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L’anima e il cervello: i nuovi confini delle neuroscienze

category Atri argomenti Marisa Nicolini 19 Febbraio 2009 | 5,804 letture | Stampa articolo |
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Siamo un corpo e abbiamo un’anima o siamo un’anima e abbiamo un corpo?

Da questo apparente gioco di parole derivano profonde differenze nelle posizioni che prendiamo nei confronti della vita, della sofferenza, della morte.

“Anima” è una parola molto evocativa, dotata di molteplici sfumature. Di anima parlano teologi, filosofi, psicologi e, forse, tutti almeno una volta nella vita!

Ma che cos’è l’”anima”, se così si può dire, per la scienza?

A questo argomento è dedicato il nuovo libro di Eduard Punset, il più grande e apprezzato divulgatore scientifico spagnolo, avvocato, economista, politico e scrittore eclettico ed efficace, che ha voluto affrontare i dubbi che tutti noi ci poniamo, se non altro implicitamente: c’è in noi una doppia essenza, spirito e materia, oppure un’unica realtà, per quanto complessa ed evoluta?

Per www.paginedilibri.com la psicologa dott.ssa Marisa Nicolini ha intervistato Punset per approfondire alcuni dei temi più scottanti trattati nel libro “L’ANIMA E’ NEL CERVELLO. Radiografia della macchina per pensare”, edito da Tropea i Trofei (Milano).

Certo, il cervello non è solo fatto di percezioni coscienti, depositate in memoria nelle rispettive aree primarie, né si esaurisce con le attività integrative e di pensiero rese possibili dalle aree secondarie.

L’enorme, sorprendente, originale lavoro del cervello comprende anche inaspettati atti di creatività, prese di decisioni che ci rendono soggetti della nostra esperienza vitale, e non meri esecutori che rispondono a stimoli linearmente determinati.

L’”anima” a cui si riferisce Punset, l’anima trattata dalle neuroscienze, è appunto la capacità di decidere e scegliere che, in un individuo integrato e sano, è una funzione propria del cervello, di quella parte del cervello più recente ed evoluta che è la porzione frontale.

Una grossa scoperta della neuroscienze è l’aver permesso, infatti, di stabilire che l’autodeterminazione è nella neocorteccia: nei lobi frontali, come storicamente acquisito, e in quelli parietali, come recentemente sostenuto in una ricerca anglosassone condotta insieme all’Università di Chieti.

Libro – e intervista con l’autore – molto interessanti, da consigliare a chi vuole approfondire, senza necessariamente sostenere un esame di neurobiologia, il ruolo del pensiero cosciente e inconscio, della percezione, delle emozioni, nella costruzione di quel fantastico “labirinto” cerebrale (o, meglio, mentale) in cui, ancora sorprendentemente, la maggior parte di noi riesce a ritrovarsi. Giorno dopo giorno. E su livelli crescenti di consapevolezza. E’ per sperimentare tutto questo che commettiamo errori… e viviamo.







4 Commenti a “L’anima e il cervello: i nuovi confini delle neuroscienze”

  1. Fiorindo

    Io non capisco come si possa credere ancora nell’Anima ? Le Neuro Scienze sembrano dimostrare che in effetti mente e cervello sono due aspetti della stessa incognita , certo la Scienza non è in grado di spiegare tutto , ma per me non c’è nulla di problematico nel fatto di considerarmi una macchina biologica programmata dal Big Bang , comunque le mie conoscenze nel settore sono limitate , essendo un Perito Elettronico di 42 anni che ora fa l’Operaio da quattro , non sono certo un genio , ma a mio avviso , Mente , Coscienza , Intelligenza assumeranno un significato nuovo , cosi come è stato per la Fisica Quantistica dove particella ed onda coesistono , o la Matematica con il teorema di Godel , in ultima analisi essa è un’opinione anche se per le questioni quantitative è la migliore di cui disponiamo , poi è ovvio è compito della Filosofia trovare l’essenza delle cose od enti ma , sino ad ora ha fallito , perché abbiamo scoperto che esistono solo relazioni non enti finali esistenti in se per se , cito un esempio E=M*C^2 ci indica solo la relazione tra materia ed energia attraverso una costante C^2 , come diceva Einstein quando gli chiedevano cosa fosse poi in fondo lo Spazio od il Tempo egli rispose ” lo Spazio è ciò che misuriamo con il metro ed il Tempo ciò che misuriamo con l’orologio ” e poco ma è il massimo punto d’arrivo dello conoscenza raggiunto per l’ intelletto umano , così com’è ora , in queta fase dell’evoluzioe.
    Sono troppo materialista o scientista ?.
    Fiorindo

  2. Antonio

    Caro Amico , mi sa che lei appartiene alla solita e miope cordata dei materialisti , molte chiacchiere e rifiuto assoluto della realtà . Non mi riferisco a Lei , naturalmente .
    Lei mi parla di tempo , spazio , costanti cosmologiche ,principi di fisica , ma tutto questo non le fa sorgere il sospetto che non sia frutto dell’accidentalità conseguente al caos primordiale , ma di un preciso disegno di un Creatore ? E che magari , per un disegno a noi sconosciuto , esistano esseri dotati di pensiero e coscienza ? E che …. il resto lo lascio alle considerazioni di chi legge .

  3. Palma

    Forse mi sbaglio, ma credo che l’uomo non possa essere comandato esclusivamente dal cervello.
    Il fatto che esistano neuropsichiatri che studiano sempre il cervello può portare le persone a credere che le azioni dell’uomo, la creatività, i pensieri, le “cose” astratte, sovraumane che qualcuno (specialmente i poeti, per fare un esempio) sentono dentro e fuori di sè, siano solo creazioni del cervello, dei neuroni….
    Secondo me noi non siamo comandati da neuroni. Esiste un’anima, un’essenza in ognuno che porta l’uomo a vivere cose spesso inspiegabili e sensazioni magiche.
    Anche i ricordi: si, si ricorda con la mente, ma i ricordi veri e propri, le sensazioni che c’erano in quel momento sono nell’anima, non nel cervello.
    Io credo in questo. Forse sono cose troppo fantasiose, che verranno smontate da qualche neurologo, ma….

  4. Fiorindo

    Replica :

    A mio avviso l’anima o la metafisica in generale sono illusioni , ma ovvio c’è chi la pensa diversamente altrimenti il mondo sarebbe noioso, bhè magari un po’ più tranquillo non guasterebbe .-) ,Guerre crisi Economiche , e company mi hanno , ci hanno stancato , comunque non sono un Riduzionista per i seguenti motivi :
    da una risposta di Silvano Fuso sul sito

    http://www.vialattea.net/

    1) Il principio di Heisenberg non stabilisce solo la nostra impossibilità di conoscere contemporaneamente i valori della posizione e della quantità di moto di una particella. Stabilisce che tali valori, prima che venga fatta una misura, sono assolutamente e intrinsecamente indeterminati.

    2) Le obiezioni di Einstein alla meccanica quantistica avevano un senso perché il grande fisico si era perfettamente reso conto che la meccanica quantistica è incompatibile con il determinismo. Tuttavia le sue concezioni ostinatamente deterministiche e i suoi tentativi di difenderle (variabili nascoste) non hanno retto alla prova dei fatti.

    3) La realtà microscopica è intrinsecamente indeterminata. Questo darebbe ragione al buon “Democrito che ‘l mondo a caso pone” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno IV, 136). Tuttavia quello che appare sorprendente è che la realtà macroscopica sia invece in buona misura deterministica. Spiegare questa apparente contraddizione è un’affascinante sfida della fisica teorica.

    e mi ritengo un estimatore della Teoria del Caos che è emergentista , nel senso moderno del termine
    cui rimando per maggiori chiarimenti a :

    http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_complessit%C3%A0

    ma rifiuto ogni sorta di Metafisica , Disegno Intelligente , o Divinità in generale.

    cordiali saluti.
    Fio.

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