentire BELLE, AMATE e PROTETTE, come abbracci, baci, complimenti sul loro aspetto, parole dolci, comunicazione, ascolto e comprensione, gesti di galanteria e di aiuto. Tutte cose spesso incomprensibili agli uomini, efficaci e forti animali da caccia e battaglia, cose sciocche ed infantili, inutili smancerie… Se solo sapessero gli uomini, con quanta semplicità e minimo sforzo potrebbero garantire la felicità della propria donna! John Gray, nella serie “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, racconta come, con un semplice abbraccio, il rapporto ormai logoro con sua moglie, sia cambiato radicalmente, riportando quell’intesa che svaniva nella nebbia della crisi di coppia. Solitamente, tanto l’uomo, quanto la donna, danno all’altro ciò di cui loro stessi hanno bisogno e non solo questo è assultamente lontano dalle mere necessità del partner, ma solitamente tende a creare un senso maggiore di frustrazione e infelicità. Il segreto quindi, per rendere felice il proprio partner, è smettere di leggergli nel pensiero, di dare per scontati certi bisogni e di dare quanto non richiesto, ma apprendere ad ASCOLTARE. Con “365 giorni per non farsi mollare… 52 settimane per conoscersi, rispettarsi ed amarsi”, proprio a fronte della nostra naturale incapacità a capire l’altro, così diverso da noi, ci viene suggerito esplicitamente, giorno per giorno, anche a fatica e spesso “senza capire perché” come rendere felice l’altro. Molto spesso non è facile capire ed accettare un suggerimento ed altre volte sembra assurdo dover fare qualcosa che proprio non ci verrebbe in mente di fare e ancor meno fare qualcosa di “non spontaneo”. Il motivo, per cui invece dobbiamo impegnarci e farlo, è proprio questo: NON CAPIRE! Se non capiamo è proprio perché siamo diversi. Accettiamolo e godiamoci i frutti meravigliosi che traiamo dal rendere felice chi amiamo.







4 Commenti a “Ma cosa vogliono veramente le donne”

  1. Paolo Saglimbeni

    Buonasera, io sono un uomo e mi comporto con queste attenzioni e ho cercato di dare tutto questo ma mi ritrovo con una persona libera che non vuole legarsi con vari tira e molla di sfiducia solo perché vuole novità cambiare sempre lei nuovi stimoli che posso fare?

  2. Paolo Saglimbeni

    La cosa strana è che ci vediamo ogni tanto e che ci baciamo ma niente piu

  3. Ely

    L’articolo è interessante. Ho letto anche quelli riguardanti ciò che invece fa star bene gli uomini.
    Ma se una ragazza, da sempre, ha le stesse necessità di un uomo? Se viene da Marte e le danno fastidio le cose per Venere, quali le chiacchiere con le amiche, il belletto, il corteggiamento…e preferisce il lavoro, le sfide, parlare solo con orientamento pragmatico etc? Secondo Lei una ragazza del genere non potrebbe essere agevolata nella costruzione di un legame dove l’uomo si sente compreso e non assillato da “pretese” fuori dal suo orizzonte?

  4. Ely

    P.S.: per quanto sopra chiederei il parere della dottoressa ma eventualmente anche di lettrici e lettori.

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