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Non esistono fenomeni morali, ma solo interpretazioni morali dei fenomeni. Friedrich Nietzsche
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L’arte e la scienza della Mindfulness

category Atri argomenti Carmela Giordano 10 Ottobre 2013 | 3,126 letture | Stampa articolo |
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ESSERE PER ESSERCI

“L’arte e la scienza della Mindfulness”, di Shauna L. Shapiro e Linda E. Carlson, edito Piccin e curato,  nella versione italiana, da B. Pescatori e L. Vistarini – Centro Italiano di Mindfulness, mira ad esplorare l’arte e la scienza della Mindfulness quale elemento e strumento utile ed efficace per chi opera nelle professioni d’aiuto

Di Carmela Giordano

Psicologa – psicoterapeuta, esperta in psicodiagnosi

Insegnante e Socia A.I.M.I., Associazione Italiana Massaggio Infantile

Il termine “Consapevolezza” deriva da “Con” – “Sapere” ed è facile intuire, quindi, che la consapevolezza non è solo la parte intellettuale del sapere, l’essere informati su come vanno le cose, ma riguarda un fenomeno “intimo”: è la cognizione che si fa interiore e si armonizza con la persona “tutta intera”.

L’“Essere Consapevoli” significa poter affrontare e rielaborare, significa conoscere la natura delle cose ed il proprio relazionarsi con il mondo.

Il termine inglese Mindfulness, tradotto in italiano, significa proprio “piena consapevolezza” o “mente consapevole”.

Padre della Mindfulness è Jon Kabat Zinn, non un medico, non uno psicologo né uno psichiatra, ma un biologo molecolare che, negli anni ’60, inizia ad interessarsi alle pratiche meditative, tipiche della cultura orientale, applicandole al sostegno terapeutico di quei pazienti verso i quali la medicina tradizionale “aveva deposto le armi, sventolando bandiera bianca”.

È nel 1979 che Jon Kabat Zinn fonda la “Stress Reduction Clinic” presso la quale tiene gruppi di terapia “Mindfulenss based Stress Reduction” (MBSR). Ai gruppi prendono parte tutti coloro che già soffrono di disturbi psichici o fisici, o che ne hanno sofferto in passato, e che vogliono trovare una via per far fronte alla possibile sofferenza nel futuro.

Per spiegare cosa sia realmente la Mindfulness non servirebbero tante parole, basterebbe la poesia di Jon Kabat Zinn qui riportata:

“Hai mai fatto l’esperienza di fermarti del tutto,

di essere così totalmente nel tuo corpo,

di essere così totalmente nella tua vita

che quel che già sapevi e quello che non sai,

e quel ch’è stato e quel che ancora dev’essere,

e le cose come stanno proprio ora

non ti danno neanche un filo d’ansia o disaccordo?

Sarebbe un momento di presenza totale,

al di là della lotta, al di là della mera accettazione,

al di là della voglia di scappare o sistemar le cose o tuffarcisi dentro a testa bassa:

un momento di puro essere, fuori dal tempo,

un momento di pura vista, pura percezione,

un momento nel quale la vita si limita a essere,

e quell’“essere” ti prende, ti afferra con tutti i sensi,

tutti i ricordi, fin dentro i geni,

in ciò che più ami,

e ti dice: benvenuto a casa”

(Jon Kabat-Zinn)

Ecco cos’è la Mindfulness: è l’abitare il proprio corpo, il proprio cuore e la propria mente; è l’abitare se stessi con piena consapevolezza e, allo stesso tempo, un modo di relazionarsi alle altre persone.

Santorelli, uno dei padri occidentali di questa disciplina, durante un seminario a Firenze, spiega “La Mindfulness è la consapevolezza che nasce dal prestare attenzione al momento presente, intenzionalmente e senza giudicare. Consapevolezza non è sinonimo di rilassamento e non è nemmeno una filosofia: è un modo di essere che implica lo stare costantemente in relazione con se stessi e con il mondo e l’accettare quello che c’è, sia che si tratti di disagio, di sofferenza, di passione o di piacere. In altre parole: viviamo pensando sempre al passato o al futuro, mentre dovremmo radicarci nel presente, nel «qui e ora», imparando ad accettare noi stessi e a vivere più profondamente le nostre esperienze che sono fatte di sensazioni, di emozioni, di pensieri, di relazioni”.

È alla luce di tutto questo che le autrici del libro “L’arte e la scienza della Mindfulness”,  Shauna L. Shapiro e Linda E. Carlson, mirano ad approfondire lo “stato dell’arte” della Mindfulness, rendendola ancor più fruibile ed efficace a chi si occupa di professioni d’aiuto, ma anche a studenti e ricercatori.

L’obiettivo delle autrici è liberare la Mindfulness dalle pratiche e dagli antichi insegnamenti buddhisti ed esplorarne le potenzialità in diversi contesti: psicologia, biologia, medicina, sport, scuola, carceri …

La loro diretta esperienza con terapeuti e professionisti della salute, ma anche con gli studenti che scelgono percorsi di studi rivolti alla cura, le ha consentito una riflessione sull’espressione, da parte di tali soggetti, di sentimenti di frustrazione, disillusione e burn-out. Tutti i professionisti erano concordi nel sostenere che le intenzioni, che inizialmente li avevano ispirati e condotti ad intraprendere questo tipo di professione, sono poi rimaste schiacciate dallo stress, dalla pressione e dall’oppressione.

Nell’edizione italiana, curata da B. Pescatori e L. Vistarini, le curatrici aggiungono al desiderio di diffondere il più possibile i benefici della Mindfulness, la loro personale esperienza di istruttrici e psicoterapeute presso il Centro Italiano della Mindfulness.

Inoltre, il testo, edito dalla Piccin, è arricchito da un cd che contiene meditazioni incise ad hoc per questa edizione.

In conclusione, la Mindfulness diviene così un elemento catalizzatore per ampliare il focus professionale che va oltre la patologia, fino ad arrivare ad includere una crescita ed uno sviluppo positivi.







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