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L’amore incondizionato e l’amore maturo

category Atri argomenti Maria Grazia Antinori 21 Aprile 2014 | 1,816 letture | Stampa articolo |
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Molte persone, soprattutto donne, sono convinte che la definizione dell’amore ideale comprenda parole quali puro, assoluto. L’amore è concepito come una relazione incondizionata, separata dal comportamento, una sorta di sentimento totale ed assoluto. Una relazione di questo tipo ricorda le prime fasi della vita del neonato dove la madre non è ancora riconosciuta come persona ma piuttosto vissuta come una sorta di ambiente accudente indispensabile per il benessere e la stessa sopravvivenza del bebè.

L’amore maturo, al contrario presuppone riconoscere l’altro e noi stessi come persone distinte e riconoscibili è quindi l’opposto dell’amare incondizionato, è infatti una condizione fortemente condizionata dalla conoscenza e dalla relazione con l’altro. L’amore incondizionato è al contrario, frutto esclusivo della massima idealizzazione dell’oggetto qualunque esso sia L’amore maturo invece si confronta ed è alimentato dal riconoscimento dell’altro come persona unica e distinta a cui riconoscere punti di forza e di fragilità.

La prima fase dell’innamoramento comprende l’idealizzazione dell’oggetto amato che è sentito come la fonte di ogni gioia e di ogni piacere. E’ una fase esaltate e piena di vitalità che rende gli innamorati diversi da chiunque altro, si sentono gli eletti ossia coloro che hanno incontrato l’amore. E’ proprio questa condizione che rende gli innamorati unici, diversi dai comuni mortali, sono stati toccati dall’assoluto, dal riconoscimento dell’altro come ritrovamento della propria metà mancante. Purtroppo la fase di esaltazione è destinata a durare un tempo limitato, piano, piano si infiltra la realtà con le sue complessità, ombre ed ambivalenze. Questo è un momento delicato dove l’innamorato sente di perdere la sensazione di diversità e di esaltazione, il sentimento si trova ad essere provato e confrontato alla luce della realtà esterna. Quando gli innamorati da privilegiati toccati da cupido ricadono nella normalità della quotidianità, per qualcuno può essere un salto troppo forte che determina la fine della magia e delle famose ” farfalle nello stomaco” e questo può significare la fine dell’amore, le emozioni si spengono o meglio si trasformano in altro, in sensazioni che richiedono un lavoro e soprattutto un confronto con l’altro che liberato dal mantello dell’idealizzazione, ritorna ad essere visto come una persona complessa e anche ambivalente.

Inoltre scegliere una particolare persona, proprio quella, significa rinunciare ad incontrare qualcuno ancora più speciale che potrebbe idealmente rendere ancora più completi e felici e soprattutto obbliga ad una scelta che limita e delinea e richiede l’impegno di una responsabilità reciproca e condivisa. Il partner in questa fase rischia di perdere gran parte del suo fascino tornando ad essere visto come una semplice persona. Gli adolescenti, di tutte le età anagrafiche, a questo punto rinunciano alla relazione non insistono nella scoperta dell’altro, preferiscono rimanere alla ricerca del sogno irrealizzabile, della scintilla dell’emozione che rimane sospesa in una fase che precede il riconoscimento dell’altro sognando ed immaginando una situazione ideale di costante innamoramento.

La nascita di una coppia e di una relazione è del resto, solo l’inizio dell’avventura, ogni nuovo amore deve confrontarsi con un elemento esterno alla volontà dei partner, una componente che tutto modifica anche se si pretende di vantare un amore testardamente incondizionato, questo terzo elemento è il TEMPO. Conosciamo l’altro ad un certo momento della nostra vita, ma l’attimo è fissato mentre tutto si trasforma compresi i bisogni ed i desideri. La coppia che si è conosciuta e scelta in una certa data, occupando un preciso punto nello scorrere del tempo, progressivamente si allontana dall’oggi e così la coppia delle origini rischia di diventare un contenitore obsoleto ed inadeguato al momento attuale, al qui ed ora. E’ necessario un gran lavoro per non fare invecchiare la coppia, bisogna che ognuno dei due partner si impegni nella relazione e sia capace di adattarsi ai cambiamenti anche fisici, dell’altro. Gli stessi cambiamenti riguardano anche la struttura e i compiti evolutivi della coppia che vanno dalla convivenza, il matrimonio, la nascita dei figli, la loro infanzia e adolescenza e anche la separazione da questi quando diventano a loro volta adulti.

E’ veramente un’avventura difficile per quei due ragazzi che si sono incontrati tanto tempo prima riconoscersi e amarsi e riconoscere nel volto dell’altro la propria giovinezza passata e trovare ancora una motivazione per condividere il tempo di oggi perdonandosi reciprocamente le delusione ed i limiti reciproci.

 

Maria Grazia Antinori

antinorimariagrazia [@] virgilio [.] it

cell 334 338 58 35

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