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L’uomo che non deve chiedere mai

category Atri argomenti Angela Flammini 14 Dicembre 2012 | 5,590 letture | Stampa articolo |
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“Il cervello è come un paracadute,
se resta chiuso non serve a niente!”
(Einstein)

Tanto gli uomini, quanto le donne, vogliono rendere felici il proprio partner, ma con modalità diverse e con risultati spesso parimenti fallimentari.
Gli uomini e le donne sono strutturalmente diversi, hanno bisogni fisiologici, filogenetici ed antropologici diversi.
Non è facile capire i bisogni dell’altro e tendenzialmente, quanto più si ama, più si ha bisogno di amore, più si rischia di sbagliare, nel dare al proprio partner ciò che noi riteniamo importante e che invece può originare frustrazione e problemi di coppia.
Quando si ama, si desidera rendere felice il proprio partner e sentirsi altresì felici, ma questo non può avvenire, senza una adeguata comunicazione dei propri bisogni, un adeguato ascolto di essi, un conseguente rispetto, scevro di giudizi e pregiudizi ed un valevole appagamento degli stessi.
Purtroppo, il guaio è che tanto gli uomini, quanto le donne, tendono a non chiedere.
Gli uomini perché  crescono pensando che “un uomo non deve chiedere mai!”, nè ciò di cui ha bisogno lui, né ciò di cui può aver bisogno la propria donna.
Le donne, perchè sono naturalmente inclini a dare, a sacrificarsi, finendo quasi sempre col lamentarsi, per ciò che non ricevono, piuttosto che chiedere.
La differenza fondamentale tra i due sessi e dunque tra le due modalità di voler appagare i bisogni dell’altro, sta nella flessibilità mentale, ovvero nella capacità di aprire la mente, per salvare la propria vita amorosa…

La donna, contrariamente all’uomo, sa porsi in discussione e cerca di capire, ciò che ignora.
Quando la donna riesce a capire che ciò che lei fa è proprio ciò che può rendere infelice un uomo, inizia a porre tante domande per capirne i bisogni. Gli uomini, generalmente, non chiedono ciò che desiderano, non rispondono, e talvolta si innervosiscono di fronte a cotante domande. Allora, esse fanno del loro meglio, leggono, partecipano a seminari, si informano e si confrontano, danno ciò che hanno compreso sia meglio dare e cercano di evitare ciò che può essere deleterio, talvolta sacrificandosi e soprattutto non giudicando.
Una donna, non si chiede se sia inutile, stupido o assurdo un bisogno dell’uomo, lo appagano, se possono, perchè sono empatiche e la felicità dell’uomo è anche la loro, perchè saper rendere felice il proprio uomo fa loro pensare di essere più degne d’amore.

Anche l’uomo si sente appagato ed abile se riesce a rendere felice la propria donna e questo, in vero, è il loro primo bisogno, più che per la donna, ma egli non le chiede cosa possa renderla felice, non si informa, non legge, non partecipa a seminari, non ascolta consigli, non si confronta… Forse perchè gli uomini si ritengono idonei a portare avanti la relazione e non amano porsi in discussione ed ancor meno chiedere consigli, se non ritengono di averne bisogno; perché, come direbbe John Gray, ne “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”, gli uomini, “mister aggiustatutto”, non si sprecano ad aggiustare qualcosa che, per loro, non è affatto rotto!
Ma la cosa peggiore è che non sanno che il paracadute nasce difettoso e che ciò che loro non danno alle proprie donne è proprio ciò di cui esse hanno più bisogno e le porta ad essere infelici, frustrate e così lamentose e pusillanimi.
Non di meno, ogni uomo ha vissuto la frustrante sensazione di non capire affatto la propria amata e perchè ella sia tanto infelice e lamentosa, ma non chiedono…
Gli uomini, di rado hanno al loro fianco donne che chiedono e sappiano chiedere, più probabilmente hanno al loro fianco donne esasperate, che si lamentano solo. Eppure, quantunque abbiano la fortuna di sapere ciò che può rendere felice la propria donna, perseverano nel dare loro, ciò che essi ritengono “ragionevole” fornire, privandole, invece, di ciò che essi ritengono “puerile” e/o superfluo. Gli uomini, non aprono la loro mente, non si aprono al dialogo ed all’ascolto, per lo più, giudicano, minimizzano le forti emozioni femminili e ritengono sciocchi ed infantili i bisogni delle donne.

C’è nulla di sciocco, per un uomo, nel guardare o rincorrere una palla che rotola, nulla nel volersi sfogare sessualmente, nulla nel volersi isolare o amare il silenzio, dopo una giornata di lavoro.
C’è nulla di sciocco, per una donna, nel desiderare ascolto, baci, complimenti, parole dolci e tante chiacchiere con le amiche.
Non è facile capirlo.
Non è facile smettere di dare ciò che siamo abituati a dare.
Non è facile dare ciò che non siamo abituati a dare.
Non è facile correggere comportamenti che sono innati ed istintivi.
Non è facile fare cose per le quali non siamo portati, per le quali non siamo stati educati e per le quali nessuno ci ha mai dato istruzioni pratiche.
Ma se vogliamo essere felici e rendere felice chi amiamo, dobbiamo imparare ad ascoltarne i bisogni, a capirli, a rispettarli, ad appagarli.
Dobbiamo imparare a porre domande.
Dobbiamo imparare a rispondere, ovvero a chiedere, in modo chiaro e sintetico, senza lamentarci e magari quando il clima è disteso.
Dobbiamo imparare ad ascoltare in silenzio, a rispettare, senza minimizzare o peggio giudicare.
Dobbiamo imparare che dare all’altro ciò che lo rende felice, piuttosto che dargli o privarlo di ciò che lo rende infelice…

“Chi appaga i nostri bisogni ci possiede!”

 







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