La manipolazione affettiva (degli Adulteri ?)- Del sadismo morale ovvero il vampiro narcisista: “quando l’amore diventa una trappola”.
Come poche altre cose nella vita, il sesso è puro piacere. Intorno ad esso ruotano soprattutto i sentimenti, ma ad un grado di complessità davvero esagerato, e tale da influire pesantemente sulla problematica di ogni coppia. Inevitabilmente, in molte circostanze, la relazione sessuale arriva ad emulare una vera e propria battaglia, con tanto di logistica, tattica e strategia, o quanto meno si stabilizza come un sottile inconscio gioco di potere. Il rifiuto è la tecnica femminile più praticata, con modalità ricattatorie, e ad ogni insoddisfazione di qualsiasi genere si risponde con una negazione di prestazione. In questo caso, il potere che si dimostra di detenere si esercita nel “non agire”, mentre la concessione ha il valore di un baratto, ed il desiderio necessita dell’alibi del sentimento. L’astinenza, allora, diviene l’arma principale di una “manipolazione affettiva”.
Nel maschio è più facile riscontrare un qualche “perverso” egoismo nella ricerca del piacere. Il partner viene reificato a strumento, se non proprio a feticcio. Il perverso di carattere esprime la sua aggressività riducendo ad oggetto ogni comune agente, “feticizzandone” l’intero corpo.
Il manipolatore sadico si trasforma in un “bastiancontrario” e si comporta sistematicamente in maniera da deludere ogni vostra aspettativa. Difatti, le manifestazioni della violenza sono molteplici, a partire dalle torture morali e dalle pressioni psicologiche, spesso peggiori delle molestie fisiche, anche se si tollera meglio la “dipendenza“.
Delle forme particolari di aggressività vanno considerate pure l’impertinenza e l’ironia. L’ostilità si maschera con il sarcasmo; si fa intendere di non attribuire il giusto peso alle parole o si invita ad afferrare il contrario di quanto si è proferito. Il vero messaggio si nasconde sotto il tono di voce e dietro l’umorismo. Con sopracciglia aggrottate, sguardo di disapprovazione, sorrisetto ironico, si comunica in maniera non verbale molto più di quello che si dice. Se il dialogo si inceppa, perché ci si dimostra non coinvolti, già con questa mancata partecipazione si fa opposizione.
Un meccanismo di difesa che consente di non riconoscere i propri difetti consiste nell’attribuirli ad altri (proiezione). Ed anche qualora fosse masochista, alla ricerca attiva della propria sofferenza, il perverso tenderebbe comunque ad avere, e mantenere, il predominio.
La violenza fisica diretta è sinonimo di malcelata perversione, paranoia, o alcolismo… La collera si scatena principalmente contro gli oggetti e le vittime della violenza tendono a “somatizzarla”. Se la prima è una vera e propria minaccia, la “reazione” funge da “ricatto” che colpevolizza, in quanto il pensiero razionale è ormai caduto nella trappola delle emozioni. Il rischio che corre non frena il perverso, anzi lo eccita, mentre svilimento e mortificazione abbassano l’autostima della vittima, così come la soglia di difesa dalle malattie psicosomatiche.
Il corpo è il principale recettore di messaggi della psiche. Attraverso la sofferenza ci avverte. Sentimenti, emozioni, persino pensieri, vengono registrati dall’inconscio. Le sensazioni negative, di paura, colpa, rabbia, delusione, tristezza ledono la psiche ma si propongono quali sintomi fisici e, con l’intensificarsi del dolore morale, si organizzano in sindromi, malattie, quanto meno segnali di “stress”, di cui uno dei più grandi procuratori è proprio il soggetto manipolatore. Le persone divenute bersaglio di violenza psicologica, impotenti a rispondere con misure di “contro-manipolazione”, inesorabilmente si avviano ad implodere, e, non potendo metabolizzare a livello emotivo, somatizzano le reazioni inconsce del loro disagio. E la rabbia interiorizzata diventa depressione.
Per la personalità, l’autostima è di assoluta importanza nel mantenimento dell’equilibrio psichico, fondamentale insomma. In “L’estime de Soi” (1999), André e Lelord la fanno poggiare proprio sull’amore e la fiducia, oltre che sull’autovalutazione. L’amore per se stessi, proveniente da quell’affetto incondizionato donatoci durante l’infanzia, supporta un indispensabile rispetto di noi, che avvia il cammino verso la realizzazione delle aspirazioni. Dalla fiducia nella nostra persona si origina il sentimento di adeguatezza nell’impiego delle proprie capacità. Tra la consapevolezza dei propri limiti e la sicurezza del possesso di determinate qualità, è questa visione di sé a spingerci verso il futuro. Eventualmente il punto critico si incontra laddove la certezza del successo viene ottenebrata dal timore della delusione.
Ad alimentare l’autostima è, dunque, l’amore ed il rispetto che gli altri ci manifestano. Un rapporto affettivo “manipolato”, inevitabilmente, procura una frattura narcisistica destinata a non ricomporsi in assenza del ripristino di un clima di fiducia e senza il sostegno di un processo di de-colpevolizzazione. Poiché la paura paralizza ed il timore di una sofferenza maggiore cronicizza quella attuale.
I caratteriali manipolatori si prefiggono di esercitare sulle loro prede una deleteria influenza psicologica, mostrando dei modi affascinanti che conquistano le vittime, convincendole a lasciarsi coinvolgere in relazioni nelle quali sin dall’inizio proveranno un forte disagio. Una violenza psicologica, invisibile ed impalpabile, risulta molto più subdola e distruttiva della franca aggressività; e poi uomini e donne non hanno la stessa percezione della situazione in cui sono incappati; eppure, i manipolatori hanno un comportamento stereotipato e le loro mosse potrebbero essere prevedibili.
Quali primi rimedi, nei rapporti con un manipolatore, occorre saper riconoscere le menzogne, il capovolgimento della realtà, la vittimizzazione del carnefice, specialmente per evitare di interiorizzare quei desideri distruttivi alla base delle idee auto-aggressive, o francamente suicide. L’introspezione che si adotta nella terapia di coppia dei cosiddetti “normonevrotici” sarebbe impraticabile. Dopo la vittimizzazione e la conseguente colpevolizzazione, la negoziazione di un periodo di riflessione, nella speranza che qualcosa cambi, costituiranno ulteriori, perversi tentativi di destabilizzazione mentale da parte del “vampiro psicoaffettivo”; perché la caratteristica principale della personalità manipolativa è l’affermazione di sé a tutti i costi ed, a questo scopo, arriva a fare carte false pur di trasformare la realtà a suo esclusivo vantaggio. Nonostante le continue minacce di farlo, le sue plateali richieste di separazione o di divorzio, come i finti propositi suicidi, non sono effettive intenzioni, ma ulteriori strumenti di manipolazione in modo da imporsi e controllare la vita degli altri.
Chi non sopporta di lasciarsi sfuggire la preda arriva a minacciare di compiere un suicidio. Ed anche qualora questo non venga tentato, la semplice minaccia risulta colpevolizzante.
Molto spesso a colpevolizzare è una perseverazione nel “non senso”. Il substrato del sentimento di colpa può non essere razionale ed anche una convinzione di una colpa del tutto immaginaria influisce sulla capacità di giudizio. Come diretta conseguenza della disfunzione del perverso, la comunicazione si presenta gravemente disturbata, in quanto ad individui patologici non possono che corrispondere relazioni anormali.
La goccia che fa traboccare il vaso nel determinare la scelta della separazione non sempre, né necessariamente consiste nella scoperta dell’infedeltà del coniuge. Oltre alle emozioni ci sono delle “cognizioni” che con la loro costante interazione impediscono di prendere una decisione definitiva, nonostante l’accumulo di fatti redibitori. Però, di fronte ad un’inammissibile mancanza di sostegno, ad una manifestazione di follia o ad uno scatto di violenza fisica, le ragioni per non restare appaiono sempre più vitali e meno procrastinabili.
La fase che precede la decisione definitiva comporta inevitabilmente un’inutile perdita di tempo, a causa delle “credenze paralizzanti”. La sofferenza però non può trovare giustificazione alcuna nella simulazione di un’unità familiare del tutto “non strutturante”. “ Un manipolatore risponde ad un modello psicologico e comportamentale patologico – scrive Isabelle Nazare-Aga, in “La manipolazione affettiva” (Castelvecchi, Roma, 2008)– La sua influenza agisce su tutti quelli che lo circondano e non soltanto sul partner… Sono dell’idea che un bambino si strutturi in modo più sano vivendo con un solo genitore, ma sereno, piuttosto che con due genitori, uno squilibrato (patologico), e l’altro destabilizzato dal primo”.
Per uno scambio proficuo di idee è assolutamente indispensabile che il discorso si mantenga coerente. Il continuo capovolgimento delle affermazioni spiazzerebbe chiunque. Alla destabilizzazione contribuiscono le sofisticazioni lessicali e sintattiche, le quali solo apparentemente renderebbero il linguaggio, diciamo per dire, “erudito”, mentre è essenzialmente contorto, se non proprio inafferrabile.
Le parole cariche di odio hanno un impatto emotivo violento, perché devastante si rivela ogni molestia psicologica. La cognizione dicotomica, che esclude le intermediazioni e si esprime nell’ordine del tutto o nulla, non fornirebbe alcun apporto allo scambio di vedute. La comunicazione così segue per lo più il percorso assurdo di un labirinto senza vie d’uscita.
Le modalità comunicative perverse possono, a ben ragione, essere assimilate al delirio. La contraddizione diviene paradossale, oppure si intreccia in quella duplice stretta (double bind) che Gregory Bateson (1956) aveva evidenziato nelle famiglie schizofreniche e che, in forma attenuata, si ripropone in certe relazioni di coppia. La compresenza di due propositi contraddittori rende impossibile rispondere contemporaneamente ad entrambi.
Il procedimento perverso consiste soprattutto nel porre l’altro in una situazione paradossale per poi poterlo rimproverare della contraddizione in cui è stato messo. Nel contesto di una relazione (diciamo così) “normonevrotica”, ogni perplessità si avvierebbe spontaneamente a risolversi in una negoziazione che avvicini quanto più possibile al definitivo appianamento. Nei rapporti con un caratteriale invece prevale la logica perversa dell’ambiguità, o della psicopatia, se non proprio della psicosi. Hurni e Stoll, ne “La haine de l’amour- la perversion du lieu” (1996), rilevano come la manipolazione della realtà tende effettivamente a distruggere la “dimensione soggettiva dell’altro”.
L’amore dovrebbe far emergere il meglio da chiunque, in quanto è la spinta più forte verso l’elevazione morale, un sostegno che genera benessere e gioia. Il luogo dove anche una critica formulata con sentimenti positivi risulta estremamente costruttiva.
“Il vero amore non è soltanto un sentimento positivo, è anche una forza fantastica per elevarsi, per permettere al partner di crescere ed evolversi verso il meglio di se stesso”. Isabelle Nazare-Aga, in “La manipolazione affettiva”, definisce questo affetto profondo e complesso: “la volontà di superare se stessi allo scopo di accrescere la propria evoluzione spirituale o quella di qualcun altro”.
Già nel 1978, M. Scott Peck, in “The Road less Traveled and Beyond”, aveva definito “il Male come l’esercizio di un potere politico, cioè come l’imposizione della propria volontà sugli altri con la forza, in maniera evidente o nascosta, con lo scopo di evitare di superare se stessi e di incoraggiare l’evoluzione spirituale. La pigrizia ordinaria è il non-amore, il Male è l’anti-amore… Esistono veramente persone e istituzioni che rispondono con l’odio alla bontà e che, per quanto è loro possibile, distruggono il bene… Poiché l’integrità del loro io malato è minacciata dalla salute spirituale di coloro che li circondano, cercheranno, in tutti i modi, di schiacciarla e distruggerla”.
Accidia, invidia, come ”schadenfreude”, e gelosia, sono differenti gradazioni di sadismo morale. La gelosia rientra in quella relazione che esclude la presenza di terzi. L’immaturità aspira ad una fusione totalizzante, destinata a rimanere inesorabilmente insoddisfatta, perché non permette che il proprio partner sia ammirato, o persino guardato. L’impulso possessivo si rivela distruttivo e, dietro il tentativo di dominio, nasconde “dipendenza” affettiva. Un unico oggetto invade, in maniera pervasiva, il dipendente che trascura tutti gli altri aspetti della vita. Potrebbe trattarsi di una “co-dipendenza” da altri che, a loro volta, sono dipendenti (da alcol o droghe). E’ forse il caso delle “carmelitane della nevrosi” di René Laforgue.
I manipolatori attraggono quanti, anche in buona fede, ma decisamente con ingenuità, intendono essere d’aiuto, persino a proprio discapito. Comportamento questo definibile quale “sindrome del Salvatore” (salva tutti), di certo più tipico del sesso femminile. In “Etre à deux ou les traversées du couple” (1993), Josette Stanké definisce tale sollecita dedizione una vera e propria “distorsione affettiva”. “Un amore che non ha la certezza di poter essere reciproco… Rendere l’altro il proprio centro di gravità, la propria ragion d’essere, il proprio compito quotidiano, è un modo di assediarlo, di assicurarsi la sua presenza, di invadere la sua vita”.
Robin Norwood ha descritto ”Donne che amano troppo” (Lyra, Como 1987) e conoscono invece una profonda angoscia perché cercano di risanare delle relazioni instabili con uomini problematici. Nel misurare la sofferenza come parametro del loro amore, pur di non rimanere sole, ed occuparsi di loro stesse, accettano di accompagnarsi a chi non si interessa veramente di loro e non le ricambia.
“La dipendenza spinge verso un oggetto d’amore non soddisfacente, anzi distruttivo… – dice Isabelle Nazare-Aga, in “La manipolazione affettiva”,- La dipendenza servirebbe a camuffare un eccesso di emozioni inespresse e spesso non identificate”.
Come ha fatto John Bradshaw in “Healing the Shame that Binds You” (1988), si potrebbe allora parlare di “malattia delle emozioni”, alla cui base starebbero sentimenti interiorizzati d’abbandono e di vergogna. Ed, in effetti, per molti la separazione simbolica dalla madre non sarebbe mai avvenuta; e l’autonomia non si sarebbe fortificata per carenze di certezze circa il proprio valore intrinseco.
La dipendenza è però soprattutto una “patologia del legame con l’oggetto”. Il vero oggetto è proprio il legame, la relazione stessa, senza la quale prende il sopravvento un’insopportabile sensazione di vuoto.
Nella coppia perversa, ciascuno dei due partecipa al gioco di equilibrio sadomasochista. Allorquando le relazioni tra perversi non si interrompono per tempo, si deve desumere che si sia instaurata della complicità, con stimolazione reciproca verso una perversità che non esclude quella sessuale, anche se per lo più si tratta di sadismo o masochismo morale.
Nel processo di costruzione di un’eventuale relazione, la fase della seduzione presuppone il bisogno di piacere, di “far colpo”, ricorrendo al proprio aspetto migliore. Nell’innestare una manovra manipolatrice, lo sforzo sarà quello di mostrarsi inevitabilmente diversi da ciò che si è, per riservarsi di cambiare atteggiamento una volta assicurato il successo sul campo.
Il sistema di codici sociali e culturali da impiegare nella fase di seduzione possono non corrispondere dappertutto. E, se le modalità sono di tipo linguistico, la regola del gioco può non essere verbale. L’autenticità, in ogni caso, non rientra tra le armi di seduzione del manipolatore, abituato ad intrappolare con l’inganno.
Il manipolatore è, insomma, un “perverso narcisista”; benché nel narcisismo patologico rientri anche il “perverso di carattere” (o “manipolatore perverso”), ed il vero e proprio perverso sessuale.. Quest’ultimo avrebbe più a che vedere con esibizionismo, sadomasochismo, ecc. Ma il concetto di narcisismo, coniato da Havelock Ellis nel 1898, è stato in seguito da Freud desessualizzato sino a maggiormente corrispondere ad una perversione sistematica. Si parla, quindi, di “perversione di carattere” in seno al narcisismo, in prossimità della “perversione narcisistica”, propria del manipolatore.
Quella del manipolatore perverso è una perversità affine alla depravazione del sadismo morale. Il perverso di carattere (manipolatore perverso) ha una personalità conflittuale, mentre il perverso narcisista è più subdolo, agisce senza destare il minimo sospetto, anzi riesce a suscitare compassione. Il perverso di carattere è più presuntuoso, più intransigente ed aggressivo. Reagisce alle frustrazioni in maniera esagerata e trae piacere dall’umiliare la sua vittima. Del resto, il piacere del dominio non è che un tipico sentimento perverso. Il manipolatore perverso mostra un atteggiamento palesemente morboso, un comportamento destabilizzante, un’ideazione strategica. Va alla ricerca di stimoli distruttivi, non ha scrupoli, restando immune dai sensi di colpa. Poiché non si fida di nessuno, non ha amici, bensì complici. La depravazione sessuale la esterna in un linguaggio crudo e grossolano, francamente volgare, ma, quel che è peggio, lo attualizza in stupri ed incesti. Nella diagnosi differenziale, si possono, comunque, distinguere nettamente dai paranoici, in quanto la struttura mentale di questi ultimi risulta di impedimento ad ogni relazione affettiva, mentre i perversi di carattere si servono dell’altrui narcisismo, e lo manipolano, per rafforzare l’incompletezza del loro Io.
Il manipolatore relazionale è un tipo di personalità patologica narcisista, egocentrica; un vampiro psico-affettivo che si nutre dell’essenza vitale delle sue prede. Critica, disprezza, colpevolizza, ricatta, ricordando agli altri i principi morali od il perseguimento della perfezione, ma questo solo quando gli torna utile. E per raggiungere i suoi scopi ricorre a raggiri, ragionamenti pseudo-logici che capovolgono le situazioni a suo proprio vantaggio. Spesso la sua comunicazione è paradossale: messaggi opposti in double bind, a cui è impossibile rispondere senza contraddirsi; oppure deforma il significato del discorso. Si auto-commisera, si deresponsabilizza, non formula richieste esplicite e chiare. Eppure non tollera i rifiuti, vuol sempre avere l’ultima parola per trarre le sue conclusioni, pur non condivise. Muta opinioni e decisioni. Soprattutto mente, insinua sospetti, riferisce malintesi . Simula somatizzazioni ed autosvalutazioni, ma dimostra sostanzialmente disinteresse affettivo.
Si tratta, insomma, di personalità disturbate e disturbanti, con cui ci si può legare sentimentalmente per venire immancabilmente destabilizzati dalla loro perfida influenza.
Giuseppe M. S. IERACE
Bibliografia essenziale:
Ierace G.M.S.: “Sesso ossessione on line”, www.nienteansia.it
,, ,, : “L’ingegneria approssimativa della mente umana”, www.nienteansia.it
Maier C.: “No Kid, 40 ragioni per non avere figli”, Bompiani, Milano, 2008
Nazare-Aga I. : “La manipolazione affettiva”, Castelvecchi, Roma, 2008
Naouri A.: “Adulteri”, Codice, Torino, 2007
Norwood R. : ”Donne che amano troppo”, Lyra, Como 1987
Vallejo- Nagera A.: “I pazzi della storia”, Nuovi Mondi, Modena 2007





Giovedì 10 Settembre 2009 21:46
salve sig.Ierace mi chiamo Gianpietro 50 anni sono molto colpito dal suo articolo in quanto sono legato da circa 3 anni sentimentalmente ad una donna di 45an che rispecchia quasi totalmente la sua descrizione.Questa persona mi sta distruggendo e mi sta portando verso la mia autoeliminazione
Sabato 12 Settembre 2009 23:26
“Narcisista con tratti borderline”
Otto anni, dico otto anni con lui… gli ultimi tre sono stati una follia. All’inizio stare con lui è stato come salire su una giostra piena di luici poi a poco a poco…Non riuscivo più a capire cosa mi stesse succedendo. Venivo continuamente svalutata, ingannata, guardata con sospetto. Il suo sarcasmo mi feriva nel profondo. Mi criticava (davanti agli altri) dicendo che le mie tette erano dei “campioncini” e non delle vere tette perchè erano piccole. Poi alle mie proteste si faceva una risata e diceva che aveva scherzato. Davanti agli amici diceva anche che ero bassa di statura (sono alta 1,62), diceva che il mio stipendio era da morta di fame ma poi quando eravamo da soli diceva che mi amava, che le mie tette gli piacevano, che coi tacchi non ero poi tanto bassa, che lo stipendio che avevo poteva essere sufficiente per una come me (chissà cosa intendeva???)
Diceva agli altri che ero tirchia, opportunista, fredda e adesso so che questo si chiama “proiezione” cioè accusava me di difetti suoi!
Ad un certo punto è arrivato ad accusarmi di avere un altro uomo. Ero disperata perchè non avevo mai fatto neanche la civetta con qualcuno e non capivo come si fosse messo in testa una simile idea paranoica. Tre mesi lontani (perchè voleva che IO riflettessi sul nostro amore!) poi è tornato, senza sensi di colpa (si era allontanato perchè era sicuro che avevo un altro uomo), senza chiedere scusa (cosa aveva fatto di male lui?), facendo mille domande su come avevo passato quei tre mesi (quanti uomini hai avuto?), senza dire cosa aveva fatto lui (sono stato con gli amici, perchè tu no?). Poi di nuovo inganni, bugie. Non ce l’ho più fatta e sono andata a fondo della questione. L’ho trovato con un’altra e l’ho lasciato. Non so come ho trovato la forza, ero innamorata. Anche in quell’occasione sembrava che tutto quello che stava succedendo (io che lo trovo con un’altra) fosse causa mia (perchè ero andata a cercarlo?). Sono passati 6 mesi da quella terribile sera in cui sotto casa sua per poco non mi dava anche un ceffone (lui!!!), mi ha strattonata, aveva i denti digrignati.
Da se mesi lavoro sulla mia autostima che lui aveva sgretolato a poco a poco. Ho capito solo leggendo su internet che il suo è un disturbo della personalità narcisistico. Nei periodi di massimo stress aggiungeva a tutto questo tratti marcatamente borderline. Ogni tanto aveva scatti d’ira pazzeschi, mi ha fatto fare delle figuracce perchè litigava con la gente a teatro, in macchina, al tennis. Una volta a Sharm, durante una gita in barca con pranzo a buffet, si è messo a urlare perchè non servivano i dolci e lui “voleva assolutamente” i dolci!! La gente lo guardava allibita e poi guardava me con compassione. Avevo sempre paura che venisse alle mani con qualcuno, persino con le donne a volte diventava aggressivo se per caso lo contraddivano, lo dovevo sempre calmare.
Un minuto prima era tutto calmo e tranquillo, un minuto dopo una furia. Avevo sempre paura che si arrabbiasse per qualcosa…Negava qualsiasi evidenza, non ammetteva mai un errore suo, diceva che gli altri erano invidiosi di lui e di noi, del nostro amore. Gli altri uomini erano tutti egoisti, lui generoso, gli altri sfigati, lui intelligente e furbo. “Un uomo come me bla bla bla ” diceva sempre. Aveva sempre ragione perchè lui era saggio e conosceva la vita. Mi metteva in guardia dalle mie amiche, diceva che erano invidiose perchè loro un fidanzato figo come lui se lo sognavano e che tutte sarebbero andate a letto con lui se solo lui avesse voluto! Cercavo sempre di farlo ragionare di fargli vedere le cose dal verso giusto e più ero calma, gentile, amorevole e innamorata più lui mi strapazzava. Diceva che le donne fidanzate o sposate erano tutte furbe e traditrici, che quelle singole non ne parliamo erano “delle grandi troie frustrate in cerca di cazzi” testuali parole! Diceva che una donna sola non valeva niente, che le donne sole erano tutte depresse e patetiche. Allo stesso tempo lui le donne le corteggiava tutte istrionicamente, in modo a volte davvero stucchevole lo faceva anche di fronte a me, quando mi arrabbiavo diceva che non aveva fatto niente di male che aveva solo fatto due chiacchiere e che erano loro che avevano una gran fame di maschio e che sentivano odore di testosterone. Diceva che se fossi rimasta da sola (senza di lui) anche io sarei finita male, sarei finita nelle grinfie di qualche furbastro che mi avrebbe presa in giro e usata per un pò e poi buttata via. Diceva che le donne numericamente sono assai più numerose degli uomini e quindi ogni uomo ha a disposizione più di una donna e che quindi la donna si deve adattare a non essere l’unica (testuali parole!!). Diceva tutto e il contrario di tutto. Mi sentivo sempre inadeguata, insufficiente, sbagliata. Soffrivo di emicranie terribili, di vertigini, a volte mi girava la testa e avevo paura di cadere in terra, a volte avevo lo stomaco che sembrava un mattone e la pancia gonfia d’aria, non sto esagerando. Tutti questi sintomi sono spariti ora. Un ritratto terribile come vedete ma veritiero in tutto ve lo assicuro! E vi assicuro anche che non sono una gallina, ero solo innamorata di un uomo malato, solo che l’ho capito troppo tardi. Un uomo con 17 anni più di me che è riuscito a fare sentire me più vecchia di lui, un uomo che credevo davvero più forte e più maturo di me invece…
Ora tutti mi dicono che ho cambiato l’espressione del viso, che ho la pelle più luminosa, che sono più carina, io mi sento leggera anche se ho sofferto tanto. So che ora andrà sempre meglio lontano da lui. So che adesso un uomo con questo disturbo di personalità lo posso riconoscere immediatamente e starmene a distanza! Fatelo anche voi!!!
Lunedì 5 Ottobre 2009 14:19
Salve
sono stato appena 3 mesi con una ragazza manipolatrice di 28 anni, e dopo avermi tradito, mi ha fatto credere che era mio figlio e voleva con le sue manovre a sposarla, aveva parlato anche col prete, incredibile, e oltre a subire la sua violenza ho subito e sto subendo le violenze dei genitori che mi descrivono e sparlano di me, in tutto il paese, come un ragazzo poco di buono, che ha messo incinta sua figlia che stava per sposarmi, e poi lo mollata. Tre mesi da incubo, me ne sono reso conto subito perche’ non accettavo i suoi ricatti e le sue contraddizioni, le sue falsità e la sua incoerenza.
Vorrei querelarla per violenza privata e minacce.
Non so cosa fare!
Apetto vostri consigli.
Grazie
Domenica 29 Novembre 2009 17:15
Ciao a tutti, ho vissuto x 5 anni con un uomo uguale a quello che cita dani, ma ancora sonoabbastanza confusa, perchè ti chiedi ma c\’è o ci fa? Fuori è un gentil\’uomo, ma quando stavamo soli, non sempre, a volte cambiava, sembrava lui in version cattiva, ho subitoviolenze psicologiche e fisiche, nessuno ha mai creduto
Posso solo dire che è dura, un passo l\’ho fatto, l\’ho lasciato, ho chiesto aiuto….
Domenica 20 Dicembre 2009 20:01
Nikita comprendo benissimo il tuo sentirti confusa. Le domande che ci si pone dopo una esperienza con un narcisista sono proprio queste
“Come è possibile? Gli ho dato tutto il mio amore…”
“Come ho fatto a sopportare tutto questo?”
“A me doveva capitare tutto ciò?” Ci si sente increduli, sfiniti, devastati. Lavorare per ricostruire la propria autostima, recuperare le energie che il vampiro relazionale ci ha tolto, risanarsi nella mente e nel corpo: è questo quello che dobbiamo fare.
Ti consiglio di leggere questi due libri: sono fondamentali, ti aiuteranno a capire che ciò che ti è successo.
Hirigoyen “Molestie morali La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro”. Isabelle Nazare Aga “La manipolazione affettiva. Quando l’amore diventa una trappola”
In bocca al lupo
Lunedì 8 Febbraio 2010 09:07
sono 2 anni e mezzo che ho una relazione con una persona , che non fa altro che accusarmi di adulterio e di altro, non vuole che io abbia amici, non vuole che io esca di casa dopo il lavoro, e ogni volta il suo atteggiamento peggiora, specialmente se soddisfo le sue richieste… come è possibile? mi chiede di non fare una qualcosa perchè lui è geloso, non la faccio e diventa più cattivo che mai… adesso il rapporto è degenerato… ma la mia domanda è? perche non reagisco ai sui insulti?? sono sempre stata una persona tranquilla non mi piacciono le parolaccie, sono determinata e aggressiva quando qualcuno mi fa del male….. eppure quando lui mi offende io non reaggisco!!!! non sento rabbia, non sento collera… è come se lui non mi facesse nulla…. perchè????
Venerdì 19 Marzo 2010 13:13
Grazie per tanta lucidità.
Vorrei la stessa lucidità per descrivere la perversità in certe relazioni terapeutiche con terapeuti moralmente perversi.
Alexa
Domenica 2 Maggio 2010 16:24
é difficile credere esistano persone del genere e sembra tanto surreale il male che si possa arrivare a fare e a farsi che qualcuno potrebbe stentare a crederci, ma è realtà. Due anni e mezzo trascorsi con un manipolare doc! Sono stanca, stressata, depressa, arrabbiata e vorrei cambiare tutto e non averlo mai incontrato, ma oramai è accaduto e cosa fare? Mi ha tolto tutto e ha preso tutto. Sposato, il mister, e tutto andava bene se sposavi le sue teorie, opinioni, affermazioni, prospettive di vita, osservazioni.Tutto andava bene se rispettavi i suoi spazi, le sue uscite, le sue vacanze, le sue bugie. Tutto andava bene se restavi a casa buona e in silenzio. Tutto andava bene se facevio e dicevo quello che voleva lui. Tutto andava bene se avessi accettato anche le accuse e calunnie che ha messo in giro per nascondermi alla moglie. Calunnie e bugie sul mio conto inventate da lui e attribuite ad altri. Calunnie di cui ha cercato di colpevolizzarmi! Assurdo!Ma per quanto innamorata, non potevo non dire la mia e affermare il diritto di farlo. Il risultato? Sono io a non capire che lui e sono io la causa della fine di questo amore. Cosa ne pensate?
Lunedì 3 Maggio 2010 14:41
Ciao a tutti, io ho seguito il consiglio di Dani, devi prendere coscenza con chi hai a che fare, è molto doloroso, è come se aprissi gli occhi in quel momento, io ancora oggi, mi chiedo come ho fatto, e perchè…. sono andata in un altra città, ho fatto denuncia, sapevo che dovevo porre fine a quella storia, negli ultimi giorni ho avuto paura, diceva a tutti che ero intenzionata ad uccidermi, e che di colpo era diventato sonnanbulo, non so se abbia giocato per farmi scappare o chissa…. non mi interessa.
Stai sprecando le tue energie, qualunque sia la causa della fine di questo amore, a te ora non deve importare, importa che ritrovi la tua identità
Domenica 16 Maggio 2010 12:30
sono un manipolatore. mi riconosco in quasi tutte le descrizioni fatte.
riconosco apertamente di aavere un problema ma soprattutto di crearne.
mi faccio schifo, sto male, vorrei qualcuno mi aiutasse.
Domenica 16 Maggio 2010 16:45
In che cosa ti riconosci manipolatore, e sopratutto ne hai parlato con qualcuno?
Lunedì 17 Maggio 2010 11:17
Ho letto l\’articolo e i post con grande partecipazione. Sono uno psicoterapeuta, ma anch\’io sono stato vittima di una narcisista (di tipo maligno). Vi invito a partecipare al mio blog http://www.albedoblog.wordpress.com in quanto stiamo effettuando una ricerca su questi casi. In particolare si veda l\’articolo BUGIARDI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU\’ PER POTERSI DIFENDERE!
Un agurio a tutti di potersi riprendere presto.
Pietro Brunelli
Mercoledì 2 Giugno 2010 10:20
Ho frequentato per anni una manipolatrice affettiva tendente al perverso, e non capivo il perchè di tanta sua cattiveria in risposta a tanto amore e comprensione. Poi sono incappato in una ragazza affetta da disturbo bipolare, mentre a lavoro mi scontro continuamente e da due anni con uno splendido borderline-narcisista manipolatore. Assisito quotidianamente all’assurdo. E al di fuori dei colleghi del gruppo, dove, comunque, tutti hanno le proprie paure, ansie, caratteri al limite, e che sanno cosa succede nel gruppo, agli altri gruppi sembriamo incomprensibili, perchè vedono gli scontri senza che nessuno sappia effettivamente da cosa scaturiscono. Il mio sistema psicologico è al limite ed avverto i primi sintomi di cedimentostrutturale. Vi seguirò con attenzione
Sabato 12 Giugno 2010 23:37
La manipolazione affettiva, è subdola e sinuosa come una serpe. Adesso che ho scelto di combatterla ed lasciato da poco quel ragazzo..capisco che crea una dipendenza simile alla droga ma di certo, di amore non si tratta! Ho frequentato per due anni e mezzo, questa persona che ho idealizzato per mesi, quando lo incrociavo per strada..nutrivo un’inspiegabile attrazione prima e dopo averlo conosciuto (eppure è un tipo schivo, ombroso e non di certo carismatico)..ho sempre avverito una forte alchimia e non a caso, ci siamo trovati! Io volevo fare di nuovo un percorso doloroso e lui, per accrescere il suo potere, vittima delle sue insicurezze tardo-adolescienziali..spesso aveva bisogno di schiacciarmi e penso che persino m’invidiasse! Si, per la mia solarità e per il mio modo di essere animale-sociale..una persona in grado, di tirare fuori le proprie emozioni! Non ho avuto una vita semplice, ho sofferto molto in famiglia e qualche anno fà, anche di anoressia in ma posso dire con orgoglio, che ne sono uscita da sola e mi son detta..bé, se ce l’ho fatta a guarirmi da quella pena che mi auto-infliggevo, posso farcela anche adesso! Soprattutto ora che ho fatto grandi passi e sento il desiderio di costruire davvero, di essere padrona di me stessa..e magari di farmi anche una famiglia..lui non mi poteva garantire niente, figuriamoci questo!
Premetto, sono una ragazza di bell’aspetto ma come tutti, posso diventare insicura e lui, fin dall’inizio ha giocato con la mia marcata sensibilità e pur sapendo i miei problemi trascorsi, ha cominciato a farmi scherzi schernevoli sul mio aspetto fisico..poi ha sempre insinuato dei dubbi su di sé..su quanto poteva tenere o no a me, sulla sua sessualità, sul fatto di poter convivere insieme o meno e su tanti altri argomenti..e il tutto condito da frasi vaghe..verità scherzate o meno non lo voglio piu’ sapere..io mi ero perduta dentro quel rebus umano! E per il resto, interiorizzava. Ed io, in tutto questo, mi spolpavo, per rimettere insieme i pessi di un rapporto che lui, scomponeva sempre. Ed io, riuscuvo sempre a giustificarlo, ero entrata nella forma-mentis delle donne che subiscono violenza “tanto lui, poverino, è fragile..”. E spesso notavo un leggero sorriso celato, che palesava quanto godesse nel farmi stare male! Sicuramente non è una persona che si accetta, né è consapevole del proprio valore e di cio’ a cui ambisce davvero nella vita. Predica la serenità ma non la sa coltivare. Mi confondeva: ribaltava le situazioni a suo favore, facendo sempre ricadere la colpa su di me, quando accennavo a della mancanze che avvertivo nel rapporto (non c’era quasi mai!) che non decollava mai davvero ed io alla fine mi sentivo spesso la colpevole..o troppo attenta a tutto o polemica..di sicuro ero diventata come non sono e mi stavo sfiorendo perdendo il controllo di ogni situazione..era quello che voleva per affermarsi, adesso lo so! Si è fatto mollare e poi, come sempre è ricomparso..mi ha visto fuori con un amico e ha fatto addirittura allusioni, come se io, con quanto lo cercavo e soffrivo per il suo scarso amore, non ci fossi mai stata! E questo solo per il suo stupido orgoglio che aveva subito un piccolo smacco perché non gli sono mai davvero interessata. Nel contempo pero’ ambiva a desertificarmi, quindi, come altre volte, per lui, avrei dovuto stare a casa a piangere! Mi sono messa al primo posto, e forse non l’ho mai fatto prima e invece..qui, c’è bisogno di farsi una bella auto-analisi (o anche si farsi aiutare) e di dare tanto amore per primi a noi stessi, per non diventare come queste persone, destabilizzanti e che dimostrano di detestare la felicità quando ce l’hanno a portata di mano! Scusate lo sfogo e grazie tante per l’ascolto.
Domenica 13 Giugno 2010 11:42
Ho letto l\’articolo e i post con grande partecipazione. Sono uno psicoterapeuta, ma anch\’io ho avuto la disgrazia e la debolezza di imbattermi con una narcisista patologica (di tipo maligno). Vi invito a partecipare al mio blog in quanto stiamo effettuando una ricerca su questi casi. In particolare si veda l\’articolo BUGIARDI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU\’ PER POTERSI DIFENDERE!http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/
Un agurio a tutti di potersi riprendere presto.
Pietro Brunelli
Giovedì 17 Giugno 2010 09:39
Sono attualmente alle prese con un narcisista manipolatore…il terzo significativo nella mia vita, ancora una volta la mia autostima è scesa negli inferi…che qualcuno ci salvi da questi mostri. Li chiamo così perchè sono come degli androidi, che di realmenet umano non hanno nulla…insomma degni di un film dell\’orrore.
N.
Giovedì 17 Giugno 2010 20:56
Ciao Nataly, io ne sono uscita e non posso negare che la ripresa è dura, è un percorso duro, ma vale la pena di farlo perchè vai verso loa tua libertà e dignità di essere donna ed essere umano a tutti gli effetti, devi salvarti tu da loro, e vedrai che dopo la tua vità cambierà perchè quest’esperienza te li farà riconoscere, quindi più attenta a chi ti circonda, devi volerlo solo tu, chiedi aiuto..
A presto
Giovedì 17 Giugno 2010 23:14
si tesoro, ma il problema è che è la terza volta che ci casco…non posso più farcela a sopportare il dolore e soprattutto il guaio è che mi piacciono, all’inizio sono fantastici e resistere al richiamo delle sirene è dura, soprattutto perchè sei fragile e perchè ti racconti che non può essere come sembra…
Venerdì 18 Giugno 2010 09:26
Gentile Nataly,
mi permetto di dirti che a mio parere, se è la terza volta come dici che ti succede, non hai vissuto un vero e proprio TRAUMA DA NARCISISMO, ma qualcosa di diverso, che certamente è riferibile al tema del narcisismo e che avresti bisogno di comprendere meglio. Un saluto e auguri.
BUGIARDI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU\’ PER POTERSI DIFENDERE !http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/
Venerdì 18 Giugno 2010 15:31
Caro Bruno,
secondo te non è possibile rivire più volte questo trauma?
secondo me sì….e stavolta non è che sto meglio dlele altre volte, solo che un ababndono definitivo non vi è stato, per cui sono ancora in ballo
insomma, per dirla spicciolamente, luisi è sempre fatto più o meno i cavoli suoi, ma non nel senso dei tradimenti, nel senso che mi ha sempre detto che detesta essere condizionato e che non vuole mai sposarsi en covivere con una donna
io ho sempre accettato la situazione, in cui lui ovviamente è il leone, perchè quando stiamo insieme sono al settimo cielo, mi fa sentire la sua fidamzata…
ed è qui il casino, ultimamente ha voluto conoscere mia madre e farmi conocere i suoi, ha smesso di fumare ashish quando stavamo insieme, insomma, mi ha dato uno spiraglio di maturità dopo 6 mesi che ci frequentiamo
ij realtà nn è cambiato nulla, lui è sempre lo stesso, sono io che voglio di più e il suo non rispondee al telefono, venire da me come e quando vuole nel cuore della notte, posticiparmi alle sue cose…bhè mi fanno sentire una larva…
è che dopo un pò credo sia normale cercare un’evoluzione in un rapporto :(
e invece lui vuole sempre e solo dettare le regole sbilanciate ovviamente verso di lui.
Venerdì 18 Giugno 2010 15:34
scusami, sei pier pietro…pardon per la gaffe :)))
Sabato 19 Giugno 2010 17:54
“Care nostre adorate vittime
NOI NARCISISTI ci comportiamo come ci viene, perché noi SIAMO NOI STESSI siete voi che vi fregate da soli quando fingete di sentire familiarità con noi che vi siamo alieni. Ci idealizzate, ci giustificate, fate finta di non aver sentito gli sfondoni che diciamo… Proprio non vi va di dover affrontare la profonda incompatibilità che c’è fra noi: perché state a pezzi, siete al limite della devastazione, e avete bisogno di credere in una divinità che vi salvI dalla vostra miseria.
Poi un’altra cosa: noi non siamo SADICI. Questa è un’altra romantica balla che vi raccontate voi vittime, sarebbe bello se almeno godessimo delle vostre sofferenze: almeno ci sareste servite a qualcosa di utile. E invece no! Raccontatevela pure quanto volete, noi il vostro dolore non lo sentiamo affatto, non ci interessa.
Noi siamo NARCISISTI, è completamente diverso. Per essere sadici noi dovremmo avere una qualche idea di quello che significa ‘altro’ (l’altro soffre e io godo). A noi non ce ne frega niente che esista un ‘altro’, non è previsto. Per noi narcisisti, voi vittime non siete altro che pezzi di noi, dei cartoni animati, personaggi di finzione secondari che fanno solo da spalla alla grandezza che siamo noi.
Non potete sconfiggerci, siamo davvero onnipotenti, tutto il mondo è narcisista. Noi siamo sempre vincenti, perché il nostro carburante è la sofferenza che abbiamo intorno. Il sofferente come te è la nostra preda migliore, non per goderne, semplicemente perché essendo in uno stato di bisogno estremo, sei estremamente manipolabile: assorbi qualsiasi cosa, ti bevi qualsiasi balla.
Per fermarci dovreste cancellare la sofferenza dalla faccia della terra.
Buona fortuna!”
Neologismi:
“FINTIMO”: la finta dimensione intima che coccola il cliente da carta di credito (Clooney in “Fra le nuvole”, 2009).
Domenica 20 Giugno 2010 11:42
Cara Alexia
seppure il tuo intervento possa fare incazzare le cosiddette vittime è molto importante al fine di capire che, in realtà, che sia i narcisisti patologici e i loro partner sono entrambi vittime di una patologia che appare incurabile… chissà che il tuo intervento non apra la strada per una terapia della coppia a sfondo narcisistico … in fondo il problema non è di darsi colpe reciproche (ciò accade per l’emotività), ma quello di stare un po’ meglio tutti quanti (altrimenti se non si vuole questo non è che si è malati, ma si è un po’ stupidi…). Comunque, io credo che da quello che scrivi, o tu hai una eccezionale capacità di elaborazione rispetto a te stessa (cosa che i narcisisti patologici, non hanno e se la hanno non hanno il coraggio di esprimeral come fai tu) oppure che tendi ad identificarti erroneamente con l’etichetta di narcisismo patologico, in quanto l’informazione divulgativa su questo tema ha purtroppo dato luogo ad interpretazioni personalistiche che non sempre sono corrette.
Comunque, forum e chat possono servire per sfogarsi e per riflettere un pochino, ma certo non sono il luogo attraverso il quale proporre sentenze e trarre conclusioni, quindi anche il mio intervento è puramente di riflessione e, in questa sede, lascia il tempo che trova.
Infine, nonostante tu ti esprima in modo aggressivo, io considero il tuo intervento come un provocatorio atto di sincerità che esprime in fondo un senso di responsabilità ed un bisogno di contribuire affinché tutti, narcisisti patologici e non, vittime e non possano capire e stare meglio (in pratica offri una medicina che è amara, ma che può servire a stare meglio… il mio intervento in questo senso è quello di indicarne la posologia ed evitare che abbia effetti collaterali eventualmente troppo nocivi).
Un caro saluto…
P.S.
Ogni tanto consiglio di mollare questo problema, ad esempio invito ad interessarvi a quanto sta succedendo ai terremotati dell’Abbruzzo, immaginatevi come sarebbe importante tradurre la nostra aggressività e il nostro vittimismo per la giustizia e il benessere sociale, quest sì sarebbe una grande comune terapia, libera e individuale, che non richiede psicoterapeuti o altri gure, ma che parte dal proprio senso di responsabilità civile. Ecco perciò che vi trasmetto questo comunicato che potete trovare su Facebbok nell’iniziativa NO TG1 a cura di Raffaele Di Lorenzo:
Ventimila persone in strada, nell’Aquila terremotata, un’intera città a ricordare che la situazione nel cratere è ancora disperata. Amministratori pubblici di destra centro e sinistra, di ogni ordine e grado che per primi occupano l’autostrada. Una delle manifestazioni più forti e significative degli ultimi anni. Eppure il tg1 e il tg2 hanno ignorato la notizia. Solo Tg3, La7, Tg5 e Sky hanno trattato l’argomento. Per Augusto Minzolini invece la manifestazione aquilana è stata ritenuta meno interessante di un servizio dedicato nientemeno che alla Nutella. Per il tg2 questa volta non c’è stato spazio per i terremotati perchè bisognava parlare assolutamente dei danni derivanti dagli interventi estetici. Un’emergenza nazionale. E in generale la reale situazione del cratere sismico, dove ci sono 16mila disoccupati, milioni di metri cubi di macerie ancora da rimuovere, una città ancora da ricostruire, centiania e centinaia di persone che dormono ancora in garage , baracche e divani di amici e parenti perchè le Case e Map non sono per tutti, per questi dipendenti pubblici dei tg della Rai, pagati dai contribuenti profumatamente, non sono una notizia, a differenza delle sagre di prodotti tipici in Val Brembana e Cisternino, dei reportage sui gatti, sui cardellini, o sulla passione degli italiani per la pastasciutta, delle tette al vento di qualche velina, parperina, letterina al mare. GIORNO 1 LUGLIO METTIAMO TUTTI LA FOTO CHE VEDETE IN QUESTO EVENTO, DICIAMO NO AL TG1 NOI VOGLIAMO UN INFORMAZIONE LIBERA…
Domenica 20 Giugno 2010 13:12
Mi auguro che tu abbia semplicemente riportato un brano di qualcun altro.
1) non credo sia vero che voi non avete bisogno di noi, in quanto spesso soffrite di grave dipendenza affettiva
2) siete sadici nella forma più pura del termine: come hai detto, non sentite l’altro e questo vi rende le persone più crudeli che possano esistere, nelle forme più gravi del disturbo siete infatti dgeli assassini
3) è vero, siamo noi che non vogliamo vedere, ci piacete anche perchè ci riflettete un senso di grandezza al quale noi, con la nostra scarsa autostima, non sappiamo resistere…ma che tristezza quando scopriamo che era tutto un bluff, che in realtà siete ometti piccoli così, talmente piccoli che pur di non restarne devastati vi prendete in giro da soli
4) l’attrazione c’è e chi lo nega…..chi è causa dei suoi mali pianga se stesso….ma non state a farmi credere che dovremmo invidiarvi..noi abbiamo dentro (seppur a volte depressi) quella energia vitale che fa girare questo pianeta, noi sappiamo gioire per altre persone, disperarci per loro, un giorno avere dei figli e far loro sentire cosa significa essere amati…
5) voi tutto questo ve lo sognate, perchè dentro la vostra anima alberga soltanto la morte :)
Domenica 20 Giugno 2010 13:16
Gentile Alexia, ancora una cosa, ho pubblicato la mia risposta al tuo intervento sul mio blog http://www.albedoblog.wordpress.com nell’ indirizzo http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/#comment-76
ma non mi sono permesso di pubblicare il tuo intervento, che come hp detto nella mia risposta, al di là della sua carica emotiva, contine importanti elementi per comprendere nell’interesse di tutti, a livello divulgativo e scientifico. Quindi se ti chiedo l’autorizzazione a pubblicare il tuo intervento, nel mio commento 31 all’indirizzo sopra indicato dove riporto la mia risposta a te ed altre precisazioni. Naturalmente altre tue precisazioni saranno accolte con interesse.
Un caro saluto
Pier Pietro Brunelli
Martedì 22 Giugno 2010 09:15
Caro Pietro
Sapevo che avresti apprezzato… Hai la mia autorizzazione a pubblicare tutto quello che scrivo, senza neppure dovermi citare: al diavolo il copyright.
Per la causa questo ed altro.
Alexa
Martedì 22 Giugno 2010 16:44
Grazie Alexa, per il tuo sacrificio e la tua collaborazione. Un caro saluto. Pietro
Martedì 22 Giugno 2010 19:06
Cara Alessia,
secondo me sei solo narcisita, non sei narcisista patologia.
Mi dispiace se ti volevi definire tra le righe pazza perversa o disturbata, o con qualche follia mentale, visto che l’articolo tratta proprio di questo. . Anzi, secondo me sei normale come tante altre, come tutti gli altri. …..Nulla di piu’.
Abbi cura di te.
Mercoledì 23 Giugno 2010 19:55
Cara Alexia, cari tutti. Mi sono fatto fuori il manipolatore perverso, facendolo cadere nella sua stessa trappola. Ad essere cattivi, e furbi, alle spese delgli altri ci riusciamo tutti, solo che c’è chi lo fà perchè è senza anima, rispetto, altruismo, serietà, e tanto altro e chi lo fà per difendersi da queste bestie. Perchè non siamo meno intelligenti o meno furbi. Siamo più umani. E l’umanità non è una debolezza, ma una virtù! Bye Bye!
Giovedì 24 Giugno 2010 09:33
A me sembra che alexia ci stia prendendo tutti in giro …e comunque quelle parole non credo provengono da lei…
Giovedì 24 Giugno 2010 16:34
\"Cari nostre FONTI DI COMPENSAZIONE NARCISISTICA
NOI NARCISISTI siamo da ammirare anche solo per quanto dolore abbiamo dovuto sotterrare, per aver dovuto rinnegare noi stessi per lasciarci omologare a vantaggio della collettività. Nostro malgrado, quando non potevamo opporci.
Noi siamo le vere vittime della società: per questo TUTTO CI E\’ DOVUTO. Piantatela di accusarci di essere egoisti: noi siamo NATI DERUBATI!
Per fortuna siamo sempre più numerosi, sempre più infuriati, sempre più assetati di sangue. Nessuno può restituirci la nostra anima, ma il mondo deve pagare.
Essere come tanti altri? Certo, proprio perché ci siamo dovuti omologare per il bene comune, abbiamo un disperato bisogno di sentirci unici, speciali, meravigliosi.
Ma non capite che è proprio il numero la nostra forza? Proprio perché siamo tanti e siamo tutti uguali vinciamo sempre.
Noi abbiamo fatto del nostro punto debole la nostra forza.
Fatelo anche voi, vedrete che con noi starete bene.\"
CITAZIONI:
\" Il paziente non si sente accettato a meno che senta accettati anche i suoi lati peggiori\" (C. G. Jung)
Domenica 27 Giugno 2010 15:29
Cara Alexia, mi spaventi davvero, lo sai?
sia per la tua intelligenza, sia per la capacità di capire le vittime dei narcisisti…è assurdo, come voi nbarcisisti abbiate una spiccatissima sensibilità, che poi però utilizzate per uccidere moralmente le vittime
Questa è diventata ormai una guerra, tra i vampiri e gli esseri umani…ed è vero che siete tanti…ed è vero che ad aver a che fare con voi si corre il rischio di rimanere infettati…è successo anche a me..come cho viene morso dal vampiro
Vi detesto con tutta me stessa e al tempo stesso vi amo, perchèp di amore sono ancora capace al contrario di voi..ma vedrai che smetterò di provare questo idiota setimento.
O meglio lo proverò, ma per qualcuno diverso da voi…e allora sarò salva
E’ vero che siete tantissimi, è vero che siete stati a vostra volta delle vittime e se penso al dolore che avete vostro malgrado subìto mi viene da piangere, perchè io so ancora cosa significhi provare dolore per qualcun altro.
Sto soffrendo tanto, ancora una volta, a cauysaq di uno di voi…ma voglio salvarmi, non voglio diuventare una zombie pure io e vivere da cadavere.
Fuori dalla mia vita, fuori dal mio cuore.
Lunedì 28 Giugno 2010 07:05
Cari tutti,
Grazie per aprire questo blog, mi sta aiutando a capire tante cose ed a sapere di non esere la sola al mondo che vive una situazione surreale in familia, ed e proprio di questo che vorrei parlare: come si fa quando ci sono bambini di mezzo? vorrei reaggire proprio per mio figlio di 4 anni pero ho paura a fargli del male disgregando la familia? ero una ragazza solare e dopo 10 anni con un uomo cosi (magari non essageratamente) ma con tantissime delle caratteristiche citate prima, mi sono sentita dire dai miei genitori, familia ed amici in generale, che non sembro piu io, che non mi riconoscono piu…sono diventata una persona ombrosa non piu solare, triste no? per farvi capire un po di piu la situazione ”il mio vampiro” ci sta riuscendo a far diventare una caraibica (sono nata li) cioe una persona molto solare, in un persona triste…e una continua lotta, perche a lui non va giu che ho resistito ed io non mi lascio del tutto manipolare ma ogni tanto mi stanco, sto male, piango …non mi puo vedere felice, se io ballo o canto lui cerca la maniera di guastare la mia ”festa”…Dr. che ne pensa, si possono ”sanare” le persone cosi? o dobbiamo lasciar perdere e fuggire prima d rimanere senza sangue? se mi allontano di lui penso di fare un torto a mio figlio di soli 4 anni, che poverino ripete in continuazione che non vuole allontanarsi de la sua terra cioe l’italia, de la sua casa, dei suoi amichetti, de la scuola materna, mio figlioletto e molto intelligente ed ho paura che sta assorbendo troppo, secondo me il bimbo ha capito che non e una situazione normale e che io prima o poi lo prendo ed scappo(io non ho mai parlato di questo col bimbo che e piccolissimo), perche continua a pregarmi di non allontanarlo di qui ed io non so cosa fare…vorrei tanto sapere se si puo convivere con un manipolatore e vivere una vita normale (cioe si puo domare al meno un po le persone cosi?) un manipolatore puo sanare, puo cambiare….posso fare qualcosa per diffendermi da lui, cioe una mia amica mi diceva che e riuscita a ”domare” il suo manipolatore facendo la menefregista, lei mi dice che fa finta di essere rivestita di burro e che tutto le scivola adosso, ma io so che comunque chi ne fa le spesse e lei, perche ci sofre cmq anche se meno di prima, perche lei deve fingere di essere quella che non e..che ne pensate? tengo a precisare che io ho un carattere forte ed e per questo che non e ancora riuscito a distrugermi del tutto, ma cmq penso che questo non e vita, quella con un manipolatore avaro (in tutti i sensi economicamente, emotiva ed sessualmente)…io ho notato che ci gode nel vedermi soffrire e penso che il mio primo paso sia non farglielo vedere , ma la sofferenza e li cmq…
La mia domanda definitiva e: Si potrebbe manipolare un manipolatore?
scusate se il mio italiano non e perfetto ma non e la mia lingua madre…
baci a tutti, tanto amore e pace….
Lunedì 28 Giugno 2010 14:00
hai proprio ragione, i manipolatori sono AVARI: emotivamente, economicamente e anche sessualmente! pensa che in 6 mesi di relazione non sono riuscita a venire neanche una volta, perché anche se il rapporto dura mez’ora, io non mi fido di lui, sneto che in fondo pensa solo a se stesso….eppure lo amo.
che fregatura…amo la sua crudeltà anche, il suo modo sottile di torturarmi psicologicamente.
Io credo che la miglior cosa da fare per te sia allontanartene, non è necessario sradicare tuo figlio dall’italia, puoi rimanere qui, no??
dobbiamo anche capire che siamo malati pure noi, perchè attratti da gente di questo tipo.
io l’ho capito, ma da qui a uscirne è una parola…abbiamo perso di vista tutto, l’amore nn può essere questo, io non lo ricordo così…l’amore da benessere, gioia autentica, esalta la nostra autostima…come facciamo a salvarci da questo virus????? :(((((((((((((((((((
Lunedì 28 Giugno 2010 21:35
Cara Alexa..come mai hai bisogno degli altri? Tu sei la vera dipendente. La ricchezza di una persona, la vera forza, risiedono dentro noi stessi..come mai hai bisogno di essere innalzata, ovvero che qualcuno ti faccia sentire speciale? Come vedi hai bisogno di supporti esterni. Non credi che dietro la tua aggressività, questa \"sete di sangue\", si nasconda una grande fragilità? Derubata di cosa e da chi?!? Forse dovresti cominciare a chiedertelo perché ricorda, che nella vita, tutto torna indietro..azioni buone e azione cattive..mio padre è stato 20 anni con la sua seconda moglie, una donna calcolatrice, spietata che approfittando della sua malleabilità, lo ha isolato da molte persone ma stai sicura che adesso..volerà fuori di casa e non saprà davvero come rimediare e adesso, con chi se la rifarà? Adesso che è vecchia e piu\’ brutta di sempre (perché la cattiveria sfiorisce) chi troverà su cui sfogarsi..chi le darà cio\’ che non si è mai data da sola?! Io ho avuto la forza di mollare uno come te (che avuto solo 2donne prima di me..chissà per quale ragione) e subito dopo, ho rotrovato mio padre..perché forse, esiste anche una giustizia universale.
Ti si prospetta davvero un roseo futuro se non risolvi il tuo infimo logorio interiore..non penso che tu stia bene ma cio\’ non mi tange, né mi compromette il sonno..io ho cominciato a fare del bene altrove..a me stessa, a gli amici e negli ospedali tra i bambini e francamente mi sento molto meglio di quando mi prendevo cura di una persona contorta che disprezzava la vera felicità.
Un caro saluto.
Lunedì 28 Giugno 2010 22:13
Ah..dimenticavo, Alexa.. cio’ che ti nutre, ti distrugge.
Mercoledì 30 Giugno 2010 00:41
Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo e prima di dire la mia, devo complimentarmi con tutti voi per la bellezza di tutti gli interventi. C’è tanto da imparare dalle esperienze che raccontate e mi ritrovo in pieno. Avevo un fidanzato narcisista vampiro. Da manuale! Di quel gioco lì, l’unico che sanno giocare, le regole le fanno loro. E l’errore che facciamo noi è dimenticarci delle nostre regole, cercare di adattarci alle loro o peggio cercare di trovare un punto di comunicazione che inevitabilmente ci vedrà perdenti. I linguaggi sono diversi, i codici di comportamento idem. I narcisi vampiri sono un po’ come alcune specie di animali: i parassiti. Non ci si può arrabbiare col pidocchio che ti mangia le rose. E’ pidocchio. Che gliene frega se non sei d’accordo. Tu non esisti. Esiste lui e ha fame. Sempre. E il pidocchio sa che tu coltivi con amore le sue rose (che poi sono le tue…). Sa che tanto ci sei. Ma lo spray anti pidocchio esiste. Pidocchio a parte, io dalla mia storia ne sono uscita perché ho scoperto involontariamente l’antidoto: i narcisi malati non sanno divertirsi, non sanno lasciarsi andare, ma soprattutto… non hanno il senso dell’ironia (il mio ex nemmeno quello dell’umorismo per la verità). Ergo: trova la forza di spiazzarlo con una certa spensieratezza. Riscattati: prendilo un po’ per i fondelli, infierisci su una sua debolezza … distruggilo con una risata. E intanto fa bene anche a te perché ti rafforzi un po’ e sdrammatizzi; forse un gorno riuscirai a veder il personaggio per quello che è. Un brutto e inconsapevole pidocchio su una bella rosa fiorita.
Secondo me Alexa, non sei quel genere di Narcisa. Sarai Narcisa di brutto, ma sei Narcisa Fiore. Hai solo bisogno di un pubblico, ma ti piace divertirti (perché sai che le spari davvero grosse) e sai divertire. Quindi dài (nel senso di dare).
Mercoledì 30 Giugno 2010 19:01
Grazie Umaluna
Mi ritrovo in pieno in queste ultime tre righe che mi descrivono. Purtroppo però ho anche abusato alla grande di alcuni miei ex. Ma credo di essere sulla via della consapevolezza. Per me è solo con la consapevolezza che se ne può uscire (dal noarcisismo, non dal trauma da narcisismo, ovviamente).
Complimenti per l’immagine del pidocchio e delle rose! Fra tutte quelle che ho trovato finora è quella che rende meglio la sbadataggine con la quale questi individui compiono i delitti affettivi più spietati.
Alexa
Mercoledì 30 Giugno 2010 20:36
Ciao a tutti,,,,,Grazie Umaluna,
Sai con la tua ilustrazione del pidocchio mi hai fatto sorridere, e poi con il tuo consiglio sono molto d’accordo, anzi ho iniziato a metterlo in pratica ed i risultati sono incredibili…per la prima volta ho visto il ”mostro” contorgersene ante una mia ”stoccata”, nn sai che piacere ho provato.
Cmq ringrazio Dio perche mio marito non e completamente malvaggio e ”borderline’ e anche consapevole come Alexa, cioe riconosce tante cose, e a volte, non lo dice ma ho visto e notato adirittura che prova un po di sensi di colpa, cosa che ritengo positiva …ecco il perche delle mie domande: un ”vampiro afettivo” puo cambiare, cioe se potrebbe curare questo disturbo? si puo manipolare un manipolatore?
vi prego aitatemi, ho un bimbo di 4 anni molto sveglio che secondo me capisce tutto e ne sofre.
bacini e amore a tutti.
Mercoledì 30 Giugno 2010 20:39
scusate ho comesso uno svaglio sopra , volevo dire che mio marito non e completamente malvaggio ma borderline…
Sabato 3 Luglio 2010 18:45
Cara Nini (come sei tenera) e tutti quanti: sono sempre io, Alexa.
Personalmente ritengo che un qualsiasi NARCISISTA che tocchi DAVVERO il fondo avvicinandosi così alla condizione BORDERLINE, ha un’occasione unica per rinnovarsi.
Nella condizione BORDERLINE – al contrario di quello che si dice – si ha un migliore contatto con la realtà, si ha meno interersse (e anche meno competenze relazionali) a tenere in piedi un’immagine surrettizia di se stessi che tanto non regge (se ci si fa dura pochissimo).
Come si dice nei gruppi di recupero basati sui Dodici Passi, quando tocchi il fondo per lo meno puoi darti una bella spinta per tornare in superficie, cosa che non puoi fare se ti ostini a non mettere il piedino sul fondo.
E ogni volta che noi (nevrotici, dipendenti, codipendenti, ossessivi, compiacenti, masochisti di ogni sorta) aiutiamo questi infelici a fluttuare a tempo indeterminato per risparmiare loro la terrorizzante esperienza di toccare il fondo col piedino, così facendo contribuiamo a farli restare quello che sono: delle NON-PERSONE.
Per me, un narcisista inizia a crescere quando si confronta con l’oggettività delle cose, con i sentimenti degli altri, con le conseguenze di quello che fa. Crescono quando trovano il coraggio di guardarsi allo specchio, di valutare le cose su basi concrete.
Ma c’è una cosa che non dice mai nessuno (motivo per il quale la mia terapia è durata ben 23 anni), e la ripeterò fino allo sfinimento:
I NARCISISTI SONO INNANZITUTTO VITTIME. Se non capiscono questo, se non sentono questo dolore, se continuano a raccontarsela, se non ammettono di aver preso un’inculata colossale, se non gestiscono la rabbia che ne deriva, se non elaborano la perdita, se non si danno il tempo di accettarla, se non si confrontano a viso aperto con gli artefici della loro miseria, possono forse autocondizionarsi fino ad assomigliare a un “EX-NARCISISTA EVOLUTO”, ma la sostanza non cambia.
Diceva uno (non ricordo chi: il più grave problema dell’uomo dei nostri tempi è quello di non saper più elaboraare il dolore del lutto e della perdita. Questo fa della nostra società una società di morti che camminano.
Be’, a casa mia i morti hanno diritto a una degna sepoltura, dopodiché se ne stanno sotto terra per l’eternità.
Un saluto a tutti
Alexa
Domenica 4 Luglio 2010 21:40
Annuncio a tutto le vittime..forse è scontato mettervi in guardia, se con fatica siete riusciti ad uscire da un rapporto con un manipolatore affettivo..cio’ che voglio dirvi è questo: non è che “a volte ritornano” ma ritornano sempre..ieri mi ha telefonato il mio ex, dopo un mese che ci siamo lasciati (almeno x la quarta volta in 2anni e mezzo, per causa sua, chiaramente)..quindi siate forti e indipendenti..non c’è droga piu’ distruttiva di quella!
E ribadisco..non è amore..come al solito lui, non ha pensato a chi c’era dall’altra parte del filo, ai miei sentimenti, a me come soggetto (bensì come oggetto), non puo’ amarmi perché non si ama e disprezza la felicità..ma ha BISOGNO DI ME. Questo è il suo nutrimento, non puo’ stare nella storia ma neanche senza di me. E’ malato e la cosa peggiore è che NON VUOLE GUARIRE perché scavare gli farebbe troppo male. Chiaramente mi ha parlato senza dirmi niente, a parte che voleva vedermi, senza spiegazione alcuna (bel personaggio, sì) ..voleva sapere come stavo e dirmi che era il 34anniversario di matrimonio dei suoi e che tengono tanto a me (solo per persuadermi perchè sa quanto tengo alla famiglia..non avendone mai avuta una)..e che aveva il magone, a sentirmi parlare..ch’era “giusto” chiamarmi x sapere come mi sentivo e altre cose patetiche e inutili che ormai mi toccano ben poco perché io mi amo e mi oppongo alle mie preversioni mentali, quelle poche rimaste..si perché non sento piu’ l’esigenza di soffrire e anche se ho qualche volta ho delle ricadute di amlinconia..son sparita e siccome ha saputo che io sto molto bene, da una sua amica che mi ha vista di recente..non se ne capacitava, non gli tornava..! Mi ha chiamata solo per una questione di controllo su di me ma io non gli ho dato nessun appiglio ed ho risposto che non volevo vederlo. Si è vendicato x il mio no, insinuando il dubbio (come sempre) che vorrebbe essere soltanto un amico ma so che non è così. Poi ha recitato la parte della vittima, dicendo che lui (ha 31anni come me) è rassegnato alla tristezza..ne vede tanta in giro, fra le coppie!
Dopo quella frase, ho voluto subito riattccare..sono problemi suoi. Io coltivo la felicità, ci credo e la voglio trasfondere. Non mi farà credere un’altra volta che la sofferenza è normalità! Io assecondavo il suo gioco, consapevole o meno, solo xché avendo avuto una vita non facile, pensavo che il dolore fosse parte integrante della quotidianità..poi, il riscatto, il risveglio!
Se vuole essere infelice, ci riuscirà infatti ce l’ha fatta ad allontanarmi per sempre..ora sì che sarà felice..e forse lo sarà ancora di piu’ quando troverà una persona davvero cattiva che gli farà soltanto del male!
Potrei tornare con lui solo se decidesse di mettersi in cura da uno psicologo davvero competente ma non ha mai avuto l’intenzione, purtroppo.
Un abbraccio a tutti.
Lunedì 5 Luglio 2010 00:06
Ciao, care Tutte. Torno per la puntata nuova perché vedo che c\\\’è stato un po\\\’ di movimento in questi giorni. A istinto mi vien da dire…
A Nini: se pensi che ci sia solo un barlume di possibilità perché tuo marito abbia voglia di affrontare la cosa e tu sei sicura che lui ti ama _almeno_ quanto tu ami lui (non un zic di meno, però eh…) non mollare e incoraggialo. Sostienilo. Su come funziona ti ha risposto benissimo Alexa. Ti dico anche che non so se si può manipolare un manipolatore. Ma anche se si potesse, perché mai dovremmo farlo? Per amore, ma la manipolazione è un tramare per ottenere qualcosa da qualcuno in modo indiretto e poco pulito. E perché dovremmo abbassarci a diventare così? A te piace un manipolatore? No e allora. Non ti abbassare. Non ti piaceresti più. Ed è lì che poi il vampiro azzanna, quando sei debole e ti piaci di meno, quando ti dimentichi di te stessa e del rispetto che meriti sempre e comunque, perché se già non ti vedeva prima, così ti passa sopra come un treno. Poi a manipolare sarebbe sempre più bravo il vampiro. Investiamo invece in autostima. Investiamo anche nelle piccole cose. Facciamoci belle, facciamo qualcosa per noi e per chi ci sa apprezzare senza “manipoli”. E qui Giulia: hai ragione e per evitare il rischio di ricadute devi rileggerti ogni sera :-)) occhio che hai dentro ancora la rabbia. La rabbia va bene ma serve per riscattarsi e basta. Non si può vivere attaccati all\\\’idea che quello lì trovi qualcuno che lo faccia soffrire. Non porta da nessuna parte e non ti rende una persona migliore. Se lo risenti e spero di no, digli che c\\\’è TANTA felicità anche tra il mondo dei single :-)). Parola di divorziata, single di ritorno e rifidanzata per scelta. Guarda, c\\\’è talmente un casino felice qui fuori che lui non ne ha idea.
Lunedì 5 Luglio 2010 13:28
Grazie a tutti ma specialmente a Umaluna e Alexa, con i vostri consigli e dritte mi avete aiutato un sacco, non sapete quanto…almeno sto capendo tante cose, e poi a casa mia le cose hanno migliorato bastante, non saprei dire s’e e perche io sono piu consapevole adesso di come sono le cose, sono anche piu capace di gestire la situazione o sto imparando a gestire lui e la sua ”malatia”, ma la cosa ragazze sta funzionando. Oh Dio, non si sa mai, mi auguro che non sia una sua mezza in scena, o sia, che stia facendo finta di migliorare, per studiarmi e poi tornare quello di prima. Ma ci sto provando a parlare con lui es sta cambiando atteggiamento, io cmq non abbasso la guardia che non si sa mai, hehehe, grazie a voi ragazze sono diventata piu forte contro questo male, e non mi sento piu sola…
bacini, amore e pace a tutti quanti!
Lunedì 5 Luglio 2010 22:21
La personalità NARCISISTICA
(Tratto da Nancy Mc Williams – “La diagnosi psicoanalitica”)
Gli psicoanalisti definiscono narcisistiche le personalità organizzate intorno al mantenimento della propria autostima tramite le conferme provenienti dall’esterno. Tutti noi siamo in una certa misura suscettibili circa la nostra identità personale e il nostro valore e cerchiamo di vivere in modo da sentirci bene con noi stessi. Il nostro orgoglio viene aumentato dall’approvazione e ferito dalla disapprovazione. In alcuni di noi la continua ricerca di “rifornimenti narcisistici”, o sostegni dell’autostima, eclissa talmente ogni altra questione da farci apparire eccessivamente concentrati su noi stessi.
Il narcisismo, normale o patologico, è un argomento cui Freud (1914b) ha prestato un’attenzione ricorrente. Egli trasse il termine dal mito greco di Narciso, il giovane innamorato del proprio riflesso nell’acqua, che morì per un desiderio che la sua immagine non poteva soddisfare. Freud però aveva poco da dire sulla terapia di coloro in cui le preoccupazioni narcisistiche hanno un ruolo centrale.
Si è notato che alcune persone hanno problemi di autostima che non possono essere spiegati unicamente in termini di pulsioni e conflitti inconsci e che, di conseguenza, sono difficili da trattare facendo riferimento a modelli di terapia basati sul conflitto. All’esperienza di tali persone sembra adattarsi meglio un modello di deficit: nella loro vita interiore manca qualcosa.
Preoccupate di come appaiono agli altri, le persone con personalità narcisistica possono sentirsi intimamente disoneste e incapaci di amare. Ciò che le persone narcisistiche hanno in comune è un senso interiore e/o terrore di inadeguatezza, vergogna, debolezza e inferiorità. I loro comportamenti compensatori possono essere molto diversi, ma rivelano preoccupazioni simili.
I narcisisti sono spesso elusivi nella loro patologia e non sono così manifestatamente dannosi. Gran parte delle nostre idee su ciò che potrebbe predisporre a un’organizzazione di tipo narcisistico proviene dalle osservazioni cliniche. Il tema più ricorrente nell’ambito della letteratura relativa a questo argomento è la possibilità che le persone a rischio di sviluppare un carattere narcisistico siano costituzionalmente più sensibili di altre ai messaggi emotivi non verbalizzati. In particolare, il narcisismo è stato associato al tipo di bambino che sembra percepire in modo quasi soprannaturale gli affetti, gli atteggiamenti e le aspettative non dichiarate degli altri. Sentimenti di vergogna e timori di essere svergognati pervadono spesso l’esperienza soggettiva dei narcisisti. Il senso di colpa è la convinzione di essere cattivi o di avere compiuto una trasgressione e viene facilmente concettualizzato nei termini di un genitore interno critico, o di Super-Io. La vergogna è il sentimento di essere considerato cattivo o trasgressivo. La colpa si accompagna al sentimento di un’attiva potenzialità a fare il male.
La propensione all’invidia della persona narcisista è un fenomeno connesso. Se sono interiormente convinto di avere qualche mancanza e di essere continuamente a rischio di venire scoperto nelle mie debolezze, sarò invidioso di coloro che appaiono soddisfatti o che hanno quelle risorse che secondo me potrebbero compensare le mie mancanze. L’invidia potrebbe anche essere alla base dell’atteggiamento giudicante, verso se stessi e verso gli altri, che si osserva spesso nelle persone narcisiste. Se mi sento carente e percepisco che a te non manca nulla, cercherò di distruggere quello che hai deplorandolo, disprezzandolo o criticandolo.
PROCESSI DIFENSIVI E PROCESSI ADATTIVI
L’idealizzazione e la svalutazione sono le difese da cui dipendono in modo più fondamentale. Queste due difese sono tra loro complementari nel senso che quando il Sè è idealizzato gli altri sono svalutati e viceversa. Un’analoga posizione difensiva in cui sono intrappolate le persone motivate narcisisticamente riguarda il perfezionismo: perseguono ideali irrealistici e si convincono di averli raggiunti (esito grandioso) oppure rispondono al fallimento con il sentimento di avere in sè una grave pecca, non accettando la propria umana fallibilità (esito depressivo). La richiesta di perfezione si esprime in un atteggiamento cronicamente critico verso di sè o verso gli altri e nell’incapacità di provare gioia in mezzo alle ambiguità dell’esistenza umana. A volte le persone narcisiste risolvono il loro problema di autostima considerando perfetto qualcun altro e poi gonfiandosi nell’identificazione con quella persona.
LE RELAZIONI OGGETTUALI
Sebbene sia raro che una persona con un disturbo narcisistico della personalità venga in terapia con l’esplicito obiettivo di migliorarsi, non è insolito che si renda conto che nelle sue interazioni con gli altri qualcosa non funziona. Uno dei problemi nell’aiutare questi pazienti è far loro capire cosa significa accettare qualcuno senza giudicarlo nè sfruttarlo, esprimere sentimenti sinceri senza vergognarsi.
Gli psicologi del Sè hanno coniato il termine “oggetto sè” per indicare quelle persone che nella nostra vita alimentano un senso di’identità e di considerazione attraverso la loro conferma, ammirazione, approvazione. Contribuendo a modulare l’autostima, essi collaborano o si sostituiscono a ciò che gran parte di noi fa anche interiormente. Tutti abbiamo oggetti-sè e ne abbiamo bisogno; se li perdiamo ci sentiamo sminuiti. Tuttavia, la realtà e la moralità esigono che gli altri siano qualcosa di più di oggetti-sè, che si riesca a vederli come realmente sono e nei loro bisogni, e non soltanto in termini di ciò che fanno per noi.
La persona narcisista ha talmente bisogno di oggetti-sè da far impallidire gli altri aspetti del rapporto. Dunque, il costo più pesante di un orientamento narcisistico è l’arresto dello sviluppo della capacità di amare. Il bisogno soverchiante di essere rassicurati del proprio valore toglie ogni energia per gli altri, tranne che nella loro funzione di oggetti-sè ed estensioni narcisistiche. Il narcisista invia dunque agli amici e ai familiari messaggi ambigui: il suo bisogno degli altri è profondo, ma il suo amore per loro è superficiale.
Molti analisti sono convinti che alcune persone si comportano in questo modo perchè a loro volta sono state usate come appendici narcisistiche. E’ possibile che i pazienti narcisisti abbiano avuto un’importanza centrale per i genitori o altre figure di accudimento non per quel che erano veramente ma per la funzione che svolgevano. Tale messaggio fa si che il bambino creda che se vengono scoperti i suoi sentimenti reali verrà rifiutato o umiliato. Questa situazione favorisce lo sviluppo di quello che Winnicott (1960a) ha chimato “falso Sè”, e cioè la presentazione di quegli aspetti che conosciamo come accettabili.
Un altro aspetto caratteristico dell’educazione di persone che diventano narcisiste è un’atmosfera familiare di continua valutazione. Se sul figlio sono investite aspettative vitali per la propria autostima, ogni volta che le deluderà sarà direttamente o indirettamente criticato. L’atmosfera valutativa di orgoglio e plauso costanti è ugualmente dannosa per lo sviluppo di un’autostima realistica.
Una possibile conseguenza del perfezionismo dei narcisisti è il tentativo di evitare ogni sentimento e azione che esprima la consapevolezza sia della fallibilità personale sia di una realistica dipendenza dagli altri. In particolare, i narcisisti tendono a denegare rimorso e gratitudine. Il rimorso per un proprio errore o un’offesa arrecata implica l’ammissione di un difetto; provare gratitudine per l’aiuto offerto da qualcuno vuol dire riconoscere il proprio bisogno. Poichè la persona narcisista tenta di edificare un senso di sè positivo sull’illusione di non avere nè difetti nè bisogni, teme che l’ammissione di un senso di colpa o di dipendenza tradisca qualcosa di vergognosamente inaccettabile. Scuse sincere e ringraziamenti sentiti saranno quindi rigorosamente evitati o gravemente compromessi nella persona narcisista, con grande impoverimento delle loro relazioni con gli altri.
Chiedersi se nell’evoluzione del narcisismo patologico venga prima lo stato del Sè grandioso o quello del vuoto e vergogna può essere l’equivalente psicoanalitico del dilemma dell’uovo e della gallina. Questi stati egoici contrastanti sono intimamente connessi, come la depressione e la maniacalità sono i lati opposti della stessa medaglia psicologica.
TRANSFERT E CONTROTRANSFERT
La prima cosa che il terapeuta nota è la mancanza di interesse del paziente per le esplorazioni del transfert, che gli altri tipi di persone trovano interessanti e utili. I pazienti narcisisti hanno forti reazioni nei confronti del terapeuta; possono svalutarlo o idealizzarlo con notevole intensità. Tuttavia, sono stranamente poco interessati al significato di tali reazioni e sinceramente disorientati per l’attenzione che il clinico presta loro. Si ha la sensazione, da parte del terapeuta, che venga annullata la propria realtà di essere umano dotato di una certa competenza che sta sinceramente cercando di aiutare. Collegati a questi fenomeni sono i controtransfert che implicano noia, irritabilità, sonnolenza e una sensazione vaga che nel trattamento non accada nulla. Un terapeuta che sia in grado di aiutare una persona narcisista ad accettare se stessa senza inflazione del Sè o disprezzo per gli altri avrà compiuto un’impresa molto apprezzabile ed insieme estremamente difficile.
Un requisito primario è la pazienza. L’idea realistica che tutti siamo imperfetti e poco inclini al cambiamento è ben lontana da ciò che il narcisista ha interiorizzato. I tentativi di aiutare un paziente narcisista richiedono anche una costante attenzione allo stato soggettivo latente della persona, per quanto possa essere soverchiante quello manifesto. Poichè anche il narcisista più arrogante è soggetto a sentimenti tormentosi di vergogna di fronte a quella che sente come una critica, i terapeuti devono stare attenti a formulare in modo sensibile i propri interventi. La reputazione dei pazienti narcisisti come non adatti al trattamento deriva in parte dal fatto che spesso interrompono improvvisamente terapie che durano da anni nel momento in cui vengono feriti i loro sentimenti.
I narcisisti non ammettono i propri errori e cercano di nasconderli a chi potrebbe scoprirli. I narcisisti si vergognano profondamente di chiedere qualcosa, perchè pensano che ammettere un bisogno denunci un difetto di Sè. Di conseguenza, si trovano in situazioni interpersonali in cui sono profondamente infelici perchè l’altra persona non riesce ad intuire con facilità i loro bisogni e a offrire ciò che vogliono senza che debbano sottoporsi a quella che vivono come l’umiliazione di chiedere.
CARATTERISTICHE DELLE RELAZIONI D’AMORE NARCISISTICHE (da Relazioni d’amore – normalità e patologia di O. F. Kernberg)
La risonanza edipica di ogni relazione d’amore fa si che la personalità narcisistica tenti inconsciamente di instaurare una relazione dominata dall’aggressitvità quanto o più che dall’amore, a causa della profonda frustrazione o del risentimento del passato, un passato che nella fantasia dovrebbe essere magicamente superato dalla gratificazione sessuale offerta dal nuovo oggetto. I pazienti narcisisti mostrano una paura inconscia dell’oggetto d’amore, correlata all’aggressività proiettata, e anche una particolare assenza di libertà interna di interessarsi alla personalità dell’altro. La loro eccitazione sessuale è dominata dal profondo risentimento per ciò che viene vissuto come un intenzionale e provocatorio rifiuto della gratificazione primaria; dall’ingordigia, dall’avidità e dalla speranza di appropriarsi di ciò che venne rifiutato nel passato, per eliminarne il desiderio.
Per il partner narcisista la vita va avanti nell’isolamento; la dipendenza dall’altro è temuta in quanto rappresenta il riconoscimento sia dell’invidia che della gratitudine per la dipendenza stessa. La dipendenza è sostituita da un atteggiamento richiedente, che si ritiene pienamente giustificato, e dalla frustrazione quando le richieste non vengono soddisfatte. Si accumulano risentimenti che è difficile mettere da parte.
L’assenza di valori comuni preclude la possibilità di aprire un’area di interessi nuovi che possa offrire una nuova visione del mondo e delle relazioni. L’assenza di curiosità per l’altro sbarra la porta alla comprensione della vita del partner. Le fonti di gratificazione mancano e l’incapacità di contenere la rabbia, la frustrazione cronica e il senso di essere imprigionati dalla relazione finiscono con il prevalere, insieme all’attivazione di conflitti inconsci del passato e all’esplodere della frustrazione de dell’aggressività nella relazione intima della coppia.
In ambito sessuale, l’invidia inconscia dell’altro trasforma l’idealizzazione del suo corpo in svalutazione; alimenta la trasformazione della gratificazione sessuale nel sentimento di essere riusciti ad invadere e incorporare l’altro.
Ci si può chiedere se le personalità narcisiste possano amare solo se stesse. Come ha osservato van der Waals, non è che il narcisista ami solo se stesso e nessun altro: egli ama male se stesso come ama male gli altri.
Nell’esame delle dinamiche sottostanti è di centrale importanza l’invidia preedipica, cioè una specifica forma di rabbia e di risentimento contro un oggetto di cui si ha bisogno ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante. La cosa desiderata diventa così anche forma di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza si sviluppa un desiderio cosciente o inconscio di distruggere, di sciupare e di prendersi con la forza ciò che viene rifiutato. La tragedia sta nel fatto che l’appropriarsi in modo rabbioso e avido di ciò che viene negato non porta alla soddisfazione, perchè l’odio per ciò che si desidera sciupa ciò che viene incorporato, e il soggetto finisce sempre per sentirsi vuoto e frustrato. Nello stesso tempo, dato che la bontà di ciò che l’altro ha da offrire è fonte d’invidia, la dipendenza da un oggetto d’amore diventa impossibile e deve essere negata. La personalità narcisistica ha bisogno di essere ammirata piuttosto che amata.
Essi vivono la normale reciprocità di relazioni umana come uno sfruttamento e un’invasione. Non possono provare gratitudine per ciò che ricevono dagli altri, di cui possono invidiare la capacità di dare liberamente. La svalutazione degli altri, di contro, soffre di un desiderio di trasformare simbolicamente tutto l’amore e tutti i valori in escrementi.
Il bisogno di distruggere la coppia deriva da un’aggressività primitiva contro la coppia edipica. Questi conflitti inconsci possono essere portati alla patologia dalla relazione madre-bambino. L’aggressione provocata, innescata o rinforzata da una madre fredda e rifiutante, da una trascuratezza grave, precoce o cronica, da una madre dimentica dei bisogni emotivi e della vita interiore del figlio; un rinforzo secondario tramite i conflitti con il padre ( o l’assenza di una disponibilità da parte del padre ) possono indurre invidia e odio intensi verso la madre. L’odio per le donne e l’invidia per esse possono diventare un potente motore inconscio che intensifica i conflitti edipici. Questi uomini odiano inconsciamente la donna desiderata.
Benchè alle volte tende a prelevare la noia sessuale, alcuni continuano a utilizzare gli incontri sessuali per agire l’intensa ambivalenza nei confronti delle donne, di vendetta sadica e anche di complulsiva ripetizione masochistica causata dalla madre. La sindrome di Don Giovanni riflette un ampio spettro di patologia narcisistica maschile: a uno degli estremi può essere un uomo che ha un disperato bisogno di sedurre le donne e viene trascinato in una relazione sessuale che finisce per frustrare ed umiliare la donna del momento; la seduzione è conscia, aggressiva, manipolatoria e abbandonare la donna è un piacevole sollievo. Oppure, l’intensa ricerca compulsiva di nuove avventure può nascere da un’idealizzazione della donna e dal desiderio di trovarne una che non lo deluda.
Un altro sintomo è l’assenza significativa della capacità di gelosia., che spesso indica l’inabilità di provare un sufficiente interesse per l’altro e che rende irrilevante l’infedeltà. Paradossalmente, però, la gelosia può emergere a posteriori. Un alto livello di gelosia può riflettere la ferita narcisista che il paziente sperimenta quando il partner lo abbandona per qualcun altro. Sensazione particolarmente violenta quanto più il partner era stato trattato prima con disprezzo o trascurato. La gelosia che nasce da un tradimento può innescare un desiderio di vendetta.
Questi individui sono paralizzati dall’incapacità di valutare in profondità l’altra persona. Le qualità “ideali” del partner possono venire svalutate, a causa dell’invidia inconscia, mentre la realtà della personalità del partner può essere vissuta come un’invasione, una costrizione, un’imposizione che il paziente interpreta come sfruttamento.
Nella sfera sessuale, a volte, la reciproca esperienza di eccitazone sessuale e di orgasmo viene vissuta e comunicata come ricerca di fusione, di perdono, di dipendenza ed espressione di gratitudine e di amore oltre che di ricerca del piacere. Allora su questi incontri può cristallizzarsi qualche speranza.
Molti pazienti narcisisti devono sperimentare il fallimento di ripetute idealizzazioni di relazioni amorose prima di preoccuparsi per se stessi tanto da essere motivati al trattamento.
Il miglioramento è caratterizzato da una profonda sofferenza, durante la quale il paziente può riconoscere ed elaborare l’aggressività, il desiderio di contrastarne gli effetti e di riparare al danno commesso e subito. Questi processi possono avvenire anche nella vita quotidiana a prescindere dal trattamento.
Un uomo con la tendenza ad ingigantire i propri meriti, una cinica svalutazione degli impegni morali, convinto che il mondo sia egoista, può inconsciamente scegliere una donna con una profonda fede nei valori etici e una profonda ammirazione di tali valori negli altri. Nell’essere attratto da una donna del genere ed essere tentato di calpestarne i valori, come effetto della coazione a ripetere dei suoi conflitti narcisistici, egli può però anche mettere in atto l’inconscia speranza che ella trionfi moralmente sul suo cinismo. Così, i tentativi di guarigione possono svilupparsi dall’ideale dell’Io di una coppia e dai conflitti inconsci passati.
Martedì 6 Luglio 2010 00:22
Aspetti della relazione narcisistica
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giovedì 5 novembre 2009 alle ore 18.22 | Modifica nota | Elimina
Inizialmente l’altro può essere attratto dall’immagine scintillante della grandiosità narcisistica. Un’immagine che produce immagini, che introduce ad immagini, che seduce per immagini.
Talvolta, come nei grandi seduttori, la grandiosità fa balenare un mondo diverso, in cui finalmente l’importanza del soggetto sedotto sarà riconosciuta e affermata. “Io cambierò la tua sorte!” canta Don Giovanni in un’indimenticabile aria di Mozart alla ragazza, e questa risponde – è il caso di dirlo – per le rime: “Presto, non sono più forte!” E lei ora ad avere bisogno di Don Giovanni, e il bisogno si è fatto urgente. Altre lusinghe possono venire dalla modalità speculare dell’idealizzazione: “Io sono come te”, “Tu sei come me” canta l’antica, l’eterna lusinga delle Sirene che invitano ad un abbraccio che è tutto con il tutto. È uno specchio che viene costruito davanti, in cui quella persona può finalmente vedersi grande, bella, potente, scintillante come colui/colei che ha davanti.
Altre volte quel modo di fare sicuro, deciso, di chi non ha né ammette ripensamenti può abbagliare nature semplici, oppure nature complicate sempre in cerca di certezze e di rifugio dai dubbi. Questo atteggiamento del narcisista può infatti essere confuso – e quasi sempre lo è – con una sicurezza che trasuda da ogni suo gesto, da ogni suo sguardo e parola. La sensazione di aver finalmente trovato qualcuno di cui potersi fidare può comparire come una rivelazione, come una salvezza. In realtà, indagando più in profondità, si tratta in molte situazioni della sensazione di aver finalmente trovato qualcuno cui potersi affidare vivendo una proiezione di narcisistica perfezione.
Il più delle volte la vittima di queste relazioni è dunque a sua volta più o meno segretamente complice. Per dirlo con le parole di Nietzsche: “Esperienze terribili ci fanno riflettere se non sia per caso terribile colui che le ha vissute” (Nietzsche F., 1886, p. 96, n. 89).
Chi viene sedotto narcisisticamente possiede infatti una sua tensione narcisistica alla grandiosità, all’ideale, al tutto, una sua difficoltà a percepire i propri limiti e i propri desideri – è anch’egli alla ricerca di uno specchio o di essere a sua volta uno specchio, il suo narcisismo è complice nel costruire un mondo di specchi.
“Mirrors and copulations are the same, because they both multiplicate the number of human beings”. È una frase che mi colpì in un libro letto anni fa, che cito a memoria e di cui non ricordo l’autore (Ionesco? Borges?), che mi sembra descrivere molto bene la confusione luciferina – come la chiamerebbe forse Lopez – che è alla base della seduzione narcisistica. Essa va assolutamente distinta dalla seduzione sessuale. Dalla seduzione sessuale possono infatti venire bambini, cioè frutti, germogli, vita che si rinnova. E inoltre essa porta con sé esiti che vanno oltre i protagonisti, scopi che trascendono i loro ego. La seduzione sessuale è riservata a personalità abbastanza strutturate e complesse da sembrare semplici. Essa cerca il piacere condiviso; cerca la complementarità di un altro che perciò è pensato, immaginato, desiderato in quanto diverso; cerca uno scambio reciproco e permette un uso reciproco che è possibile soltanto quando esiste la capacità di sopportare i propri inevitabili sentimenti di inadeguatezza. La seduzione sessuale presuppone quindi il riconoscimento dei propri limiti e la sua presenza implica che un individuo abbia raggiunto in sé l’integrità sufficiente a perseguire propri scopi, personali e diversi da quelli degli altri. Come si vede, ce n’è abbastanza per far aborrire la sessualità e la seduzione sessuale a generazioni intere di moralisti, e a tutti i nostalgici di perfezioni ideali e di utopie. Per inciso, più spesso di quanto non si pensi, moralisti come questi svolgono l’importante funzione di dare un volto, un nome, un perché – di rivestire di un’idea, perciò codificandole – a paure che trattengono molte persone – spesso compresi forse loro stessi – da esperienze, come quella della seduzione sessuale e del piacere condiviso, per cui la loro struttura psichica non è adeguata e che potrebbero quindi risultare destabilizzanti.
La seduzione narcisistica invece non è legata alla sessualità – la sessualità può esserne un corollario, o più frequentemente uno strumento, ma quasi mai le sensazioni di attrazione dei corpi sono un movente della seduzione narcisistica – tanto è vero che essa può avvenire nei tipi più diversi di relazione: non solo nelle dinamiche di coppia, ma in relazioni professionali, hobbistiche, sportive, di amicizia, e arrivare a contagiare persino gruppi, o, come insegna Freud, folle intere. Alla sua base c’è sempre uno specchio e immagini di ideali che si riproducono attraverso di esso.
Alla base della relazione perversa narcisistica troviamo sempre qualcuno che tenta di controllare dall’interno un altro, inducendolo ad essere perfetto per i suoi bisogni, e qualcun altro che tenta disperatamente di essere perfetto per i bisogni dell’interlocutore, tentando così, a sua volta, di controllarlo dall’interno. In pratica, il narcisismo dell’uno tenta di controllare il narcisismo dell’altro, e viceversa. Per distinguere questa forma perversa incentrata sul controllo narcisistico dalle vere e proprie perversioni sessuali, Bergeret propone il termine di “perversità” al posto di quello di “perversione” (Bergeret J., 1974, p. 267).
Un punto fondamentale da notare è che il dinamismo perverso si svolge in una dimensione inferiore: non consiste cioè tanto nell’imporre all’interlocutore un comportamento piuttosto che un altro, ma essenzialmente nel condizionarlo dall’interno. Consiste cioè nell’iniettargli dentro un modo di sentirsi e di sentire, un modo di essere. Con le nostre considerazioni ci muoviamo infatti in una dimensione dell’esistere, non in una dimensione del “fare”. Nella seduzione perversa non si tratta di indurre qualcuno a “fare” qualcosa, ma di stabilire ciò che una persona deve essere, ciò che deve provare. Talvolta un “fare” qualcosa può acquistare importanza, ma soltanto come controprova narcisistica dell’efficacia di un dominio e di un controllo interiore. Ad esempio, le così dette “prove d’amore” certe volte hanno una valenza sessuale, ma certe altre volte vi prevale invece il significato di rappresentazione “scenica” di un possesso narcisistico.
A lungo andare, tuttavia, lo specchio si rompe. Compaiono rabbia, controllo, e una corsa per affermare un potere: una corsa che non può mai aver fine perché una possessione non può mai essere completa, totale, speculare – il solo risultato che potrebbe finalmente acquietare. Abbiamo visto l’uso della proiezione della colpa, della sessualità, delle emozioni, per tenere il controllo sull’altro, modificandolo dall’interno, a partire cioè dai suoi stati d’animo. Ci sono già familiari alcuni dei modi in cui nella relazione l’altro viene controllato. A poco a poco viene spezzata ogni sua iniziativa, ogni manifestazione del suo ordine mentale, ogni stato d’animo che venga dall’intimo di un Sé autonomo. Tutto ciò avviene in modo quasi automatico, con l’innocenza incurante e inconsapevole con cui un sistema anticorpale automaticamente e sistematicamente circonda il suo antigene, e lo fagocita, lo paralizza, lo scioglie.
Abbiamo già incontrato quello che la Jeammet (1989) ha denominato “odio bianco”: quel rabbioso disconoscimento oppure quel continuo, quell’insinuante fraintendimento dei moti interiori e dei sentimenti dell’altro. Esso è quasi sempre unito ad una altrettanto continua, inquisitoria attenzione, per cui frequentemente l’altro è chiamato a rispondere al narcisista non tanto di ciò che ha fatto ma di ciò che prova in quel determinato momento. Ogni carenza di rispecchiamento della sua importanza e della grandiosità è una macchia nel mondo, una minaccia di svuotamento, un insulto. Ogni segno che l’altro è un centro autonomo di interessi, passioni, gusti è un affronto e un’offesa.
L’altro dunque sentirà smentita la propria realtà – prima di tutto il modo in cui si percepisce ed è abituato a considerarsi. Si sentirà accusare di ciò che non ha nemmeno pensato – soprattutto gli verrà imputato ciò che egli non è. Ogni suo atteggiamento sarà “frainteso”. Egli non sarà visto, considerato. Soprattutto i suoi moventi saranno sottilmente o rumorosamente travisati.
Talvolta la cosa peggiore sono i silenzi, l’estraneità che improvvisamente si crea. Altre volte, può essere un non sentirsi considerati, fino a un non essere visti; non solo ciò che si è, ma anche ogni cosa che ci accade sembra trasparente, invisibile: se ciò si verifica con una persona significativa, un genitore, un coniuge, un figlio, l’esperienza sarà tragica.
L’interlocutore del narcisista si troverà a fronteggiare un persistente attacco alle radici del suo sentimento di identità, che lo stringerà da dentro e da fuori. Dall’interno, fiorirà un senso di ingiustizia e di rabbia, poi di impotenza e di disorientamento, quando non di inutilità, di inanità – di mancanza di significato. Da fuori lo impregnerà, come una pioggia salata e amara, una inquietante sensazione di instabilità, il cui nerbo sarà una penosa percezione della propria interscambiabilità con chiunque altro. “Questa o quella per me pari sono!”, come ne Il Rigoletto sembra risuonare il canto narcisistico.
Verrà del tutto naturale la reazione al sentimento di impotenza e di scacco, di misconoscimento di sé e della propria interscambiabilità: gridare più forte, farsi vedere meglio, farsi riconoscere con sempre nuove e più potenti manifestazioni di sé, della propria bontà, delle proprie doti, della propria unica e irripetibile individualità – rendersi insostituibile. Come l’inesorabile e tragica trama dei drammi umani prevede, si tratta proprio di ciò che alienerà ancor più l’attenzione del narcisista, perché l’unicità e particolarità dell’altro sono proprio la macchia che deturpa la sua serenità e il controllo del suo mondo. Inoltre soggettivamente egli potrà sentire che l’altro lo trascina al male – a sentirsi male e a essere il male e a fare il male – e dal suo punto di vista con qualche ragione: la luminosità raggiunta dall’altro, la sua unicità, il bene che egli continua a profondere nel tentativo di salvare il sentimento di sé, potranno infatti risvegliare invidia, avidità, rabbia e malumore nel narcisista – andranno cioè a costituire e rendere manifesto e attivare il male dentro di lui.
Si può così innescare una tragica corsa a spirale al rilancio, fra una difesa delle proprie peculiarità e una affermazione della propria individualità da una parte, e una difesa dalla turbativa rappresentata dall’altro e dalla malvagità presagita nell’altro dall’altra parte. Il punto di stallo è, ad ogni voluta del frenetico, rabbioso, disperato volo, m’impasse relazionale: l’impossibilità per la vittima di ammettere la propria impotenza – che significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e l’alterità del narcisista, cioè lasciarlo libero di essere e di pensare come è e come può – e per il narcisista l’impossibilità speculare (simmetrica) di ammettere dentro di lui il bisogno, il desiderio o la mancanza (a seconda del quadro di organizzazione di personalità in cui il narcisismo si erge a barriera difensiva). Il che a sua volta significherebbe accettare la ferita narcisistica del proprio limite e dell’alterità dell’altro, cioè ciò che l’altro è e ciò che l’altro ha, di personale e diverso.
Ecco perché, comunque e in qualunque contesto umano si sia sviluppata questa dinamica – in una relazione di coppia o in quella genitore/figlio, in un rapporto professionale di cooperazione o in quello terapeuta/paziente – essa tende ad assumere per un osservatore esterno sempre più i caratteri di un vero e proprio conflitto di potere. Il carattere narcisistico del conflitto può essere riconosciuto, al di là delle dichiarazioni e delle razionalizzazioni dei protagonisti, dal suo carattere disperato, emotivamente coattivo ed ogni volta ripetitivo, nonché dalla mancanza o inconsistenza degli scopi oggettivi cui la prova di potere mira, essendo infatti in essa prioritaria la difesa e l’affermazione della propria personalità.
Angosce laceranti, che coinvolgono fin nell’intimo entrambi i protagonisti, emergono in questo gioco al rialzo e a loro volta ricorsivamente lo mantengono e lo intensificano.
Per il narcisista si tratta di allontanare o circoscrivere sotto il suo controllo una alterità che può scuotere il suo mondo e suscitare sensazioni travolgenti e distruttive dentro di lui. In fondo, e questo mi appare sempre più chiaro, egli disprezza, svaluta, oppure controlla, misconosce l’altro, oppure lo fugge, oppure trionfa per mezzo delle umiliazioni che riesce ad infliggere, non perché lo odia, ma per evitare di odiarlo, di invidiarlo e per la paura di distruggerlo – oltre che di distruggersi – in un rapporto troppo intimo. Semmai sentimenti di ostilità nascono più frequentemente, almeno nella mia osservazione, a causa dei tentativi reiterati dell’altro di rendersi presente, cospicuo e considerato. Cosicché non è ben chiaro, nello scenario ammantato dalla nebbia dell’identificazione proiettiva, se il narcisista viva la propria ostilità come risonanza di un’ostilità percepita proveniente dall’altro per proiezione della propria, o perché effettivamente l’ostilità gli viene provocata dalle congestioni relazionali che l’altro gli suscita.
Per la “vittima” si tratta di rivendicare la propria individualità, la propria identità, di affermare se stesso contro un sentimento devastante di impotenza. Essa deve inoltre fronteggiare un sentimento acuto e per lei incomprensibile di perdita. La parte più intollerabile riguarda una perdita oggettuale, prima e più che una perdita oggettiva. La perdita oggettuale riguarda la presenza oppure l’assenza dentro la mente. E un dramma che si svolge negli oggetti interni di una mente. Patire un sentimento di perdita oggettuale comporta sul piano interpersonale la sensazione di non essere più nella mente, nei pensieri, nella memoria di qualcuno che è importante.
O, peggio, comporta sentire che questo qualcuno sta facendo di tutto per cancellare la tua immagine, il pensiero di te, la memoria di te, la tua presenza dentro di sé – e intanto sentire che non ci puoi fare nulla. È intollerabile sentire di sparire dalla mente di qualcuno che è significativo. È una parte di sé che scompare, mentre svanisce la tua storia, il tuo tempo, un frammento del significato della tua esistenza. Sul piano interiore, la perdita oggettuale significa dunque parallelamente la sparizione dell’altro: è una forma di sparizione anche la scoperta della sua differenza da come lo si era pensato, sentito, immaginato, voluto, amato. E un altro, è l’immagine di un altro, alieno, estraneo, incomprensibile e minaccioso che prende il suo posto. E intanto sbiadisce, svanisce, si annulla, viene amputata una parte del Sé: quel mondo di sensazioni, esperienze, confidenze, tutto ciò che si era provato per l’immagine dell’altro come era, per come lo si era interiorizzato – per come se ne era fatta esperienza.
La scoperta che nella mente del narcisista non si era presenti come un’immagine dotata di una propria sostanzialità, di una propria riconosciuta vita, ma si era soltanto il riflesso in uno specchio – e la scoperta di quanto scivolosa sia quella superficie liscia se la presenza davanti ad essa non sia di continuo assicurata – queste scoperte vengono il più delle volte rimandate all’infinito. È infatti molto penoso e doloroso rivelare a se stessi tutto questo. Equivale a sancire la propria sparizione. Equivale a constatare la sparizione dell’altro. E significa renderle definitive, irrevocabili attraverso il loro riconoscimento. Equivale anche ad ammettere – definitivamente, irrevocabilmente – la propria impotenza. Quante volte un coniuge, un amante, un figlio, un genitore, anche in presenza di maltrattamenti psicologici o fisici, continua a difendere e a trovare sempre nuove scuse per quei comportamenti. Ed essi si rifiutano tanto spesso di testimoniare su ciò che accade non solo per paura di qualcosa di oggettivo. Non di rado una aperta carica di ostilità e di rabbia viene anzi diretta contro chi tenta di salvarli da queste “relazioni pericolose”. In questo modo, essi non difendono tanto chi li maltratta, quanto se stessi, il proprio equilibrio e le proprie immagini interiori – il persistere di un sentimento della propria presenza.
Per vari motivi, connessi con la propria organizzazione psichica e con la propria storia, si può arrivare ad affidare il proprio narcisismo a relazioni del genere, ad entrare e restare in ri-sonanza con questi mondi fatti di specchi. Ma, al fondo, probabilmente nessuno può dirsi del tutto immune.
Ci sono certamente personalità più predisposte, che cercano questo tipo di seduzione e di complicità segreta distruttiva. Per alcuni, si tratterà dell’orrore e insieme del richiamo di ripetere un’esperienza antica.
(*) Roberto Filippini è laureato in medicina e in filosofia. Specialista in neurochirurgia e in criminologia clinica, lavora dal 1980 come psicoterapeuta a Bologna e a Pescara. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche di argomento psicologico, è vicedirettore della Scuola di specializzazione in psicoterapia Aion di Bologna, presso cui è docente di Epistemologia e di Psicologia analitica. Professore a contratto di Comportamento e aggressività presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’università dell’Aquila, corso di laurea in Scienze dell’investigazione.
(**) Tratto da Roberto Filippini, Avventure e sventure del narcisismo, Edizioni Giuseppe Laterza, 2007 Bari, pp. 193-2
Martedì 6 Luglio 2010 20:51
Alexa,
ragionavo mentre facevo le pulizie sul tuo racconto e mi è spuntato sulle labbra un sorriso beffardo. Ma vuoi vedere in ultima analisi che tu, in qualità di manipolarice (debbo dire non sadica o perlomeno cosciente), hai reso i manipolatori da carnefici a vittime? Non è questa l’arte del manipolatore perfetto? E noi qui tutti ce la stiamo bevendo, nonostante stiamo tutti trattando questo argomento?
:)
Martedì 6 Luglio 2010 23:18
Molto molto interessante. Leggendo e leggendo (grazie Nataly per questa documentazione che hai condiviso qui) voglio fare la mia riflessione serale con voi. Allora: qui si sta parlando di Narcisismo declinato nelle sue varie forme. Noi ci confrontiamo perché con queste persone abbiamo avuto o abbiamo relazioni piuttosto travagliate e dolorose. Ma perché dunque continuiamo a postare pensieri e parole che parlano di LORO? Certo, capire con chi abbiamo a che fare(e con il problema che questi manipolatori affettivi o vampiri affettivi hanno e ci creano) è importante. Capire a fondo la questione è importantissimo. Ma adesso che la cosa è chiara, secondo voi, non sarebbe egualmente importante e forse di maggior aiuto parlare di 1) come uscirne 2) del perché ci sono persone strutturalmente portate a farsi dissanguare da questi pidocchi e invece altre no? 3)ragioniamo sul fatto che ogni carnefice ha la sua vittima o in altre parole chi si fa pecora il lupo se lo mangia (ci sono passata anch’io) o se ti fai zerbino qualcuno inevitabilmente ti pesta? e che quindi in parte (inconsapevolmente) la responsabilità è nostra se ci facciamo trattare così 4) quindi del nostro problema dobbiamo parlare e non ANCORA UNA VOLTA del problema dei narcisisti vampiri? E qui, diciamolo: siamo tipicamente donne. Prima pensiamo agli altri poi a noi stesse. Se stiamo col vampirone che ci fa soffrire, noi che facciamo? Pensiamo al suo problema e non al nostro.
Morale: va bene sviscerare il problema del narciso pidocchio per capire e per esorcizzare, ma poi parliamo anche di noi, del nostro valore della nostra autostima.
Gioco: mi piacerebbe un mondo che ognuna di noi dicesse qual è la cosa di sè che le piace di più. che ama di più di se stessa (Alexa… mi raccomando… :-)). Io di me amo il mio ottimismo e la capacità di sdrammatizzare anche nelle situazioni più nere. Può essere a volte un atteggiamento immaturo lo ammetto :-)
Vai!
Mercoledì 7 Luglio 2010 00:00
Il lungo articolo di NATALY è un buon riassunto divulgativo di quello chge cd’è scritto su diverse migliaia di libri. Un errore è quello di far credere che i narcisisti patologici sono solo uomini, ma non è così. E’ un errore terapeutico perché contribuisce a terrorizzare le donne colpite facendo credere che quasi tutti gli uomini sono negativi. Un’altra critica è che come al solito ci si occupa di loro cercando di comprendere i loro problemi, sperando che qualora con qualcuno riuscissero a fare sesso in modo eccitante allora , come dice Natali, si potrebbe cristallizzare qualche speranza… Questa cosa fa sorridere e inorridire, sia donne e sia uomini che hanno fatto sesso per mesi o per anni con i narcisisti patologici sanno quanto non è vero – quello che dice Nataly è però traunatizzante perché fa sorgere il dubbio che con un’altra donna o con un’altro uomo dai quali i narcisisti patologici potrebbero trarre una vera eccitazione sessuale allora forse starebbero bene… è ovvio che ciò crea un sentimento di autosvalutazione anche sessuale in coloro che sono stati distrutti da questa gente malata e infetta psichicamente e volontariamente. Ciò che Nataly come molti studi non dicono chiaro è che i DNP sono degli psicopatici della vita affettiva (non a caso nel DSM sono messi accanto ai serial killer che seviziano e uccidono). Costoro i DNP, non uccidono fisicamente, ma psichicamente e arrivano ad istigare al suicidio chi hanno fatto manipolatoriamente innamorare, il loro scopo va al di là dello sfruttamente, ed è proprio quello di uccidere chi è capace di provare amore. Di conseguenza queste persone riescono a rovinare e adistruggere loa vita di chi li ha amati, e li ha amati non perché è un cretino/a , ma perché loro hanno fatto di tutto per ottenere l’amore fingendo con la più alta capacità di ipocrisia attoriale (così pregiata perché recitano anche con se stessi, si dimenticano di recitare, gli scappa la mano, anche se poi quando sono soli sanno benissimo cosa hanno fatto e fanno l’inventario di quanto sono riusciti a manipolare la loro preda, quindi non sono colposi, ma dolosi, sono cioè veramente delinquenziali).
Ora è giusto che si cerchi di comprenderli e di curarli, ma chi è che si interessa di comprendere e di curare le persone che loro hanno infettato? Almeno dopo che gli psicopatici hanno ucciso e seviziato qualcuno si occupa di portare le vittime al cimitero, e poi scatta la giustizia che cerca di scovarli, anche se è difficile perché gli psicopatici serial killer conducono una vita irreprensibile e la loro pazzia non appare assolutamente – anche in tal senso sono simili ai narcisisti patologici, la cui pazzia appare solo a chi ha la disgrazia di star loro vicino affettivamente, e purtroppo non risulta mai chiara nemmeno a costoro, i quali stanno male perché anche se li analizzano credono di essere loro a non essere riusciti a farli innamorare… ecco perché è molto pericoloso quello che Ntalia afferma circa la possibilità che vengano guariti da eccezionali prestazioni sessuali, fa venire il dubbio di non essere riusciti a dargliene abbastanza. Dicevo, allora, che delle prede traumatizzate da questi delinquenti con semi-infermità mentale non si occupa in modo specialistioco la terapia, non se ne occupa la giustizia, giacché sembra lecito poter delinquere plagiando, manipolando, umiliando, diffamando ecc., non se ne occupano amici e parenti, i quali finiscono per credere che il problema, alla fin fine è dovuto alla vittima, la quale sarebbe colpevole, nientemeno, di voler per forza stare con uno/a che non li ama, e che quindi dovrebbero piantarla di lamentarsi e di farla lunga. Ecco allora che le vittime (che io preferisco chiamare prede) impazziscono… anche questo forum, io lo contesto, e contesto la mancanza di partecipazione dell’autore dell’articolo che lo ha creato, il quale non interviene mai, nonostante abbia gettato il sasso… ALLORA IO INVECE VI INVITO A PARTECIPARE AL MIO FORUM, in qualità di psicoterapeuta che vuole veramente cercare di capire e di aiutare in modo disinteressato, anche perché io stesso sono stato preda di una delinquente narcisista maligna (Maligno è un aggettivo tecnico, infatti nel prossimo DSM si sta pensando di introdurre questa categoria che sta proprio in mezzo tra lo psicopatico e il narcisista patologico). In questo blog http://www.albedoblog.wordpress.com ci si occupa dei danni che le prede hanno subito, ed il soittoscritto si prende la responsabilità di coordinarlo, e se si leggono i post, si vede che c’è un dibattito che sta portando a qualcosa di concreto e non all’immondezzario degli sfoghi generici che alla lunga fanno più male che bene perché creano confusione e frustrazione. Occorre capire che i riassuinti e gli studi sui poveretti che hanno il DNP sono sì importatanti, ma poi ci vuole anche una VERA attenzione per aiutare le persone che hanno subito la loro DELINQUENZIALE attività manipolatoria (sono assolutamente consapevoli di quello che fanno e lo fanno AD ARTE, non è che sono presi da raptus, sanno e vogliono uccidere e rovinare il più a fondo possibile la vita dell’altro). Sto cercando anche di coinvolgere esperti in diritto penale, perché nel codice penale ci sarebbe, intorno al reato di Plagio, la possibilità ci capire come punirli penalmente, anche se siamo assai lontani da ciò in quanto il ‘danno biologfico’ non è riconosciuto nemmeno nel matrimonio, figurarsi more uxorio.
Quindi che almeno gli psicoterapeuti si responsabilizzino e si informino per bene giacché questi delinquenti procurano loro clienti, ma almeno cerchino di approfondire. Invece molti psicoterapeuti finiscono , a fin di bene, con il colpevolizzare le prede, dicendo loro, ” Eh già il narcisista patologico ti ha fatto questoa, MA PERCHE’ TU…” “Oppure. ” Ma lei è un po’ masochista”, oppure “Mi parli della sua famiglia d’origine” oppure “Credo che lei abbia una personalità dipendente”, oppure addirittura: “Mi pare che lei proprio non vuole accettare che questa persona non la ama, e magari potrebbe amare qualcun altro”. Siccome di Kazzate del genere ne ho sentite tante, essendo uno psicoterapeuta ho messo a punto un articolo e un dibattito volto veramente a capire le prede e non solo ad esporle come codino-ciondolo del mio articolo per vedere come si consumano nel duibbio e nel dolore restando inerte.
http://albedoblog.wordpress.com/2010/03/27/bugiardi-ipocriti-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/
Va poi detto che in cambio del mio lavoro specialistico ho ricevuto da una parte grandi e commoventi ringraziamenti, da u8n’altra parte invece anche le prede incattività mi si sono rivoltate contro, vedendomi come uno che cerca di farsi pubblicità sulle disgrazie degli altri. Respingo questa infamia totalmente e non me ne curo. Io sono stato preda di una deliqunte raffinatissima e non sono un coglione, ma uno specialista e so di molti luminari e gente di cultura, stabili e pacifici a cui è successo lo stesso., perciò ho fatto della mia esperienza un motivo di cura per me e per gli altri che vogliopno impegnarsi e collaborare (e non solo sfogarsi a casaccio).
Un cordiale saluto
Pier Pietro Brunelli / Psicologo – Psicoterapeuta – Semiologo – Specialista della Comunicazione sociale www. albedo-psicoteatro.com http://www.albedoblog.wordpress.com
Mercoledì 7 Luglio 2010 12:57
E’ vero.
concordo con il post del Prof. Brunelli
Io è da un po’ che leggo vari forum sul narcisismo e da povera vittima infettata e traumatizzata, ma consapevole delle sue mancanze e problematiche di personalità, posso affermare che trovo moltissimo aiuto sul blog del Prof. Pietro Brunelli http://www.albedoblog.wordpress.com, piu’ di qualsiasi altro blog scritto a casaccio, soprattutto perchè e’ curato da uno specialista che interviene per riequalibrare i nostri sfoghi e per darci una visione dei fatti da una prospettiva specialistica .
E’ un blog nato e coordinato principalmente per l’aiuto alle persone traumatizzate da rapporti con narcisisti patologici piu’ di qualsiasi altro aspetto.
Sappiamo benissimo quanto possa essere pericoloso per il ns equilibrio psico-fisico autoconvincersi di cose sbagliate, incolpare persone che crediamo psicopatici mortali quando magari hanno solo disturbi piu’ leggeri, o viceversa etc….
Infatti, leggendo negli ultimi giorni i post che mi arrivano in copia, ho notato che si è andati fuori strada.
Certo che si puo’ scrivere di tutto a casaccio, ma diventa poi pericoloso se ci si autoconvince di cose non pertinenti alla propria condizione, se non c’è dall’altra parte un coordinatore con oltretutto una visione psicoterapeuta che tiene le fila – E’ fondamentale!
Grazie ancora Prof. Brunelli.
Paola
Mercoledì 7 Luglio 2010 13:54
Ciao a tutti, leggo molto volentieri l’argomento, io sono rinata, in tutti i sensi, il mio viso è cambiato, ora sorrido, qualche volta divento malinconica al ricordo di quel periodo buio, io volevo chiedere una cosa, non lo sento e vedo più, ma cerca di farmi avere sue notizie tramite una mia amica, ( lui sa che c’è una denuncia da parte mia furbo), e dice che la fà finita, che un giorno lo vedrò sui giornali, piange, dice che non c’è la fà a stare solo…. premetto che queste cose non mi toccano più, ma il punto è, si rassegnano con il tempo? O hanno una visione della realtà dei fatti distorta? Potrebbero essere pericolosi e vendicativi?
Grazie mille e complimenti
Mercoledì 7 Luglio 2010 14:36
Caro Pietro, cari tutti,
volevo precisare che allorché ho parlato della mia vita sessuale con il narcisista, non alludevo al fatto che lui non fosse eccitato da me, ma esattamente l’opposto….
chiarisco: io vado pazza per la sua fidicità, per il suo sguardo, per la sua intelligenza…il che ha un effetto profondamente erotizzante su di me.
Tuttavia, nel corso del rapporto scatta qualcosa per cui io non riesco a raggiungere il piacere. Non è che lui sia egoista nel senso che non rispetti i miei tempi, sono io che non riesco ad abbandonarmi. Non riesco a fidarmi di lui, non riesco a pensare affatto a me stessa e al mio piacere (il che è fondamentale per noi donne in certi frangenti…..).
Mi sento come tenuta a pensare al suo di piacere. E come se il suo piacere non potesse convivere con il mio. Soprattutto avverto il profondo egoismo di quest’uomo e il fatto di non poter fare affidamento su di lui.
Non sono anorgasmica, con altri uomini (a loro volt narcisisti), ho provato un immenso piacere.
Quanto alla possibilità di considerare l’influenza psicologica che questi soggetti esercitano quale plagio, sono d’accordissimo.
Purtroppo, in qualità di giurista, devo ricordare che il plagio è stato depenalizzato.
sono altresì d’accordo con il fatto che questii soggetti, nel momento in cui perpetrano iloro comportamenti abbandonici, possano indurre al suicidio.
Ragazzi, a me è capitato per ben due volte di voler morire. Ho rischiato grosso, mi sono ritrovata a chiamare il telefono amico per scongiurare il peggio!
Eppure non sono certo un’ingenua.
Perchè continuiamo a aprlare di loro? Perchè ci affascinano da morire. Ammettiamolo, è il primo passo.
Però non colpevolizziamoci. Sicuramente dietro questa attrazione vi sono dei vissuti dolorosi, ma, credo, una legge universale non esista, anche percjhé, come diceva Pietro, questi soggetti sono dei bravissimi attori e manipolatori, anche delle persone più sane. Basta guardare spesso il loro successo nel lavoro e in società.
Ciò che, invece, rende noi malati è il fatto che pur dopo aver appurato co0n i nostri occhi quanto squallidi siano, noon vogliamo accettarlo e uinvece di scappare a gambe levate (come farebbe una persona sana), ci attacchiamo ancora di più, sfidando noi stessi nel delirio di farli tornare ciò che erano.
Io credo che nella personalità di chi è attratto da tali esseri, vi sia effettivamente un che di narcisistico.
Detto questo,perfettamente d’accordo con l’ide di concentrarsi su noi stessi e diventare il centro del nostro universo, il sole, non la luna!
D’accordo anche con l’idea di trasferirci sul blog di Pietro, che si prodiga alacremente e con passione anche per noi!
N.
Mercoledì 7 Luglio 2010 19:08
Gentile Paola e gentile Nataly e gentile Nikita
grazie per le vostre risposte… in merito a quanto ha benissimo spiegato Paola, vorrei dare subito un modesto esempio di cosa significa un coordinatore esperto in un forum di carattere psicologico e umano IMPORTANTE.
Dalle poche frasi dell’ultimo intervento di Nikita, mi pare che la situazione non riguardi un narcisista patologico… ma figuratevi se un narcisista patologico piange davvero per non essere mollato, al massimo potrebbe simulare, ma proprio al massimo…poi anche in alcune affermazioni di Nataly sulla sessualità del narcisista patologico non mi sono tanto chiare… se pure si prodiga il narcisista patologico per dare piacere lo fa sempre a scopo manipolatorio, per stabilire un dominio, e lo fa quando ne ha voglia lui/lei… forse solo i primissimi tempi sono ‘quasi veri’, ma anche lì se si esplora bene si scopre l’aspetto manipolatorio, mai un autentico dono reciproco per amore, PROPRIO MAI, perché è questo il loro punto malato, non possono sviluppare un legame affettivo sincero, perché sono presi completamente dal loro egoismo che li porta a sfruttare l’altro e ad odiare la sua capacità di amare (dato che lei/lui non la ha). Perciò la loro follia consiste nel far innmaorare l’altro per distruggere la sua capacità di amare, il vampiro vampirizza per rendere l’altro comne lui/lei. Ma perché fa tutto questo male? Allora: il male è una forza che abbiamo tutti dentro, (si pensi ad esempio al peccato originale) il male è una forza negativa specie-specifica nell’essere umano, ma dall’altra parte c’è una forza specie-specifica fondamentale che lo compensa… che cos’è? Lo ha spiegato bene per primo, in termini psicoanalitici, Winnicott: è il SENSO DI COLPA. Il senso di colpa è fondamentale per lo sviluppo dell’individuo e della collettività altrimenti saremmo bestie feroci intelligenti. Il senso di colpa è una vocina o una vociona (anche il SUPER IO) che quando funziona fa in modo che non venga fatto il male o che ne venga fatto il meno possibile. Questo dispositivo quando è sano fa star male se si fa del male perciò si preferisce non farlo o farne poco (altre disfunzioni del senso di colpa consistono nell’essere castrante, punitivo, inibente, insomma l’eccesso opposto…). I narcisisti patologici, come gli psicopatici, hanno un disturbo per difetto del senso di colpa, fino a non averlo proprio. Per cui non si preoccupano minimamenter delle sofferenze dell’altro, anzi ne traggono piacere (anche se non in senso sadico, piacere del potere). Invece i borderline (e anche in questo blog su questo c’è confusione) hanno il senso di colpa, e sono egodistonici, cioè in conflitto con se stessi e spesso chiedono di curarsi. I narcisisti patologici, come gli psicopatici sono EGOSINTONICI, cioè sentono di trarre beneficio dal loro problema che non considerano un loro problema, ma un problema provocatogli dagli altri che devono punire per vendicarsi. Gli psicopatici serial killer (persone apparentemente normalissime) puniscono seviziando e uccidendo fisicamente, i narcisisti patologici (considerati normali da chi non ha a che fare con loro affettivamente) puniscono seviziando e uccidendo psicologicamente coloro che sono riusciti a catturrare nella loro sfera psichica con l’innamoramento.
Il problema è che avendoli amati, ed essendo l’amore ciechissimo, anche quando li si è esaminati scientificamente si fa fatica a credere nella loro totale follia affettiva.
E’ vero quello che dice Natalia circa il ‘narcisismo delle prede’, si tratta del narcisismo sano ferito (ferita narcisistica pregressa, occulta e quasi compensata). Quando il vampiro individua la ferita della preda, è come uno squialo o una iena che avverte il sangue, allora fa finta di volerla curare, come per baciarla, la preda cede e il vampiro fa 3 cose: succhia il sangue traumatizzando la ferita (la squarcia, la trapassa), inietta germi (la infetta); inietta un veleno narcotico (da Narcisos, Narkos) che rende dipendenti (intossicaziopne dipendenza).
Si tratta di metafore qui accennate, ma sul blog http://www.albedoblog.wordpress.com si lavora insieme per comprenderle in modo generale, ma a fondo – evitando la confusione tra le molteplici tipologie di pene d’amore normali o patologiche, e concentrandosi sulle dinamiche propriamente narcisista. Ciò però consente anche di sviluppare ‘diagnosi differenziali’, cioè di mettere a fuoco la propria effettiva situazione che, pur essendo dolorosa, si discosta dal narcisismo patologico, o anche si intreccia con esso.
Cordiali saluti
Pier Pietro Brunelli
Un cordiale saluto
Mercoledì 7 Luglio 2010 23:48
Penso che il contributo informativo del Prof. Brunelli sia utile e vorrei avere ulteriori rassicurazioni sul fatto che sia disinteressato, le accoglierò, tali rassicurazioni in totale fiducia. Promesso. A partire da queste attese rassicurazioni, il dove confrontarsi su questi temi non ha a mio avviso nessuna importanza. Dove ci si troverà meglio a parlare? Dove ci sono le persone e dove si cresce assieme. Ovviamente è un grande dono quello di avere con noi un esperto psicoterapeuta. Ovviamente sarà utile e bello confrontarsi anche sul blog del Prof. Brunelli. Grazie professor Brunelli per il suo invito. Parlo molto personalmente e in totale buona fede: preferirei sempre, dovessi scegliere un terreno neutrale, perché si riduce il rischio di ogni genere di potenziale, anche involontaria, manipolazione. Alle persone così belle e interessanti di questo forum: vi seguirò doveste decidere di migrare. Ma perché non sul forum del sito dell’esselunga (non so nemmeno se c’è :-), ma dico per dire. Con il pretesto di fare la spesa si può parlare volendo anche di questi argomenti. E il Professor Brunelli che tiene a noi e ci vuole supportare e aiutare ci seguirà anche lì. Ovviamente. Le etichette non sono importanti. Il blog di questo o di quello non ha importanza se non per il suo proprietario che spera quanto meno in un incremento di traffico. E ci sta anche, se i contenuti sono validi perché no. Un po’ di traffico non si nega a nessuno. Basta chiederlo. Se qualcuno avrà bisogno di un consulto psicoterapeutico averrà in ogni caso fuori di qui e con uno psicoterapeuta di fiducia che per legge non può farsi pubblicità ne aperta nè tanto meno subliminale -dunque manipolatoria- sui mezzi di comunicazione di massa, come per fare un esempio. Questo o un altro blog. Giusto? Inoltre essendo questo un forum che condivide esperienze di vittime di manipolatori, le nostre antenne per forza di cose sono e devono essere, anche qui, molto dritte. E mi scuso con tutti in anticipo per questa leggerissima vena polemica, ma non c’è nessun intento di screditare nessuno, giusto una richiesta di rassicurazione. Accetterò ogni critica, in fondo potevo stare zitta, ma non ce l’ho fatta :-). Anche la critica di essere un po’ malfidente, ma meglio chiarire subito ogni potenziale malinteso viste e circostanze. Sbaglio? Grazie per chi leggerà questo post. Ciao!
Giovedì 8 Luglio 2010 12:41
Cara NATALY
Grazie per la segnalazione bibliografica sulla relazione narcisistica. Finalmente qualcuno che la dice tutta: le relazioni narcisistiche si formano dovunque, non solo nelle coppie. Motivo per cui ritengo che questo argomento (il narcisismo e la sindrome della vittima del narcisismo) non riguardi solo la psicologia, ma moltissimi altri ambiti (legge, sociologia, medicina, antropologia, filosofia, ecc.).
Fra l’altro, a fianco alla ‘criminologia’ esiste anche la ‘vittimologia’.
Caro GIUSEPPE
Tu confondi l’essere vittima col fare la vittima. Entrambe le cose possono coesistere. Poi bisogna anche precisare che il fatto di essere (o essere stato) una vittima non toglie che oggi tu possa essere anche carnefice.
La consapevolezza di essere in presenza di un individuo disturbato – e quindi vittima – piuttosto che di una specie di divinità da idealizzare, a me personalmente sta risparmiando un sacco di inutili sofferenze. Alla larga da chi sta male dentro e non se ne rende conto!
E questo, mi permetto di sottolinearlo, centra in pieno il tema di questo blog.
Detto questo, io sono sadica e sono anche manipolatrice. Me ne vergogno, ma mi vanto di essere capace di riconoscerlo e di provare vergogna, come pochissimi oggigiorno sanno fare (ti ho risposto, UMALUNA?).
Piccole polemiche a parte, auguro a tutti un buon proseguimento di viaggio (meglio in compagnia che da soli!).
Un abbraccio a tutti
Alexa
MOTTI:
“Meglio essere lucidi da soli che delirare in compagnia” (Anonimo)
Giovedì 8 Luglio 2010 18:45
Caro Pietro
Voglio solo ringraziarti per i tuoi lunghi contributi di cui apprezzo moltissimo la freschezza e quella che a me sembra una grande spontaneità. Sono con te.
Perdonami se io invece adoro questi ‘immondezzai’ dove ci si può anche un po’ sfogare, ne ho tratto un paio di informazioni vitali e credo di averne date anch’io. Per gli altri non posso parlare.
QUello che mi piace di più, poi, è che qui posso avere sia te-esperto, sia altri esperti, sia altri-non-esperti.
In ultima analisi, ognuno fa quello che vuole, quando vuole, per i motivi che vuole, molto semplicemente, come la storia dei terremotati dell’Aquila, ricordi? Ognuno ha la propria coscienza e la manifesta come crede…
(Mi stanno cacciando dall’ufficio…)
Ciao!
Alexa
Domenica 11 Luglio 2010 10:21
Gentile Umaluma
vorrei fornire le rassicurazioni da lei gentilmente richieste. Innanzitutto tutti i servizi per la salute inclusi i medici e gli psicoterapeuti possono farsi ogni forma di pubblicità purché veritiera. La pubblicità subliminale è vietata per legge per qualsiasi categoria merceologica. Detto ciò, a me è capitato di subire un forte trauma per una relazione con una narcisista patologica quindi ho compreso sulla mia pelle che cosa vuol dire questo problema. Poiché ho due lauree e due specializzazione (tra le quali psicologia e psicoterapia) ho studiato questo problema scientificamente con la supervisione di psicoterapeuti e psichiatri di grande fama. E’ nato in me un forte sentimento di solidarietà verso donne e uomini che hanno subito questo tipo di relazione. Ho deciso di svolgere parte della mia attività con un senso di gratuito volontariato al fine di aiutare a capire, mettendocela tutta come si vede dal sito, per spiegare per bene cosa proponevo. Naturalmente non posso per legge (né sarebbe possibile) entrare nei casi individuali a distanza e quindi devo attenermi al coordinamento informativo generale. In più sono sempre disponibile verso chi mi chiede un conforto, ma non posso fare per tutti ‘telefono amico’. Allora chi desidera una consulenza approfondita sulla sua situazione specifica può prenotare un normalissimo consulto presso un mio studio a Genova o a Milano, entro i termini rigorosamente precisi della normativa dell’Ordine degli Psicologi.
Purtroppo nonostante io stia dando tantissimo con solidarietà e gratuità e legalità noto che a volte mi si guarda con sospetto e mi si chiede ulteriori assicurazioni. Vabbene, invito a leggere i miei dati nelle info del mio blog ed invito a rispettare la mia professionalità costruita con oltre 20 anni di studi e di pratica, e il mio diritto di lavorare in modo serio, cioè dimostrando veramente che mi aggiorno e faccio studi per problemi specifici, così come fanno tutti i più coscienziosi medici e psicoterapeuti. D’altra parte comprendo la diffidenza di certe persone perché viviamo in una società piuttosto falsa e ipocrita, però nel mio caso, prima di essere diffidenti bisognerebbe leggere a fondo cosa c’è scritto nell’articolo da me proposto, vedere le cautele di cui do i dettali, le mie risposte ai partecipanti, le mie referenze. Ecco allora sono sempre disponibile a dare informazioni anche al telefono (tutto è nelle info) , ma esigo rispetto della mia professionalità e che non venga messa in dubbio la bontà della mia onesta e gratuita solidarietà visibile a tutti e della quale moltissimi mi ringraziano.
Spero di essere stato chiaro affinché chiunque si astenga dal provocare pubblicamente villipendio e malfidenza alla mia professionalità, invitando eventualmente a scrivermi o a telefonarmi direttamente in privato per ogni dubbio o chiarimento.
Cordiali saluti
Pietro Brunelli
Martedì 13 Luglio 2010 11:09
ciao a tutti è incredibile viene da chiedersi stanno parlando dell’uomo ke ho conosciuto io da un’anno ho capito chi era il sentirmi dire sei pazza povera illusa cretina questo mi ha portata a capire ke razza di persona avevo davanti un mostro di insensibilità e leggere e parlarne nei forum aiuta molto soprattutto aiuta a capire noi stessi
Martedì 13 Luglio 2010 15:15
Cari navigatori
C’è un libro i cui non ricordo l’autore, ma il titolo sì: PROTEZIONE PSICHICA, di una collana esoterica.
Non vi dico con quale sorpresa, qualche anno fa, in questo libro, ho trovato descritta nei minimi dettagli l’esperienza più traumatica con un narcisista come viene descritto in questo blog che io abbia mai vissuto. In questo libro il fenomeno viene chiamato ATTACCAMENTO PSICHICO (nel libro poi si parla di tutti fenomeni immateriali del genere, compreso il VAMPIRISMO PSICHICO).
Si tratta di una sorta di AGGANCIO a livello dell’aura, fra un predatore aggressivo e una vittima ferita, la quale tipicamente ha delle ‘falle’ dove il ‘gancio’ del predatore si va ad inserire, con un immediato effetto di completezza, sicurezza e protezione per la vittima.
Secondo me è con queste sensazioni che ci agganciano.
Quella sera avevo fatto sesso con lui, lo conoscevo da 2 giorni, era di passaggio a Londra dove abitavo, poi sarebbe ripartito. La mattina dopo, senza nessuna ragione logica, mi svegliai (lui ancora dormiva al mio fianco) con una fortissima sensazione al cuore, come un vortice, un buco nel quale passava a grande velocità una corrente incontrollabile, e insieme a questa sensazione, una serenità incredibile.
Ho girato la testa e l’ho guardato, pensando: “MA CHI E’ QUESTO???”.
Era solo l’inizio. Considerato come stavo quando l’ho conosciuto (sola, sradicata, rinnegata, senza più neanche l’ombra del MIO NARCISISMO DI FORTUNA che fino a quel giorno mi aveva protetto dal peggio), il meno che potesse succedermi era di incontrare il demonio in persona.
Tutto quello che ho fatto da quel momento in poi della mia vita, IL DISASTRO CHE HO REGALATO A ME STESSA, lo devo solo a questo incontro, avvenuto la notte del 31 dicembre 1999. Niente è più reversibile.
Che la scienza riesca a beccarli prima possibile, alla faccia di chi sa solo incolpare le vittime.
A tutti auguro di rimaginare in tempo quella ferita, a differenza di come ho fatto io.
Un forte abbraccio a tutti e grazie per le condivisioni.
Alexa
Martedì 27 Luglio 2010 16:23
cara alexa io credo fortemente che voi siate vittime e basta,per questo dopo tanti anni sono voluta dientare vittima anch’io del mio narcisista,ma io oggi nn mi sento tale non sono una vittima io ho baciato una persona con un nome e cognome che si e’ denudato davanti a me(pura illusione???sara’ ma io l’ho fatto dopo 5 anni…volevo baciare l’originale e non il falso(bello,attraente,simpatico,disponibilee comprensivo…TUTTE CAXXATE QUELLE)…lui e’ fragile,insicuro e privo d’dentita’…o meglio la sua e’ ferma a tanti anni fa…e sono certa che sarebbe stato una persona fantastica se qualcuno non gli avesse bloccato il suo essere.Da quel bacio e ‘sparito,ero certa,tanto che dopo ci siamo parlati e ci siamo confessati che nn c’erano state le cosidette farlafalle nello stomaco,io non sto male,accetto la sua scelta e lo lascio libero di non chiamarmi d’altronde perche’ farlo???oramai sono vittima/preda, per lui,PER LUI,per me NO ASSOLUTAMENTE NO…volevo farlo e l’ho fatto,non soffro e gli auguro tutto il bene…IO SONO CERTA CHE LUI GUARIRA’ E’ RIUSCIRA’ A VIVERE UNA VITA DEGNA…(si fa seguire ed e’ cosciente di quello che fa,forse un pochino spaventato)…vi auguro a tutti di pensare che la vita e’ bella amatela e amatevi sempre…SIETE ESSERI SPECIALI E VERAMENTE…LA REALTA’ E’ SPECIALE E BELLA ANCHE QUANDO SEMBRA CHE TUTTO CROLLA,ANCHE QUANDO NON E’ COME LA VORREMO…LA VITA E’ BELLAAAAAAAAAAAA!
Sabato 31 Luglio 2010 15:19
Cara Mimi
Mentre si elabora una qualsiasi perdita la vita è semblicemente orrenda
Autosuggestionarsi per farsela sembrare bella non è solo inutile, è controproducente, ed è LA MATERIA STESSA DI CUI E’ FATTO IL NARCISISMO: cioè la non disponibilità dell’io a soffrire e a crescere.
Ce io sia certa o meno che un narcisista X (ammesso che sia questa la sua diagnosi) un giorno possa guarire è perfettamente irrilevante: lui è quello che è e fa quello che fa A PRESCINDERE DA ME E DAI MIEI PRONOSTICI, proprio come chiunque altro. Sono pronta ad accettare questa amara verità?
Infine, fino a prova contraria, NON ESISTE UNA CURA EFFICACE PER IL NARCISISMO, solo emerite chiacchiere di chi fa esperimenti basandosi su letteratura autoreferenziale che di sperimentale non ha assolutamente niente.
Certo che è bella la vita, perché anche la ricerca di quello che ancora non è stato trovato è avvincente e per cercare ci vuole fede, ma prima ancora il CORAGGIO DI CONFRONTARSI CON LA REALTA’ per quella che è.
E non c’è nulla di male o di vergognoso a DICHIARARSI VITTIME. CHI NON LO FA LO E’ DOPPIAMENTE.
Buon vento a tutti
Alexa
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DELIRI FAMOSI
“L’operazione è riuscita, peccato che il paziente è morto” (Chirurgo Anonimo)
Mercoledì 4 Agosto 2010 01:17
Elaborare una perdita inaspettata si certamente e\’ una fase tremenda ma sai che le perdite fanno parte della vita e quindi si accettano,poi quando una perdita era semplicemente scontata beh e\’ un apasseggiata di salute (secondo me)…io non mi autosuggestiono,semplicemente apro gli occhi la mattina e amo la vita e ringrazio Dio…e vivo la mia giornata consapevole del fatto che ogni minima cosa mi fara\’ crescere come persona dal fallimento che incontrero\’ in quella giornata alla gioia che mi serbera\’… lui è quello che è e fa quello che fa…mmm… lui e\’ quello che sono gli altri e fa quello che si aspettano gli altri…e quando fa di testa sua non lo fa vedere…ma io non voglio parlare di lui…per lui voglio solo la sua felicita\’…parliamo di me parliamo di me vittima cara alexa…che dirti si la vita \’e bella e ci vuole coraggio(e\’ stato il nostro ultimo brindisi:al coraggio!chiesto d ame e fatto da lui) il CORAGGIO E\’ VERITA\’…questo e\’ il mio motto…e\’ il motto della mia vita…e la verita\’ potremmo dire che e\’ realta\’ allora che ne pensi???cmq se vuoi che ti dica che sono una vittima te lo dico…ma non mi sento tale…ho avuto il coraggio di baciare un narcisista diagnosticato…sapevo chi avevo di fronte e mi prendo le mie responsabilita\’…ora c\’e\’ il silenzio…ipotizziamo:non chiama perche\’ oramai ha ricevuto la preda?non chiama perche\’ non gli interesso?non chiama per attirare l\’attenzione?…mettiamo che io nn sappia la sua risposta, so la mia:non chiamo perche\’ io non voglio nulla da lui,lo lascio libero…doveva andare cosi\’…domani e\’ un altro giorno…ti saluto cara alexa!
Giovedì 14 Ottobre 2010 14:40
Credo di essere stata vittima di un narcisista..fino a qualche mese fa non riuscivo a rendermi conto se ero caduta in depressione per motivi miei o per altri fattori esterni a me, poi ho avuto la lucidità di capire che il mio male è lui.
Ho iniziato la mia storia con lui 4 anni fa…il mio matrimonio era in crisi da qualche anno, l\’ho conosciuto e da lì a poco è diventato insostituibile per me..telefonate, sms, nelle quali si dimostrava particolarmente interessato al mio benessere psicologico e materiale. In poco tempo mi sono separata e poi lui ha detto di amarmi..abbiamo passato un anno bellissimo, anche se già alcune cose che mi diceva mi sembravano strane, comunque mi appariva come l\’uomo che avevo sempre desiderato..attento, premuroso, dolce e presente…tutto ciò di cui in quel momento avevo bisogno.
Dopo un anno, al momento della separazione legale, ad un tratto mi dice che nn è più sicuro di amarmi e che si prende un periodo di pausa..credevo di impazzire, ero abituata a sentirlo anche 4 o 5 volte al giorno, ovviamente chiamava lui, nn avevo amici, ero sola e disperata. Lui si negava diceva che aveva bisogno di restare solo.
Passato poco tempo ritorna a farsi vivo, l\’avverto che nn voglio più soffrire, mi dice di nn preoccuparmi, ma da lì in poi il suo atteggiamento verso di me cambia…diventa prepotente, mi dice cose sgradevoli anche sotto forma di battute che però feriscono i miei sentimenti…crea uno stato di ansia dentro di me e di paura dell\’abandono, volevo essere perfetta, cercavo di dare tutta me stessa in tutti i sensi per compiacerlo per ritornare a vedere l\’uomo del quale mi sono innamorata..però quell\’uomo nn l\’ho più visto…tra continui abbandoni da parte sua quando vedeva che volevo imporre la mia volontà e poi ritorni per vedere se mi aveva sottomessa sono arrivata ad oggi…l\’ho lasciato perchè nn ne potevo più di quest\’ansia continua, avevo paura di avere delle esigenze mie, di chiedergliele, perchè per lui erano solo critiche nei suoi confronti, era sempre vago rispetto al nostro futuro, nn ne parlava mai e quando chiedevo sicurezze e certezze me le dava sempre con discorsi che alla fine nn portavano a niente, ma secondo lui dicevano tutto…nn mi diceva mai, forse una o due volte, spontaneamente un \"ti amo\" e quando glielo chiedevo diceva \"si,si\"..diventava ogni giorno sempre più egoista anche nei rapporti sessuali dovevo io eccitarlo e poi soddisfarlo..a volte quando gli andavo vicino sembrava che gli desse fastidio e quando io mi ribellavo a lui dicendogli le cose che nn andavano bene mi diceva che mi inventavo tutto…insomma mi sembrava di essere diventata un\’altra persona…ero una donna forte ed energica, solare e positiva e sono diventata una larva dipendente dai suoi voleri, ogni tanto mi dava qualche soddisfazione per poi prontamente bastonarmi quando mi vedeva felice e tranquilla..soffro per lui perchè staccarmi è molto difficile ma voglio liberarmi da questo rapporto che mi ha distrutto .. lui ha ucciso la mia anima
Domenica 24 Ottobre 2010 13:45
Cari tutte/i,
ho letto con molto interesse, grazie per tutti gli interventi.
Io ho bisogno di informazioni riguardo un rapporto madre manipolatrice affettiva-figlia (io appunto).
Mia madre lo è in pieno e, purtroppo, anche mio fratello…
ho sempre saputo che tra me e lei il rapporto era difficile, se non impossibile, ma ritenevo fosse una questione di crescita… poi sono andata a vivere per conto mio a 18 anni e, nonostante le continue difficoltà, il fatto di vederla poco è stato balsamico…
raccontare la lunghissima lista di soprusi, un carattere impossibile che di continuo mette in dubbio, sottovaluta, fa paragoni tra me e mio fratello… una donna che quando avevo 39 di febbre si è rifiutata di darmi da bere… le umiliazioni costanti, il frustrarmi come persona, donna… cercare di sapere ciò che desideravo per poi impormi il contrario e volermi far ammettere che era quello che volevo e che avevo chiesto….raccontare di me ogni particolare intimo ad ogni persona conoscesse… avevo sempre la sensazione di essere una bambina un po\’ ritardata….e chi ci circondava mi trattava con disinteresse e superficialità come se non fossi in grado di capire di più… ancora oggi, io ho 47 anni e purtroppo da 3 a causa di una relazione con un manipolatore (la prima della mia vita con un soggetto simile) è in guerra, perchè di questo si tratta, con me…
non ricordo chi ha parlato di essere sereni, ma so che funziona… ho, negli anni, letto moltissimo di psichiatria e ho fatto terapia per poter tenere dei gruppi di esercizi bioenergetici…. ma solo ora che sono 3 anni che sto nuovamente gomito a gomito con lei, dopo essere stata capace di riconoscere e liberarmi del mio ultimo compagno manipolatore, ho capito che è malata e che io ne sono terrorizzata, credetemi…. è come vivere in un reparto psichiatrico senza mai avere il turno di riposo…
e nonostante abbia 72 anni, ha la forza di plasmare la sua giornata per fare ogni cosa scovi per destabilizzarmi…. i discorsi con lei, sin da quando ero bambina, sono dei double bind, voltafaccia, negazione della realtà compresa quella di un fatto che è sotto i nostri occhi….
non so, non è possibile descrivere le infinite sfaccettature della cattiveria che la pervade, ma che leggo nei suoi occhi da sempre…. fa del distruggermi uno scopo di vita….
non vi chiedete come mai sono ancora qui…. ho perso il lavoro e la casa a causa del compagno manipolatore e ancora non ne riesco a trovare uno che mi permetta di andarmene da qui…
pensate a ciò che subite con i vostri compagni/e manipolatori e trasferitelo ad una madre che in più ha avuto e abusato del potere che hanno tutti gli adulti sui piccoli… levate la sfera sessuale ovviamente, anche se pure li ha cercato di mettere prepotenemente bocca, ma non le ho dato modo di farlo…
Grazie a tutti e molto amore…. baci
Giovedì 4 Novembre 2010 10:19
Cara Cristina, ci hai preso in pieno…sei vittima di un vampiro narcisista…ma il fatto che tu l’abbia capito ti aiuterà ad uscirne, salvo poi ricaderci, forse, con qualcun altro, perchè la verotà è che questa gentaccia ci attrae..
siamo su facebook se può interessarti nella pagina chiamata “narcisismo patologico”
un abbraccio!
Giovedì 4 Novembre 2010 12:14
Non posso credere che un tema così delicato nel narcisimo- vampirismo -vittimismo sia andata a finire su Facebook.
Ci sono persone che si suicidono per questi motivi.
Mi piacerebbe sapere chi di voi ha avuto questa brillante idea.
Premesso che faccio uso di Facebook, non fraintedetemi, ma che qualcuno pensi che condividere il problema con altri su questo mezzo possa portare aiuto , non ci credo, anzi è solo ridicolizzare il problema o sminuirlo, quando invece è un problema molto serio.
Ovviamente sarà opera di qualche narciso che non si smentisce mai. Eh, siamo su Facebook, vieni a vedereci.
Boh, saro\\\\\\\’ diventata vecchia, ma parlo con cognizione di causa.
sciti anche tu, siamo su Facebook\\\\" …. che pena….
Sabato 6 Novembre 2010 20:07
Grande Marta
Per guardare in faccia una madre-mostro ci vuole un coraggio esistenziale e si rischia la follia.
I genitori narcisisti si disinnescano con la confrontazione, purché sia fatta bene, seguendo tutte le tappe, senza fretta, quando sei pronta.
Io l’ho fatta e sono libera.
Susan Forward, Toxic Parents, pubblicato negli anni ottanta, temo mai tradotto, ma se ti serve ne ho tradotto le parti più utili in italiano.
Coraggio, non sei sola…
Un forte abbraccio
Alexa
Sabato 6 Novembre 2010 22:12
torno\’..ci ricaddi..e si rivelo\’ persino fedifrago. Attenzione, loro non possono fare a meno di sedurre..x fortuna tante altre sfumature comportamentali di questa orrenda persona, le ho capite grazie a voi. Assenza di gelosia, ambiguità, interesse vero nei confronti della persona scelta..inesistente. Comincio a riprendermi adesso dopo le altre orribili scoperte..e il suo super-io è tornato fuori. Cercava di fare la vittima anche se l\’ho smascherato! Il mio istinto aveva ragione e l\’unica rabbia che provo adesso è rivolta anche a me stessa per non aver creduto abbastanza in me. Non accadrà mai piu\’.
Domenica 7 Novembre 2010 18:40
E’ vero Giulia. Loro ritornano sempre perche’ non possono stare senza il desiderio di sedurre. -se non lo facessero piu’ sarebbero morti.
Non tornano perchè ti vogliono bene ed hanno un atteggiamente costruttivo dell’amore, ma tornano solo per confermare a se stessi la loro potenza (che credono di avere) la loro seduzione e far sentire le loro vittime schiacciate oppresse e succubi . Quando riescono nel loro intento, questa è grande soddisfazione per loro e si godono tanto. Ma è una felicità effimera che lascia il tempo che trova (vivono solo dell’emozione della conquista, nulla piu’ perrchè non sanno andare avanti). Non lo fanno mai per amore perch’ non sono capaci di tale sentimento. Loro sono come dei bambini che hanno bisogno della loro mamma che sia sempre lì per loro e che li sappia coccolare. Ricorda, un bambino non è capace di amare perch’ non sa ancora cosa vuol dire, ma diventa molto coccolone con la sua mamma per indurla ad amarli.Nulla piu’.
Qesto è solo un atteggiamento egoistico, se rapportato ad una persona adulta, un bisogno personale da soddisfare per sentirsi bene, ma non per amare un’altra persona.
Io sto tenendo duro, ma ora dopo mille tentativi ti giuro che lotengoa distanza con molta piu’ facilità. Importante è capire che cosa li muove.
Sentirsi rifiutati, per loro è inammissimile. Per questo si fanno cosi teneri nel momenti in cui di devono riconquistare. Ma una volta tornata, il trucco è finito. Hanno fatto centro nel loro intento, e quindi tu diventi solo una pedina per l’ennesima volta.
Loro sono innamorati solo di se stessi ( ma non si vogliono bene perch’ non riescono ad amare gli altri).
Non cedere, perchè’ faresti solo il loro gioco egoistico, solo per una sfida, un capriccio.
Poi, tieni presente che loro non hanno niente di costruttivo nelle relazioni, ma solo un modo per tenere il controllo il potere e farsi vedere belli e grandi per farsi ammirare. Nulla piu’.
Non avercela con te stessa se non riesci nel tuo intento. Magari accadrà di nuovo, ma ti assicuro che se capisci queste dinamiche, la prossima volta sarà piu’ facile mandarlo a quel paese e venirne fuori.
Tieni presente che loro non sanno cosa vuol dire COSTRUIRE UNA RELAZIONE.
La vogliono solo per avere uno specchio in cui bearsi.
Io tengo duro perchè’ avendo capito che si ha solo a che fare con dei bambini , per giunta perversi e psicopatici che non servono a nulla, se non per succhiarti le tue energie preziose. Comunque loro non vogliono guarire, stanno benissimo così. Guariranno e cresceranno solo se messi a confronto con una tragedia. Ma non soffrono per amore e sentimenti come noi. Soffrono se quacuno non li vuole piu.
Dai loro una mano, e fa sì che possano maturare almeno con il tuo gesto di riufiut0.
Non avercela con te stessa. Anzi, loro con la relazione ti hanno fatto capire le tue lacune affettive affiche’ anche tu possa crescere. Sono sicura che il tuo subconscio ti ha guidato verso queste persone per farti da specchio , per capire le tue lacune e debolezze. e fincheè non ne verrai fuori del tutto, queste situazioni continueranno a ripresentarsi perchè tu non avrai anocra imparato la lezione.
Fa parte dlle leggi dell’universo, della tua crescita personale.
Prendila piu’ leggermente e quando pensi alla rabbia che hai in corpo lasciata da questi individui, mentalizzati immediatamente con una persona nuova inventata, e una situazione bellissima che emotivamente di fa stare be ne. Vedrai che pian pianino i ricordi verranno meno e guariari.
La rabbia porta solo rabbia, le belle emozioni ci fanno solo stare bene. Cerca di perdonarli dentro di te, ma solo per lasciarli andare.Purtroppo la rabbia che sentiamo per certe persone, le trattiene invece di allontanarle.
Un abbraccio
Lunedì 8 Novembre 2010 11:45
Cara Argy Paola,
non vedo grande differenza tra il parlare del problema su uno spazio dedicato in facebook e parlarne qui. Cosa credi che questo spazio nonsia accessibile a tutti? pensi di stare chiusa in una stanza?
io non capisco il tuo scandalizzarti, lo trovo francamente ridicolo.
Siamo su internet e tutto è accessibile a tutti, a meno che non occorrano delle pass per entrare.E non è il caso di questo sito.
Io rispetto la privacy di chiunque, del resto chi non vuole farsi identificare può nascondersi dietro l’anonimato.
Pesonalmente non ho aperto io la pagina sul narcisismo patologica di cui avevo parlato, ma vi ho trovato moltii spunti interessanti e un modo per restare quotidianamente in contatto con persone che hanno lo stesso problema di cui si discute qui o che comunque se ne interessano in un modo o nell’altro.
Avevo lanciato l’idea solo perchè sò che mi connetto molto più di frequente a facebook che qui.
Nessun mezzo è di per se malvagio, tutto dipende dall’uso che se ne fa e dagli occhi di chi guarda.
Cari saluti.
Martedì 9 Novembre 2010 11:32
E\’ vero Nataly.
Ho aperto la pagina in facebook e mi sono ricreduta.
E\’\’ comunque un modo per stare in contatto quotidianamente con altre persone e anche se vuoi per diminuire il problema , ma non la sua importanza.
Ovviamente questo mio dissenso di primo acchito è dovuto al mio forte trauma con una persona narcisista che doveva essere continuamentente in mostra in tutto e per tutto in modo roboante e quindi ho collegato il tutto a quella cosa.
Mi sucso ma mi devo ricredere.
Poi un\’altra cosa:
Per le vittime puo\’ essere di beneficio perch\’ capiscono che è un male che colpisce tantissime persone e si puo\’ guarire.
Per i narcisisti, potranno capire quanto siano ridicoli agli occhi degli altri e magari gli farà un po\’ bene .
Forse è anche un reciproco aiutarsi .
Grazie
Martedì 9 Novembre 2010 22:46
Ho letto attentamente tutto l\\\’articolo ,non tutti gli interventi. Dopo 20 anni vissuti vicino ad un uomo del genere ho chiesto la separazione, ma sono preoccupata dalle sue reazioni squilibrate. C\\\’era sempre qualcosa di oscuro che mi sfuggiva, la nascita delle figlie, la mie indole mite e di adeguamento alle sue richieste. Poi la malattia di mia figlia, disturbo alimentare, ho iniziato a voler sapere, capire, ancora tentativi di mantenere in piedi questa famiglia. Inutile, la sua malattia legata al cuore lo ha fatto esplodere.
Non voglio ripetere tutte le umiliazioni e svalutazioni da lui compiute in tanti anni,tradimenti, mancanza di affetto di interesse anche sessuale, di cui me ne attribuiva la colpa. Le figlie ignorate, solo di fronte agli amici dimostrava attenzione. Riesce a modificare la realtà a inventarsi storie allucinanti in cui ti intrappola con i sensi di colpa indotti. Uso del denaro come controllo e privazione
Alla mia richiesta di separazione ha reagito chiedendo alle figlie ormai adolescenti di scegliere se stare con me o andare con lui, loro hanno scelto me, da quel giorno le punisce ignorandole.Ora ho la piena convinzione che è malato vorrei solo prevenire le sue reazioni, se mi potete consigliare grazie.
Mercoledì 10 Novembre 2010 02:43
Cara Argy paola, mi fa molto piacere che ti sei ricreduta, dando prova, tra l\’altro di intelligenza, visto che solo gli stupidi non cambiano mai idea.
Spero allora di trovarti li, a sfogarti un pò insieme a noi e a prendere in giro i nostri \"amici\" vampiri.
Bacio.
Domenica 14 Novembre 2010 20:44
ho letto le vostre storie che piu’ o meno nelle parti salienti sono identiche. anch’io ho avuto una storia con un narcisista. la storia oggi è finita ma io mi sto chiedendo se sono pazza o è normale che un narcista riesca ad usare persone x farmi sentire tale.mi fa seguire anche se lo nega ma non perche’ è interessato a me ma per farmi sentire sempre piu’ sola. l’atteggiamento delle persone che conosco è cambiato le persone che incrocio fanno strani gesti con la bocca….insomma è una persona rispettabilissima all’apparenza e penso che visto il cambiamento degli amici e dei conoscenti nei miei confronti mi stia facendo apparire un mostro…..io sono convinta che non sono mie fantasie ma le cose che mi stanno accadendo sono veramente assurde e mi chiedo quando mi lascera’ in pace o non sara’ contento fino a quando mi suicido. ho gia’ lasciato il lavoro ormai non mi fido piu’ di nessuno……vi prego aiutatemi a capire se sono pazza o se tutto cio’ puo’ essere vero
Lunedì 10 Gennaio 2011 07:43
HO CONOSCIUTO un narcisista maligno, mi raccontava un sacco di balle cariche di dettagli, difficili da non crederci, all’inizio ci sono cascata per un po di tempo, poi ho cominciato ad aprire gli occhi, e a chiedermi come mai tutte ste cose strane capitassero a lui, e che fosse sfiGATO NELLA VIta malattia su malattia, e come si facevA CREDERE, E COME TI CONVOLGEVA, MALATO ALL’ULTIMO STADIO,
Martedì 8 Febbraio 2011 22:20
in ogni vittima c\’è un carnefice e in ogni carnefice una vittima
questo per dire che il vostro dibattito rappresenta in un certo senso la lunga guerra che combatto da 10 anni (di psicoterapia) dentro di me. ho studiato pedagogia e psicologia. Sono stata vampirizzata; e a mia volta;vampiro\".
siamo solo le due facce della stessa medaglia:un vuoto d\’amore incolmabile…c\’è chi succhia e chi si fà succhiare colmando il buchi della soddisfazione di sentirsi utile e d\’aiuto.(non a caso le vittime spesso svolgono professioni d\’aiuto)
Leggendo alexia ho trovato parti di me nonostante io abbia avuto una relazione con un narcisista patologico che poi ho scoperto mi faceva da specchio……
vittime e carnefici io penso che è dentro di noi la battaglia e si nutre del nostro dolore…il persecutore si aggancia al nostro persecutore interno!!!!
buon cammino a tutti!
Sabato 26 Febbraio 2011 13:36
Ciao a tutti,
mi sento come chi accede all\’anonima alcolisti……ebbene anche io vittima di un uomo con disturbo narcisistico di personalita\’.Da 7 giorni non sto piu\’ con lui,(ci siamo lasciati mille volte in 6 anni che siamo stati insieme!) spero solo sia l\’ultima perchè altrimenti ne moriro\’,sento che il mio corpo e la mia mente sono schiacciati come da una forza centrifuga verso il limite estremo della sopportazione.Ma i guai arrivano adesso,malgrado quando mi lascia per motivi assurdi e deliranti sul momento sto bene,anzi mi sento libera e penso …ma come sono potuta stare con lui….dopo meno di 48 ore,quando la rabbia acuta va scemando,piombo nella paura, nell\’angoscia di chi gli manca una droga.Inizio a sentirmi vacillare,mi pervadono sensi di colpa,bisogno di lui,la sensazione di un vuoto doloroso al centro del petto che si riesce a smorzare solo se piango,ma non riesco nemmeno più in questo.Mi sento davvero male! per adesso solo questo,sono pure bloccata nell\’esprimere il mio dolore.Grazie comunque per avermi ascoltata.
Cercherò di resistere!
Domenica 27 Febbraio 2011 10:33
Cara Claudia,coraggio, il tempo penso che possa farti sentire meglio, alemeno è quello che io paercepivo nelle pause in cui lui non c’era piu’. Poi si sa ritornano sempre e noi in qualche modo li accettiamo perchè mosse dalla pietà, dalla voglia di ritornare ad amare, etc….
Una cosa pero’ mi sono sempre chiesta: dalla descrizione che si fal del narcisita patologico si evince che è lui a mollare il rapporto, va e viene come gli fa comodo. Nella mia storia invece, sono sempre io quella che molla, per i suoi tradimenti , per i discorsi vuoti cretini, per il non rapporto basto su esteriorità anzichè sensibilità reciproca, per la non fiducia che ho sviluppato in lui, perchè si sa l’uomo perde il pelo e non il vizio…… Certo, i suoi tradimenti per me ormai sono diventati immaginari, difficile coglierlo in flagrante, ma visto che l’ho beccato due volte per me è si comporta cosi. Oltretutto lui non vuole convivere, perchè secondo me vuole sentirsi libero di fare la sua vita parallela.
Non vorrei aver fatto una diagnosi personale di lui sbagliata, visto che lui non molla mai il rapporto, ma sono semre io.
Qualcuno mi sa rispondere’ ?
gRAZIE
Lunedì 28 Febbraio 2011 10:12
vorrei risponder a cristina, n.63, ci sono tante cose di cui hai parlato che assomigliano spicciacate alla descrizione della persona che ho conosciuto io, e lui mi racconto’ di una certa cristina, ma avete lavorato insieme? magari e la stessa. se invece non e’ la stessa allora ci sono tante persone fatte dello stesso calibro, e questo mi dispiace.
Martedì 1 Marzo 2011 03:16
Paola, è certo che un narcisista, non puo’ essere lasciato, sarebbe un colpo per il suo io. Mille volte mi tratta male mi abbandona ma poi ritorna fa parte della loro malattia. E’ una tattica che usa. Anche i tradimenti eintrano in questa dinamica, mente il mio mente pure l’evidenza arrivo a pensare che ha una doppia personalità. Sta rovinando le nostre vite.
Martedì 1 Marzo 2011 09:36
per rispond. a paola e ad elisab. lui non molla mai il rapporto perche’ le piace tenere il piede in piu scarpe, questo vuol dire che usa piu faccie a seconda delle situazioni che gli presentano, un classico del narcisista e della personalita’ multipla e del narcisista bugiardo patologico.racconta favole diverse a ciascuno delle sue amanti, tanto che non se le ricorda nemmeno a distanza di tempo, ma le vittime che sono innamorate, si ricordano anche i minimi particolari, e prima o dopo si scoprono gli scheletri nascosti, purtroppo per noi vittime e’ gia’ troppo tardi, perche non riusciamo piu a fare a meno di loro, che ormai ci siamo idealizzati l’uomo come lo volevamo, peccato che e’ un uomo finto, e chi glielo va a spiegare al nostro cuore che ci siamo innamorate di un fantasma? li avete mai visti sotto questo punto di vista?
Martedì 1 Marzo 2011 13:38
Hai centrato in pieno quello che sta succedendo anche a me…dopo un anno scopro uno sciame di relazioni parallele e ora una a cui scrive “amore”, con me non utilizza tale termine!
Dopo che gli ho detto che ho scoperto tutto, non sembra minimamente intenzionato a perdermi, anzi l’ha detto esplicitamente, ma al tempo stesso non ha più neanche lo pseudo rispetto di prima, nel fingere di condurre un’altra vita.
Ora io so e per il momento ho accettato di continuare a vederlo, sono schiacciata dalla mia stessa fragilità
non ho la forza di chiudere, non voglio accettare che quest’uomo che tanto adoro, nasconda, in realtà, un fantoccio incapace di rapporti autentici…ma io voglio uscirneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee|
Giovedì 3 Marzo 2011 09:29
Ciao a tutte e grazie… leggere i vostri commenti mi aiuta molto. Sto uscendo da una relazione con un uomo narcisista con il quale, tra fidanzamento e matrimonio, ho avuto un legame che dura da quasi 16 anni e dal quale ho avuto una splendida figlia che amo moltissimo e grazie alla quale ho avuto la forza di reagire, di entrare in terapia, di approfondire e studiare la patologia di cui soffre il mio ormai ex partner.
Ringrazio soprattutto il Dott.Brunelli … leggere il suo blog e le sue risposte nonchè le testimonianze delle vittime mi è stato di grande aiuto … voglio uscire da questa sofferenza, dalla violenza e oppressione in tutte le sue forme, dall\’inganno, la falsità, il tradimento… ho rischiato di compromettere gravemente la mia salute, non solo psichica ma anche fisica e ringrazio l\’amore che ho per la mia bimba di tre anni che mi ha spinto a cercare aiuto.
Quello che chiedo al Dott.Brunelli e alle mamme che sono uscite da una relazione con un manipolatore affettivo è il cosa aspettarsi da lui dopo una separazione, come tutelare me e la mia bambina e come trattare con il mio ex affinchè lei soffra il meno possibile … insomma :dovendo averci a che fare ed essendoci un bimbo di mezzo: come si tratta un malato di questo tipo perchè risulti il meno pericoloso possibile?
Io non ho nessun bisogno di confronto, recriminazioni nè di riversare la mia rabbia su di lui … lo voglio soltanto il più lontano possibile dalla mia vita ma vorrei consigli, soprattutto da un esperto terapeuta su come gestire al meglio i contatti necessari. Grazie di tutto cuore per le vostre risposte
Lunedì 7 Marzo 2011 08:22
per risp. a nataly. potrai uscirne solo quando sarai tu stessa a volerlo, senza contare su di lui, perche a lui sta bene cosi, continuera’ su quella strada, e se sa che tu sarai sempre disponibile a farti del male, lui continuera’ a mettere il coltello nella piaga, e tu continuerai ad accettare sempre la situazione, solo perche’ non riesci a stare semza di lui. anche io ancora adesso che non lo sento da mesi, so che sono sulla strada giusta perche’ senno’ ci rimetto come salute, e lo faccio per me stessa, purtroppo la realta’ e’ questa, abbiamo preso un granchio.e’ sai qual’e’ la mia piu grande vittoria, e lui lo sa, che ho vinto io a non sentirlo, a non vederlo, e disattivarlo, IGNORANDOLO lo so e’ dura da mandare giu perche noi viviamo ancora bei ricordi, che purtroppo sono falsi, e loro non sono quello che ci aspettavamo.devi REAGIRE!
Venerdì 1 Aprile 2011 12:17
Una domanda: ma i narcisisti sanno di di essere tali nel loro intimo più profondo?? hanno tutti la consapevolezza dimostrata da alexa? cmq anche io mi sono lasciata ormai da due mesi con un narcisita manipolatore che come primo lavoro fa quello di intrattenere uno sciame di ragazze ingenue, come secondo il giornalista impegnato.ha continuato a negare nonostante l’evidenza delle prove continuando a darmi della pazza.. che frustrazione, che rabbia, che tristezza.
nataly sono nella tua stessa situazione :non voglio accettare che quest’uomo che tanto adoro, nasconda, in realtà, un fantoccio incapace di rapporti autentici…non riesco a uscirne..mi farebbe bene, forse incontrare persone che abbiano subìto le stesse cose.. Dovremmo organizzare degli incontri.. o forse già esistono?
Venerdì 1 Aprile 2011 13:27
i narcisisti, hanno una grande difficolta’ a comprendere noi persone normali, quando parliamo.il mio mi diceva sempre: mi piace sentirti parlare, mi piace tutto di te ma sei il mio sogno irragiungibile, io non ti merito, io non valgo nulla, mi faccio schifo da solo,sei una bella donna, mi piaci,tu vali molto di piu di quanto credi. da un lato ti apprezzano perche trovano in te un qualcosa che a loro puo’ essere utile, che sia bella posizione, buon lavoro, soldi che le possono dare la possibilita’ di fare sogni tranquilli, ma senza responsabilita’, figli non ne vogliono perche loro devono essere liberi di agire,con altre donne,senza avere altri pensieri che li assillano.il mio avrebbe lasciato addirittura la moglie per me, ma quanto sarebbe durata… mi avrebbe pulita e poi saluti e baci, l’amore e’ finito , mi avrebbe detto. io mi sono accorta in tempo che cosa voleva da me, e molto gentilmente al contrario di cio’ che ha fatto lui, diplomaticamente le ho detto siamo depressi tutti e due, non voglio creare casini di nessun genere, ne a me ne a te, per il bene della nostra salute non cercarmi piu.lui credeva che io scherzassi. le e’ dispiaciuto un casino lasciar andare un buon bocconcino, che a lui faceva comodo.ora e’ incazzato con se stesso lo so ormai ho imparato a conoscerlo bene, lui mi ha studiata in lungo e in largo, ed io ho studiato lui leggendo saggi sui disturbi di personalita’ e leggendo forum dove ci siete voi che esponete i vostri problemi, che mi avete aiutata molto, solo grazie a voi io ne sono uscita. so di essere ancora nel suo mirino, ma lui non sa che io ho ancora una carta da giocarmi, se mi dara’ ancora fastidio…. un bacio a tutte
Mercoledì 6 Aprile 2011 12:45
GAIA certo che esistono gruppi del genere: sono quelli basati sui 12 passi.
Cerca nella tua città i “Codipendenti Anonimi”. Non posso dirti di più.
Alexa
Mercoledì 6 Aprile 2011 22:59
ho sposato un tipo simile, 21 anni di matrimonio e 2 figli e una societa’ in comune! sto per separarmi ma il problema rimane per il lavoro e uno dei figli lavora in questa attivita’!
sono disperata e non so come uscirne, la casa oggi è un angolo di paradiso ma il lavoro è un inferno per la sua presenza, per la sua lingua biforcuta, per le sue ambiguita’! non si è ancora rassegnato per la nostra separazione, è un continuo assillo!!mi ha tradito tante volte, mi ha picchiato, insultato e ha allontanato qualsiasi ombra di amica! oggi sono in analisi e sto ricominciando a vivere. Ho fatto nuove amicizie, riesco a ridere, mi vedo persino bella e affascinante ma il problema rimane per la sua presenza!!!non lascerebbe mai l’attivita’ perche’ è la luce dove si rispecchia, successo ,soldi, avverte l’invidia dei suoi amici ma tutto questo è dovuto solo al mio lavoro, la mia tenacia, lui è solo la cicale mentre io sono stata la formica operaia! ma oggi ho preso coscienza di cio’ma quell’essere vuole ancora il mio sangue!! che io sia forte abbastanza per superare tutto cio’… chi li ha conosciuti sa la sofferenza che offrono, dolore, delusione, violenza, derisione, sarcasmo…io voglio vivere…oggi ancor piu’…perchè sono senza di lui nel mio cuore ma non nel lavoro che amo, rispetto ! forza e coraggio tiriamo avanti che giorni pieni di luce ci aspettano
incasinata piu’ che mai
un abbraccio a tutti
antonella
Giovedì 7 Aprile 2011 12:27
tieni duro ANTONELLA ,NON PERMETTERGLI DI INDEBOLIRTI PSICOLOGICAMENTE. LA SUA PRESENZA DIVENTA UN’INFERNO, PERCHE TU HAI COSTANTEMENTE PAURA, DI AFFRONTARLO, DI METTERTI A CONFRONTO,AVENDO POI UN FIGLIO CHE LAVORA ASSIEME A VOI, LUI TENTERA’ DI PORTARSELO DALLA SUA PARTE MANOVRANDOLO.CERCA DI STUDIARE LE SUE MOSSE, DI CAPIRE QUALI SONO I SUOI PUNTI DEBOLI( IN QUESTI 20 ANNI LO AVRAI CAPITO), NON FARGLI CAPIRE UNA VIOLENZA DIRETTA NEI SUOI CONTRONTI, MA SPIAZZALO, SEMPRE , DI CONTINUO COME FA LUI CON TE. NON PER ESSERE CATTIVE, MA X SALVARCI DAI LORO MECCANISMI PERVERSI; DOBBIAMO IMPARARE DA LORO, USA LE SUE STESSE TATTICHE, E SOPRATTUTTO NON DARLE MAI A VEDERE CHE TU HAI PAURA DI LUI. LO DISATTIVERAI NON AVENDO PIU PAURA DI LUI.
STESSA COSA PURTROPPO, LUI IN QUESTI HANNI TI HA CONOSCIUTA DALLA A- ALLA Z- SA QUALI SONO I TUOI PUNTI DEBOLI, MA FALLE CAPIRE CHE SEI CAMBIATA, MA NON PER OTTENERE QUALCHE COSA DI POSITIVO NEL RAPPORTO, MA PER FARLE CAPIRE, CHE LUI NON HA PIU NESSUN POTERE SU DI TE, E CHE LE REGOLE NON E’ PIU LUI HA DETTARLE, SE NON C’E’ LA FAI DA SOLA PARLANE CON UNO PSICOTERAPISTA VALIDO.
E’ UNA BATTAGLIA DURA LO SO, MA CON IL PASSARE DEL TEMPO LA PAGANO,
STANNE SICURA.
Martedì 12 Aprile 2011 15:56
la lotta si fa dura, è un vampiro anche nell’economia aziendale, tutto deve girare secondo le sue necessita’! ho un psicoterapista che non ha riconosciuto in pieno il problema ma stenta quasi a prendere una posizione, io faccio terapia di gruppo mentre lui singola! Avevamo iniziato quella di coppia ma non essendoci più le strade si sono divise.Ha sempre raccontato storie inventate per scusarsi della sua violenza, mi accusava che io lo provocavo constantemente, lui era la persona più sensibile mentre io quella senza cuore… sapessi che pianti si faceva!!!ma quando uscivamo del terapista era soddisfatto, e diceva : vedi è tutta colpa tua! sul lavora è una carneficina, uno stillicidio, sto pensando di mollare tutto per liberarmi completamente di lui! il solo pensiero è mio figlio, non posso lasciarlo alla sua mercè!poi la ditta fallirebbe miserabilmente per sue sue idee di grandezza, sarebbe un peccato, oggi è in attivo è una delle più forti in italia perchè tutta la gestione la mantengo io …ma non i fido ho il sospetto che mi sottrae dei liquidi che sono più facilmente manovrabili! non voglio lavorare per la gloria…
vedremo che succederà… sono molto indecisa in questo momento….vorrei un pò di serenità…
grazie per l’ascolto
Antonella
Mercoledì 13 Aprile 2011 07:51
queste persone ci vogliono morte, hai loro piedi, la donna la vedono come una persona che deve solo subire. e certo ,lo psicoterapeuta se lo girano come vogliono loro, davanti le fanno vedere che tutto funziona, e poi dietro ti fanno crepare. inizialmente pensavo che avessero un problema di autostima, che erano da capire, che bisognava stargli accanto perche avevano avuto un’infanzia difficile, ma e’ solo manipolazioni che usano per farci attaccare a loro. a me mi e’ capitata proprio bella, ma la mia furbizia poi alla fine l’ho imparata proprio da lui. mi sono studiata il personaggio leggendo libri che parlano di ste soggetti, alla fine ho capito le sue mosse, me le sono studiate. con me inizialmente, aveva un comportamento opposto, di cio’ che in realta’ era,perche mi voleva assomigliare in tutto e per tutto perche sapeva che io valevo .quando pero’ esponevo le mie idee, che a lui irritavano molto,( io non riuscivo a capire, come mai prima era un angelo, e subito dopo un diavolo), mi aggrediva e mi faceva sentire in colpa, svuotandomi addosso tutto il suo odio . IL PROBLEMA NON SIAMO NOI, ANTONELLA. LORO SANNO CHE NOI VALIAMO PIU DI LORO, E CI ODIANO. DAVANTI A TESTIMONI, NON TI INSULTANO, PERCHE’ NON DEVONO FAR VEDERE CHE SONO LORO LA CAUSA DI UN MATRIMONIO CHE NON FUNZIONA. PERCHE TI DICE CHE LA COLPA E’ TUA, PERCHE CI DEVONO DEMOLIRE PIANO PIANO, INDURTI A PENSARLO VERAMENTE. PERCHE LA TATTICA DELLO STILLICIDIO, PERCHE’ LORO STANNO BENE, VEDENDO STAR MALE GLI ALTRI . TI FACCIO UN ESEMPIO: IO QUANDO ERO FELICE, MI BUTTAVA GIU DI MORALE, CON LE SUE PARANOIE, PIANTI FINTI,
SCIAGURE FINANZIARIE, DISASTRI IN FAMIGLIA, MI HA FATTO CREDERE CHE AVEVA UNA BRUTTA MALATTIA,ED IO CIO’ CREDUTO. QUANDO STAVO MALE PERCHE ERA LUI A RIDURMI COSI, ED ERO DEPRESSA, MI DICEVA CHE DOVEVO REAGIRE. LUI MI DICEVA SEMPRE L’OPPOSTO DI CIO’ CHE IO QUEL MOMENTO ERO O PENSAVO IO. QUANDO HO COMINCIATO A CAPIRE QUESTO MECCANISMO PERVERSO HO COMINCIATO A SPIAZZARLO IO.
QUELLO CHE POSSO DIRTI, QUANDO SI E DEBOLI E’ DIFFICILE NON RICADERCI
E DI QUESTO CHE HO PAURA IO, HO SCELTO DI STARLE LONTANO PER LA MIA SALUTE, LE HO DETTO TU SEI TRISTE IO PURE NON VEDIAMOCI PIU SE NO’ NON CI PIPRENDIAMO PIU, FACCIAMOLO PER IL NOSTRO BENE. LUI HA ABBOCCATO,PER IL MOMENTO.HO CAPITO I SUOI GIOCHI MALSANI, MA NON LE LO FATTO CAPIRE CHE IO AVEVO CAPITO LE SUE STRATEGIE MANIPOLATIVE. SE NON VOGLIAMO CHE SI VENDICANO SU DI NOI DOBBIAMO LASCIARLI CREDERE CHE SIAMO ANCORA UNA PREDA APPETIBILE. LO SO QUESTA RISCHIA DI ESSERE DANNOSO PER LA NOSTRA PSICHE, MA E UN MODO PER CREARCI DELLE BARRIERE DIFENSIVE. MI SONO POI CREATA DEGLI ALLEATI, PER FARLE CAPIRE CHE NON ERO SOLA, COSI MOLLA UN PO LA PRESA. LATUA SITUAZIONE E MOLTO PIU COMPLESSA, MA QUESTI PICCOLI CONSIGLI SPERO CHE IN QUALCHE MODO TI POSSANO ESSERE UTILI COMUNQUE.
IO VORREI SOLO CHE FOSSE GIA TUTTO MOLTO LONTANO, E CHE MI FOSSI ANCHE RIPRESA COME SALUTE. SI TIENE DURO FINCHE’ SI PUO’, E POI IL CORPO SI RIBELLA. LUI MI VOLEVA VEDERE MORTA PSICOLOGICAMENTE, VOLEVA CHE VEGETASSI, GUARDANDO IL SOFFITTO E SUPPLICANDOLO DI ESSERE UN PO PIU GENTILE CON ME E DI VOLERMI BENE,CI SALGONO DI AUTOSTIMA QUANDO CI VOGLIONO CONQUISTARE, POI QUANDO LE COSE COMINCIANO AD NON ANDARE SECONDO I LORO PIANI, CI TRATTANO COME ZERBINI. ANCHE SE NOI SAPPIAMO DI VALERE PIU DI LORO ORMAI, ABBIAMO L’AUTOSTIMA SOTTO LA SUALA DELLE SCARPE,E LA RISALITA NON E’ FACILE TE LO ASSICURO. SPETTA SOLO A NOI METTERE LA PAROLA FINE. BUONA FORTUNA
Domenica 16 Ottobre 2011 14:43
Devo dire che per me ha costituito un trauma scoprire che le caratteristiche del mio ex avessero un nome e costituissero una patologia distinta.
Personalità incredibilmente seduttiva, uomo coltissimo e di una decina d’anni più grande di me, nello spazio della nostra relazione non mi ha mai lasciata sentire felice, se non all’inizio. Dopo i primi tempi di un corteggiamento serrato e immaginifico, c’è stato spazio solo per violenze psicologiche, menzogne, umiliazioni, atteggiamenti contrastanti, complicati sofismi, tira e molla, il tutto supportato da una mia dipendenza affettiva. Ho capito che, per uscirne fuori, dovevo letteralmente cancellarlo, non lasciargli più campo d’azione. Così, all’ennesima manifestazione d’ira, sono sparita. Soffrendo terribilmente e a lungo, certo. Anni di silenzio, nei quali lui continuava a cercarmi ossessivamente. Ma l’errore più grande è stato ricominciare a parlargli e a incontrarlo, da qualche tempo (anche spinta da contingenze di tipo lavorativo, e immaginando che fosse cambiato tutto). La sua alta capacità di manipolazione ha avuto l’effetto di mettermi in crisi. Pensavo di avere massimo controllo sulla situazione, invece poco alla volta mi sono resa conto che stavo di nuovo sprofondando, che mi sentivo troppo coinvolta emotivamente. Ancora una volta, riusciva a piegarmi alla sua volontà. Ecco perché, quasi istintivamente, cercando storie di donne plagiate, sono giunta a leggere di questo disturbo della personalità. Mi dispiace anche, nonostante tutto, per lui. Non è del tutto consapevole, credo, del suo odio nei confronti di chi crede di amare, del suo desiderio di polverizzare chi gli sta accanto. “Tu sai amare”, mi ha detto una volta, incantato. Ora capisco che intendeva. Lui non ne è in grado. E non credo che, in fondo, ne sia felice.
Martedì 18 Ottobre 2011 23:20
io ne sto uscendo, non mi fa più tanto male…solo se prendi le distanze riesci a salvarti credimi….non sai a che prezzo! ma ora sto vivendo veramente!
non cedere mai..ai suoi sorris..ai suoi occhi supplichevoli…all’aiuto che chiede…a gestire il suo dolore! è un suo problema…dopo ti farà pentire per quello che gli hai concesso!!! non puoi immaginare quanto mi ha sparlato…e poi mi diceva che ero unica! una continua controdizione…mi voleva morta ma anche al suo fianco!
mi tradiva e mi amava! aveva bisogno di me per essere qualcuno…ma poi…mi doveva distruggere sia mentalmente che fisicamente..ancora oggi sto pagando le conseguenze sul mio corpo!!! non concedergli mai niente stai alla larga!!!!
in bocca al lupo
Mercoledì 19 Ottobre 2011 09:57
E DURA DURA DURA COMBATTO OGNI GIORNO CON ME STESSA. ma non mi ha piu ricercato. l’ultima volta un’anno fa’ le dissi che non esistevo piu per lui, di dimenticarmi. queste persono non accettano che sia tu a decidere la fine della relazione, sono dei perfetti stolker, ma non lo danno a vedere, inducono te ad avere i sensi di colpa, ti inducono a farli cercare perche te magari sei stata categorica, e poi ti dicono che sei stata tu a cercarli, cosi poi magari fuggono dinuovo per un anno due, e poi solo per S F I D A R T I ti riconquistano, e se tu sei ancora innamorata di loro ci caschi in pieno, e poi dopo ti buttano al tapeto di nuovo. lui mi disse: potevo comportarmi anche peggio!
Venerdì 28 Ottobre 2011 11:44
mamma mia quante esperienze! e io ke pensavo fossi l’unica ad attirare psicopatici!
io ho incontrato due vampiri, uno abbastanza pesante, ma molto orgoglioso e dopo due mesi di torture psicologiche, denigrandomi, volendomi, abbandonandomi, esigendo da me comportamenti specifici come se fossero ordini, semplici ma non nella mia personalità , tipo dormire x forza da lui quando per me era difficoltoso per una situazione famigliare che conosceva, oppure di cucinare quando me lo chiedeva, di non avere rapporti sessuali frequenti come due che si desiderano quando ancora si devono scoprire.. quando decidevo di lasciare la “nave” mi supplicava facendomi intenerire sul suo passato! non ero serena ma le sue attenzioni mi facevano felice, sono riuscita a disfarmene perchè toccò l’apice del trattamento di merda (x fortuna senza mai alzare le mani) e lì decisi BASTA! erano cmq solo 2 mesi avevo la freddezza x scegliere ! mi ha ricercata ma piangendomi addosso e restando ferma sono riuscita a fare una chiusura totale.
L’altro.. è un apprendista vampiro tutto pepe.. pronto a diventare un vero professionista nell’arte delle seduzione distruttiva.. ma perfortuna ormai sono preparata a tutto.. mi sono incuriosita a cercare su internet questa documentazioni, in quanto parlava spesso sadismo,nel sesso era spesso irruento..quasi violento.. e poi gia dopo 15 gg aveva atteggiamenti non logici… ora che ho letto tutto .. posso dire.. meno male che il mio istinto è stato desto…
con lui sono stata due mesi..ma mi cerca ancora, il primo mese era qlo che volevo, premusoro, presentissimo, passionale, sorprendente, con una spinta nel volermi come mai nessuno! premetto che ho 30 anni e di uomini ne ho visti!!!
dopo 15 gg mi chiede di vedere solo lui, perchè lui è sicuro vuole solo me non si è mai innamorato prima e vuole assolutamente che io mi concentri sulla nostra relazione.. e mi metto in ordine di idee che si poteva fare!
dopo 10 gg liti pazzesche abbinate a subdole colpe per una gelosia possessiva, lui era nel buono io nel torto perche magari ero andata in palestra ed ero sparita piu di un ora!!!!! sapendo che fossi li!!!!! oppure sn stata in ospedale una notte e lui anzike essere premuroso mi ha ricoperta di insulti dicendo che ero una poco di buono e dovevo morire. oppure mi scriveva ubriaco nella notte che era un malato terminale e io una merda perchè lo tradivo( non vero) e ke ero una poco di buono ..Ovviamente è tornato sempre implorandomi scusa, che mi voleva troppo e la gelosia lo faceva perdere ma che dovevo avevre pazienza perchè mi voleva troppo bene, e per lui era tutto nuovo dovevo solo rassicurarlo.
dopo un mese.. mi dice ti amo! … e lì…. per come l’ha detto, per le cose che avevamo vissuto (cioè un letto) mi è sembrato strano…
mi è suonato l’ennesimo campanellino d’allarme! allora con sangue freddo non potendomene liberare visto che mi aveva coinvolta nel suo turbine, non so come .. fse qualche santo che mi ha dato lucidità.. sono stata al gioco! gli iniziavo a dire un pò qlo che voleva, ma lo stancavo perchè non aveva più gusto della conquista..esigevo un legame che mi aveva fatto credere all’inizio ma non riusciva a darmelo.. m iinsultava .. poi ritornava.. anche se avevo capito il gioco era psicologicamente pesante..iniziavo a sentire che si stava allontanado .. cosi ho preso la palla al balzo
, gli dissi che lo sentivo freddo.. e lui mi disse che non provava piu il trasporto di prima, facendo finta di essere una persona sofferente di dolore ma razionale gli dissi che capivo e gli auguravo tanta felicità… non l avessi mai fatto… non si faceva vedere ma si faceva sentire , sul cel , sul web.. ovunque potesse.. sono passati 15 gg che con una scusa o un altra non c si vede, per fortuna vado in vacanza all estero e spero che quando torno mi lasci in pace..in questi 2 gg addirittura minacce di morte, tipo ti uccido troia,.. perchè non mi faccio sentire.. lui è sempre lì..a ricordare che c’è che è senza scrupoli.. perchè non ha rispetto e considerazione per le donne!
mi piacerebbe un vostro commento.
ciao a tutte e crepi il lupo!!!!
Giovedì 3 Novembre 2011 16:20
Dopo averci lasciato l’anima (circa 20 anni fa) devo dire che i narcisi li riconosco al volo. Tuttavia, spinto dall’animo di sperimentatore che l’animo scientifico mi suggerisce, nel corso degli anni ho ugualmente intrattenuto dei rapporti (faticosi) con donne “afflitte” dal problema. Ho constatato principalmente due cose:
1 mai dare la colpa alla volpe se le piace la gallina .. nel senso che se uno sa di pollo è meglio che si attrezzi e stia ben lontano da chi presenta un comportamento narcisista (“pollo” senza ovviamente alcuna accezione negativa); si rischia infatti di idealizzare anche in senso negativo, quando spesso la ragione è da ricercare nelle proprie lacune, magari inconsapevoli, che rendono l’animo particolarmente innocente e fragile, più bisognoso di affetto, protezione e comprensione.
2 Per avere rapporti con un/una narcisista bisognerebbe necessariamente soddisfare il proprio narcisismo; quindi avere almeno un paio di ulteriori relazioni parallele oppure un’attività molto coinvolgente e ricca di soddisfazioni personali, in modo che si abbia la possibilità di “dimenticarsi” del soggetto, cosa che aiuta molto nel prendere la misura della situazione.
È chiaro che trasformarsi in manipolatori per “sfuggire” non è facile, forse nemmeno utile … Infatti io ci sono riuscito solo a posteriori, quando ne ero mio malgrado consapevole (quindi inutile). A suo tempo ne ero invece uscito buttandomi anima e corpo verso l’estremo opposto della narcisista. All’inizio mi pareva inconsistente e non facevo altro che pensare all’altra .. ma poi le cose sono evolute. Da ogni persona c’è da imparare e tutte sono, a modo loro, affascinanti e meritevoli di attenzione e riguardi. Quindi nessuno è realmente indispensabile … tantomeno una persona che non fa altro che specchiarsi. Forse se impara a non ritenersi unico .. e forse quando noi impariamo a non ritenere unici gli altri .. (unico perché?).
Per motivi di lavoro da un paio d’anni a questa parte frequento saltuariamente la persona di cui sopra che gravi danni mi aveva provocato.. il ridicolo è che continua ogni tanto a provare a sedurmi.. e la sua vita è peggio della mia .. io sono sposato e felice, lei divorziata e infelice. Quadro sintomatico.
Spero di aver lasciato una testimonianza utile. Sono capitato qui per caso, ma sono rimasto molto colpito. Un saluto a tutti.
Venerdì 4 Novembre 2011 01:36
Trovo molto interessante questo ultimo post, osservazioni acute e sentite con esperienza… in effetti era da un po’ che non leggevo questo articolo che pure ho citato nel mio blog, e cioè nell’articolo BUGIARDI PATOLOGGICI, IPOCRITI, MANIPOLATORI AFFETTIVI. SAPERNE DI PIU’ PER POTERSI DIFENDERE e nel quale ho elaborato la figura ‘junghiana’ del vampiro in relazione al narcisismo patologico… Devo dire che sono rimasto in parte soddisfatto e in parte dispiaciuto nel notare che l’autore dell’articolo qui proposto – lo stimabile collega Dott. Ierace – sia stata aggiunta la specifica di vampiro narcisista… (ho il sospetto che l’abbia presa da me, e mi fa molto piacere, ma ancor di più me ne farebbe se tra noi psicoterapeuti si fosse più portati a collaborare e a congiungere gli sforzi di divulgazione e ricerca evitando ogni possibile forma , seppure ingenua, di vampirismo intellettuale… Io sono disponibile con tutti i colleghi a scambiarci idee e riflessioni per poter meglio aiutare i pazienti, ma purtroppo, forse anche per problemi miei, non percepisco altrettanta disponibilità in tal senso nel settore del quale io stesso faccio parte… Una volta, quando ancora ero allievo in psicoterapia, un bravissimo collega, sapendo che io già allora mi occupavo di narcisismo e affini, decise di farmi una sorta di dono ‘intellettuale e di ricerca’. Mi chiamò in disparte durante un momento di pausa dalle lezioni e con voce ed espressione protesa a farmi una preziosa rivelazione mi disse: ” Ascolta Pietro, proprio perché ti stimo voglio metterti a conoscenza di una scoperta particolare che ha fatto una Dott.ssa che conosco bene e che me lo ha rivelato, si trtta di una importantissima scoperta sul comportamento dei narcisisti patologici…” Lo guardai con attenzione e gratitudine, esortandolo a dirmi di che cosa si trattasse, e lui mi disse: “Ascolta Pietro, mi raccomando, non devi dirlo a nessuno, è una cosa che ti dico in modo molto confidenzile… capisci, non vorrei che si venisse a sapere che io te l’ho detto, perché questa è una scoperta della Dott.ssa e lei ci tiene che resti sua … ecco, allora te la dico?” – “Ma certo, stai tranquillo, non lo dico a nessuno, dvvero… “(Ma mentivo, infatti adesso ve la dico, così come lui mi disse “Pier Pietro, la Dott.ssa xxxx ha scoperto che i narcisisti patologici tendono a soffrire di letargia, come una specie di sonnolenza che gli prende in certi momenti, quasi che si stancano di far il loro sforzo di esaltarsi e di rappresentarsi come narcisisti… ecco, capisci… ssssss’, resti tra noi” – Lo ringraziai e ritornai a lezione sconcertato… “in effetti, è vero” pensai ” questi narcisisti sono spesso un po’ poltroni e sonnacchiosi… ma che male c’è a parlarne?” Ecco, credo che oggi come oggi, con i problemi che ci sono, umani, economici e sociali, per noi psicoterapeuti e soprattutto per i pazienti, non vada bene che noi psicoterpaeuti si tenda a collaborare poco e a sfruttare l’informazione gratuita su internet con il contagocce… Così da una mia indagine con varie lingue (tranne che in cinese ed arabo) ho viso che il mio articolo su questo argomento, seppure manchi di osservare l’eventuale letargia dei narcisisti patologici – è il più lungo e completo e partecipato che esista sul pianeta terra… e che nonostante si invitino colleghi ed esperti a partecipare ciò non avviene se non in rararissimissimi casi, invece avviene spesso che alcuni colleghi lo leggano e lo adoperino, e sono lieto e certo con grande beneficio per i loro pazienti. Peccato di non poter avere un loro riscontro in quanto ne avrei bisogno dal momento che su queste questioni abbiamo tutti tanto da imparare, per noi stessi e per il bene dei nostri pazienti.
Un caro saluto e grazie soprattutto ai partecipanti e ai pazienti che ci aiutano a capire queste problematiche così complesse e dolorose.
Martedì 8 Novembre 2011 12:27
dott.Brunelli, come mai queste persono sono cosi? che cose’ che induce il manipolatore a comportarsi in un determinato modo anziche’ un’altro? centra forse la loro autostima ormai distrutta, o forse un torto subito in passato=????
vorrei sapere qualche cosa in piu, cioe’ da dove nascie il desiderio di essere cosi..
grazie ape
Martedì 6 Dicembre 2011 13:51
queste persone vogliono solo avere il potere, e quando glielo togliamo diventano cattivissime.
L’amore per loro non esiste, esiste il comando e il potere, e quando li molli perchè non ne puoi più di soffrire, di piangere, la razione di bastonate raddoppia.
Se uno non ha provato non sa quello che vuol dire, ma ora dopo lividi dentro e fuori, voglio provare ad essere forte e lasciar correre.
Lasciar correre che non mi risponde al telefono anche se mi servirebbe parlare con lui per questioni di lavoro, lasciar correre che mi dice che passa per questioni di lavoro e poi sparisce senza nemmeno avvisare, lasciar correre che fa apposta ad aggiungere troie su facebook, lasciar correre che si sente bravo e buono perchè dopo 2 anni e sotto mia minaccia mi ha detto di non amarmi, poichè lui avrebbe tranquillamente potuto prendermi in giro altri 2 anni.
Ora io spero solo di avere la forza di accettare di essere vista come quella sbagliata e stronza, se il prezzo è uscirne viva e sana da questa sofferenza bestiale.
Spero solo di farcela, ma non capisco perchè questa gabbia d’orata è sempre molto seducente, anche se mi uccide, forse dovrei cercare meno di capire lui e cercare di capire più me.
Ho comprato un libro…Introduzione al narcisismo di freud…e ho letto che i narcisisti sono così attraenti perchè sono autosufficienti e inaccessibili, e non si occupano di noi…ma noi è come se li invidiassimo perchè hanno saputo serbare una condizione di beatitudine psichica, un assetto libidico inattingibile al quale noi abbiamo oramai rinunciato da tempo…ma non so quanto questo mi possa servire.
Grazie e spero che qualcuno mi aiuterà un po’ di più a capire.
Mercoledì 7 Dicembre 2011 07:25
Queste persone sono dei mostri, per non dire di peggio. Mi è piaciuta moltissimo la descrizione di Freud, la trovo molto veritiera.
Il mio idiota, dopo avermi praticamente abbandonato per un ‘altra, è tornato da me a piangere perchè lei l’ha lasciato e dopo i primi momenti di carineria, è tornato ad essere l’uomo di m…. che era.
Non mi molla lo squallido.
Hai ragione, è una gabbia dorata. Pensa però che il soggetto che tu credi di amare non è lo stesso che hai di fronte. Loro sono solo degli squallidi terrificanti. Calcolatori, sfruttatori, manipolatori. E non è vero che se li lasci diventano cattivi. Dipende da chi li lascia. Lui con lei sta facendo lo zerbino. Suppongo, anche se non la conosco, che sia simile a lui quanto a narcisismo.
Fatemi uscire da quest’incubo. E’ un gioco perverso. Pensa solo che tu hai qualche chance di normalità. Lui è condannato alla sua lucida follia,
Mercoledì 7 Dicembre 2011 20:25
Grazie Nataly,
mi sento talmente sola in questo periodo, a volte non riesco a non smettere di piangere.
Sono dentro ad una realtà in cui non c’è nulla di reale e logico, e fatico ad uscirne.
Lui con me è cattivissimo, ha creato un personaggio, e la solo idea di essere stato smascherato, di essere stato abbandonato, il solo fatto che io mi sono permessa di iniziare a vivere, a vedere altri, l’ha fatto diventare un mostro.
Ha smesso di essere gentile o educato, dice che chiama e non chiama, dice delle cose e fa il contrario, e mi guarda come se non mi avesse mai conosciuto.
Quando l’ho lasciato mi ha dato la sua password di una chat, e si era guardato bene di cancellare tutto ciò che di compromettente ci fosse, e ha lasciato la chat con la stessa password fino a domenica, quando io l’ho visto e gli ho parlato, e sbagliando gli ho confessato di aver guardato il suo cellulare durante l’estate, e di vergognarmi per questo, ma di avere visto che la persona che lui diceva di aver visto solo 2 volte, gli aveva mandato un sms alle 24, con scritto: dormi?
Lui è diventato un bestia di cattiveria. Il giorno dopo ha cambiato la password, e ha tolto la maschera tornando ad essere quello che è.
Era stato preparato un palcoscenico solo per me, dove recitava la parte del povero uomo dedito solo al lavoro, che doveva rinunciare alla storia per il dovere, che va in chiesa, etc.
E dietro c’è uno che dice che devo ringraziarlo perchè avrebbe potuto ingannarmi per altri anni come ha fatto con quella prima, e invece mi ha graziato, e che si aspettava che io tornassi dicendo…ti prendo anche se mi dici che non mi ami, perchè ti amo così tanto da accettare tutto, anche che mi stai distruggendo l’equilibrio mentale e l’aspetto fisico.
Grazie delle tue parole, ora proverò a pensare al fatto che io ho una chance in più da sfruttare. Devo uscire da dalla depressione nella quale ogni volta che lo vedo cado. E fortunatamente per me lui non torna in lacrime, ma con i morsi e le cattiverie.
p.s. bisogna sempre tenere la guardia altra e sapere che sono in 2, e anche se torna in lacrime, l’altro è lì che ti aspetta per bastonarti. Io ero stata avvisata da quella con cui era stato prima e nel durante, ma non l’ho ascoltata. Mi ha solo messo tanti dubbi su di lui, e mi ha fatto alzare la guardia, ma ho dovuto capirlo da sola, e ora quello che io vedo, è quello che mi è stato detto, quando non ero pronta per poter vedere.
Bacio
Giovedì 8 Dicembre 2011 03:03
Cara, ti capisco perfettamente. Ti portano a fare cose che normalmente non faresti, a perdere completamente la tua dignità. Ti fanno sentire “speciale” (non uso il termine a caso), per un pò, per poi abbandonarti repentinamente e farti cadere dalle stelle alle stalle. Purtroppo dopo una relazione del genere è facile cadere in depressione, perchè oltre al crollo dell’autostima,ti viene a crollare quell’apporto di adrenalina che ti davano con la loro esaltazione. E’ duro ammetterlo, ma il loro modo di sentirsi “speciali” affascina ed esalta anche noi, finchè li abbiamo accanto e finchè non divantano crudeli.
Io non saprei dire se lui sia proprio cattivo, ne ho conosciuti di peggiori, ma quello che posso assicurarti è che mi sottopone a svariate umiliazioni, in un gioco di potere sado-masochista in cui alterna desiderio e rifiuto.
Devi comprendere, e devo anch”io, che stai così male perchè sei caduta nella ragnatela….devi capire che quello che provi non ha nulla a che vedere con l’amore, neanche da parte tua. Lo so, a parole è facile, ma soprattutto, quando ci cadi una volta, purtroppo tendi ad impelagarti successivamente sempre con persone di questo tipo. C’è una sola soluzione: volersi bene e sentire di meritare amore vero e rispetto, non quel surrogato teatrale che ci offrono loro.
Domenica 11 Dicembre 2011 08:53
Ho “divorato” tutti i post come un affamato, ho riconosciuto nelle descrizioni dei comportamenti afflittivi dei narcisisti molti di quelli della mia ex (che ha anche altri difetti anche più gravi di egocentrismo che nascondono il suo narcisismo), ma purtroppo anche le mie reazioni ai suoi rifiuti. Il suo rifiuto di lasciarsi andare, di dare affetto disinteressato, di volere bene e di condividere una vita in comune che era tale solo per essere mostrata agli altri, e ho rivisto nelle sue recriminazioni verso di me le stesse accuse di narcisismo che ho letto nei post.
Ma chi è il narcisista dei due nella coppia ? Quanto c’è di noi che viene “proiettato” sull’altro ?
Cosa significa quando ognuno attribuisce all’altro difetti che questo riconosce invece nell’altro ? Mi sembrava di essere manipolato da una mistificatrice che mi toglieva di bocca le frasi che io volevo dire a lei ! E così disarmato restare vittima di chi mi accusava di essere un carnefice.
Io sono stato innamorato di lei e non ho ancora elaborato il lutto della separazione, e questa cosa mi fa fare errori tattici e strategici, i figli che ci legano sono una continua occasione di incontro che rinnova gioia e dolore, mentre vedo lei più che altro vivere alla giornata serena e tranquilla.
Come si coniugano in un rapporto di coppia narcisismo ed egocentrismo ?
Lunedì 12 Dicembre 2011 08:18
bisogna stare alla larga da queste persone, se non vuoi che ti distruggano la vita.
io ho l’ho sganciato un’anno fa’ e da allora non mi ha piu cercato, perche’ sono riuscita a tenere gia duro io,lui non credeva che ce l’avessi fatta, ma io ne sono fuori da quell’incubo.
proveteci anche voi a non sentirlo piu, a ignorare tutti i suoi tentativi di approccio attraverso altre persone, buttatelo fuori dalla vostra vita, pensate solo a voi stessi, e cominciate ad amarvi per quello che siete e non per quello che loro vogliono che voi siete, solo per farvi diventare come loro sono.
Mercoledì 14 Dicembre 2011 17:55
Caro Giuseppe,
potrebbe essere che entrambi siete narcisisti!
Del resto, solitamente, un narcisista riesce ad “innamorarsi” solo di un altro narcisista.
Come hai detto anche tu il rifiuto è una costante di questo tipo di rapporti, che fà soffrire, ma al tempo stesso accende il desiderio dell’altro…
In ogni caso, spero tu sia abbastanza sano da comprendere che questo non ha nulla a che fare con l’amore………..
Lunedì 19 Dicembre 2011 16:50
Ciao Ragazzi,
come vi capisco, capisco Giuseppe quando dice che ogni incontro è un rinnovo di gioia e dolore, mentre vede lei vivere serena e tranquilla. Anche io mi sento così.
Però penso che la tranquillità di tua moglie è una maschera che indossa anche per se stessa.
Le persone narcisiste sono terribilmente tormentate perchè sanno di non sapere amare, poi mentono a se stesse e a tutto il mondo, ma loro sanno.
Il mio ex infatti diceva sempre di essere un disperato, e io non capivo, ma ora so.
Lui ha sempre invidiato e schernito chi si sposava, o chi era innamorato, o chi faceva figli, perchè lui non sa amare.
Però il problema ora è nostro, perchè nonostante non si sia trattato di amore, perchè come dice Nataly, l’amore è un’altra cosa, noi moriamo dentro.
Io faccio una fatica enorme a ritrovare un senso nelle cose. Ora sto meglio di 2 mesi fa, ma ci sono giorni in cui ho solo voglia di piangere. So che lui non sa provare nulla, so che non riuscivo più a mangiare quando stavo con lui, eppure a volte mi manca così tanto, e mi mancano le risate, la complicità, anche se erano risate amare, risate che precedevano pianti disperati, quando lui spariva. E so che non si è mai preoccupato di quello che io provassi, o volessi, di quello che era importante per me, c’era solo lui e il suo successo professionale, eppure perchè mi manca tanto, perchè mi sento svuotata. Forse è vero che l’adrenalina che ti da l’instabilità di un rapporto con loro, ti fa sentire viva, o forse non ti fa pensare a qualcosa di accantonato e irrisolto che abbiamo dentro. O forse pensiamo che il suo faro ci illumina in maniera unica, e che abbiamo bisogno che lui ci illumini per poter brillare, un po’ come è stato in passato, con un genitore egocentrico e narcisista. Capisco tante cose, capisco che non avrei mai dovuto accettare di non essere mai stata presentata in casa, che non avrei mai dovuto accettare di essere stata tagliata fuori da battesimi o feste di famiglia, ma come posso non capire cosa mi fa desiderare che lui torni e mi dica che si è sbagliato, quando la mia testa mi dice che lui non sa amare. Cosa c’è che non va in me?
grazie
Bacio
Lunedì 19 Dicembre 2011 21:33
salve a tutti
dopo quasi un anno di separazione da un vampiro narcisista io sono rinata ma allo stesso tempo ci sono piccoli momenti che mi manca terribilmente…ho avuto poi piccole storie che mi hanno aiutato ad allontanarmi di più da lui…tipo terapia…avere più distanza aiuta! non riesco ad avere storie importanti perchè ho una paura bestiale…scappo dopo poco e chiudo definitivamente….
evvero ci fanno sentire uniche e speciali sia nel bene che nel male….ma sono sicura che non tornerei mai indietro…ma comunque ci sarà sempre quel vuoto che non so come loro riempiono!
dobbiamo essere forti…
coraggio a tutti
Antonella
Lunedì 19 Dicembre 2011 22:47
Cara Virginia,
mi ha aiutato molto leggere Alberoni, specie l’ultimo libro Lezioni d’Amore. Vedi tutto, quel che hai vissuto e quel che hai desiderato di vivere, vedi i comportamenti tuoi e quelli suoi, e ne capisci le motivazioni. Poi alla fine in fondo è tutto semplice, la verità è semplice, come dice quella canzone di Edoardo Bennato “…Non c’è nessuna risposta si tratta dell’amore nessuna certezza niente è dimostrabile è una scienza inattendibile. Si tratta dell’amore è l’istinto che ci fa volare perché non c’è nessun circuito più affidabile dell’intuito e poi non c’è ragione di frenare un’emozione irripetibile Non c’è niente di scientifico né di calcolo matematico niente di catalogabile tutto è sempre imprevedibile fuori da ogni geometria è soltanto una magia inimitabile…”
E’ una magia inimitabile, non c’è niente che non va in te, l’amore è cieco e colpisce in maniera imprevedibile e inspiegabile, lascia correre e tieniti solo i ricordi dei momenti belli, poi tutto accadrà come dio vorrà, e la sofferenza si attenuerà.
Buon Natale.
Giuseppe
Martedì 20 Dicembre 2011 09:04
buon natale a tutti voi-
Martedì 20 Dicembre 2011 17:33
BUON NATALE anche da me, a tutti voi e visto che siamo buoni, anche ai nostri narcisisti………..ma sì, per una volta ridiamoci sù
^_^
Giovedì 22 Dicembre 2011 12:13
Grazie 1000 Giuseppe per le bellissime parole.
Uno dei dolori più grandi è sentirsi sbagliati, sbagliati nella sofferenza, sbagliati nella scelta, ma sentirti dire così rende tutto più serenamente accettabile.
Sono stata malissimo, e come dice Antonella a volte mi mancava da morire, ma poi l’altro giorno l’ho visto per lavoro e sono scoppiata a piangere e gli ho detto tutto quello che sentivo, quello che mi aveva ferito, gli ho perfino detto, che tutti mi dicono di farmi vedere forte, ma che alla fine io ritengo giusto che anche lui veda quello che provo, che anche lui veda come si soffre, e poi sono stata meglio.
Spero che questa maggiore serenità duri più di 2 giorni, però quello che ho capito è che davvero noi dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere. Perchè alla fine ci attrae quello che ci manca, o quello a cui inconsciamente diamo valore.
Se noi non accettiamo le nostre debolezze e fragilità, il nostro bisogno d’amore, finiamo per inseguire chi ci sembra freddo e controllato. Perchè come a loro anche a noi importa chi vinci, chi è forte, ma se ci si preoccupa di più di come ci si sente di quello che si vuole, piuttosto di chi conto o chi no, se ci si ascolta di più con amore, già tutto migliora.
Io credo davvero che ci attira chi ha qualcosa che riteniamo importante, e che pensiamo ci manchi, forse si tratta di qualcosa che davvero ci serve, e che dovremmo cercare nella nostra vita, e non fuori di noi, altrimenti finiremo sempre per avere dipendenza da qualcuno, che non incarna solo l’amore, ma anche quella parte di noi che pensiamo di non poter costruire con le nostre forze.
Un abbraccio di cuore a tutti voi, è davvero bello poter parlare con qualcuno capisce.
Giovedì 5 Gennaio 2012 12:39
Ciao a tutti,
meno di un mese fa ho lasciato il mio “vampiro”. Ovviamente ho beccato un suo tradimento. Siamo stati insieme un anno. Io 28 e lui 34. La mia storia è da copione: dopo meno di un mese mi dice “ti amo”, andiamo subito a convivere, si parla di figli, vita insieme ma niente, nei fatti, sembra portare veramente ad una relazione del genere. Primo fra tutti il tradimento..
Lui da me pretende tutto, si mette sempre al primo posto, non ascolta nè sembra minimamente vedere i miei bisogni; io, dall’altra parte, mi annullo per lui..amicizie, hobby, uscite svaniscono lentamente..cerco di compiacerlo in tutti i modi ma più riceve, più pretende e meno mi stima. Negli ultimi mesi avevo addirittura l’impressione che fosse interessato alle mie amiche (quelle poche rimaste). E anche loro me l’hanno confermato.
Ok scopri il tradimento, fai il resoconto di tutto il tuo anno e lo lasci. Pensi che, anche se dolorosamente, sia finito tutto qui?
Magari! Inizia il peggio…
Si presenta con un anello costosissimo, parole stupende, mi ubriaca di parole…cambierà ha capito, ha fatto una cretinata ma ora ha capito, è cambiato (..in una settimana…) certi episodi servono a farti crescere, sono delle parentesi ma ora ha capito..non lo farà più…messaggi continui. Le mie parole (del tipo basta esasperarmi sparisci) non hanno effetto, non vengono proprio prese in considerazione. L’utlimo messaggio stamattina.
Ora, io credo di aver riconosciuto il mio vampiro. E so quale sia la cosa giusta da fare (sparire, se ci riesco) ma c’è tutto un lato da considerare: me.
La vittima, la vampirizzata, quel lato malato che sta bene quando sta male. che lo desidera come non ha mai desiderato nessuno che lo vede come un piccolo bambino ferito e ci si sente legata con il cordone ombelicale.
Io come lo gestisco questo lato qui? come faccio a non saltargli addosso facendo finta di credere a tutto quello che mi dice quando si ripresenterà all’attacco la prossima volta? come faccio a non dargli messaggi contrastanti?
Dovrei andare in terapia? Si ma come faccio a sapere chi è bravo e può veramente aiutarmi? con la mente non si scherza…
Venerdì 13 Gennaio 2012 12:59
Oddio!!! Gaia, ho letto tutto, e mi sembrava di ascoltare me stessa, ad eccezione della parte in cui lui arriva con l’anello.
Il mio ha sempre fatto dietro front ogni volta che mi diceva che non mi voleva, però senza mai promesse così eclatanti.
L’unica promessa grande che aveva fatto, dopo che una sua ex con cui mi aveva “tradito” l’aveva smascherato, era stata: ” ti prometto che ti scriverò una lettera e poi deciderai tu se perdonarmi o no”, ma la lettera non è mai arrivata. Quando ha capito che l’avevo perdonato, ha fatto finta di nulla. Carta canta, e lui senza promesse per iscritto poteva tenersi la porta aperta.
Gaia, questi rapporti sono di dipendenza, siamo come drogati, inizi a vivere solo per la tua droga, sei “felice” solo quando lui ti è accanto, quando lui non c’è niente ha senso, e per stare bene devi sempre aumentare la dose.
Se ti va ti consiglio la lettura di un libro: La dipendenza amorosa di Poudat.
Io credo di aver letto almeno 5 libri in 1 mese, continuavo a piangere, ed ero disperata. Ora va un po’ meglio, grazie alle letture, alle riflessioni che ho fatto, e all’aver parlato con un’amica che ha riacceso la luce dentro di me, facendomi capire che non c’è nulla di sbagliato in me, che ho solo appiccicato ad una persona delle caratteristiche non reali.
In realtà avevo a che fare con una persona che non vuole una relazione, che non vuole dare nulla, che probabilmente è molto insicura e poco fiduciosa nel mondo, ma che non sa dare nulla.
Io lo vedevo come un bambino da aiutare, ma cara Gaia siamo tutti adulti, ognuno si deve risolvere i suoi problemi, tu devi capire perchè devi colmare il tuo vuoto con lui, e lui se starà male imparerà a prendersi delle responsabilità, altrimenti significa che sta usando la pena per manipolarti.
Forse in certi casi bisogna pensare semplice, e chiedersi: mi fa stare bene con me stessa? sì, o no.
Mi tratta con rispetto e amore? Mi da serenità? C’è quando io ho bisogno? Mi ha mai chiesto cosa voglio fare io?
E la risposta deve essere altrettanto semplice.
Se non ce la fai da sola puoi sempre farti aiutare da uno psicologo, riconoscere di avere un problema, e saper chiedere aiuto, è da persone grandi e responsabili, quindi sei meglio di lui.
L’ultima cosa, io credo che questi vampiri siano di un’intelligenza pazzesca, non so se questo è dovuto al fatto che privano la mente di emozioni per cui hanno una lucidità spietata, avvertono da ogni più piccola sfumatura di voce o altro, quanto possono tirare la corda. Stai molto attenta.
Tu vivi di emozioni e sentimento, loro di ragione, e questo gli da il potere di controllarti…sono 2 mondi diversi e logiche opposte, ma ricordati sempre che chi è narcisista è egoista, e non sa amare nemmeno se stesso, loro vogliono solo il potere, quindi ti consiglio di evitarlo. Scappa.
Grazie a Dio il mio per ora ha perso interesse per me, ma di sicuro avrà un’altra preda tra i denti, senza preda non sono nessuno, il potere glielo diamo noi.
Spero di esserti stata d’aiuto.
Un bacio
Venerdì 13 Gennaio 2012 13:45
vorrei un vostro consisgio.
ho conosciuto un uomo sul web, sapendo dall’inizio le mie problematiche, prima mi ha dato dei consigli, poi man mano si e’ fatta conoscere sempre piu, mi ha proposto di fare la sua gheschia, io avrei dovuto prendere lezioni virtuali da lui, educarmi al sesso, ed essere la sua schiava ed lui il mio padrone.
la cosa inizialmente mi ha un po’ scosso. le chiesi come mai inizialmente mi vuoi aiutare e poi mi vuoi indurre ad un processo di schiavismo? non possiamo avere un normale rapporto di uomo donna come tutti gli altri?
lui disse che e’ abituato a fare delle sue donne le sue schiave.
per lui e’ una situazione di immenso piacere che la sua donna sia solo sua, e sapere anche che si e’ lontani che io sarei solo sua perche’ tutte le mattine appena sveglia io dovrei tenere dei riti, richiesti da lui, e lui sapendo quali sono i miei pensieri, terrebbe il pieno controllo su di me.
non vi sembra che sia un fattore di manipolazione affettiva e mentale?
io sono gia stata vittima di cio’ in passato, intendo di manip. affett.non schiavismo s’intende.
voi ne sapete di piu?
ora mi son presa un libro sulla storia di una gheshia, per avere un’idea di che razza di cosa e’.
Venerdì 13 Gennaio 2012 21:55
Cara Geisha, sesso e schiavitù via web mi sembrano poco appaganti e affatto funzionali. Non ti fare incantare dai paroloni di chiacchieroni da quattro soldi, e quanto a te se vuoi emozioni vere vai sulla realtà e non sul virtuale. Tieni comunque presente che la geisha è l’ideale di ogni uomo, sano o perverso che sia, una donna che è contemporaneamente madre, moglie, amante e serva silenziosa e devota. C’è a chi può piacere…. ma se è sano di corpo e di mente un uomo vuole una donna alla pari.
Spero di esseri stato utile, un bacio.
Giuseppe
Lunedì 16 Gennaio 2012 08:38
per giuseppe
quindi , tu credi che costui, non e’ tanto sano di mente?
Giuseppe, come mai gli uomini, si sentono appagati da questo genere di situazioni? riesci a spiegarmi come vi sentite in alcune situazioni, cioe’ come mai volete che le donne siano cosi’, perche’ la vostra virilita’ sente il bisogno di essere appagata in quel senso?
io ho pensato, e’ dimmi se sbaglio: che visto che ormai c’e’ la parita’ dei sessi, l’uomo si sente prevaricato dalla donne in alcuni settori, che sia di seduzione che sia di lavoro.. l’uomo per nanuta e’ uomo, e si sente poco virile, e non sopporta che la donna sia piu di lui, e si approfitta delle donne piu sensibili, piu fragili, per girarsele come vuole lui.
certo come dici tu, se e’ sano di mente e di corpo, non tutti sono cosi’.
inizialmente sono rimasta sconcertata dell’approccio che ha usato per coinvolgermi nei suoi modi di sedurmi, allucinante, nemmeno mi conosci, e’ generalizzi, questo mi ha dato parecchio fastidio. poi ha visto che in un modo non abboccavo, e’ quindi ha cambiato tattica, era piu gentile, cercava di entrare nella mia sensibilita’, un clasico del manipolatore.sono stata allerta giuseppe, grazie se puoi rispondermi te ne sono riconoscente
Lunedì 16 Gennaio 2012 08:39
per giuseppe-
cosa intendi per serva silenziosa?
Lunedì 16 Gennaio 2012 14:17
Per Geisha.
Serva silenziosa significa letteralmente … serva silenziosa. Questo è un estratto da wikipedia: ” Come si è detto precedentemente, le geisha stanno man mano scomparendo. La ragione principale, infatti, del successo delle geisha in passato va trovata nella passata posizione sociale della donna, soprattutto nel periodo Kamakura; essa doveva, infatti, rimanere confinata in casa, e riceveva un’educazione molto approssimativa, che non permetteva loro di conversare e di interessare adeguatamente i loro uomini. La geisha, perciò, compensava una figura femminile poco attraente, assolutamente sottomessa all’uomo e totalmente priva di una propria personalità, fornendo all’uomo quell’interesse che egli non riusciva a trovare tra le mura della propria abitazione. Ed è proprio la mutata condizione sociale della donna dei giorni nostri che sta facendo scomparire la figura della geisha. Le scuole stanno chiudendo una dietro l’altra e le ragazze iscritte sono in numero sempre minore, poiché il duro tirocinio a cui devono sottostare non è più gradito alle nuove generazioni.”
Per il resto secondo me tu hai fatto un’ analisi esatta, mi permetterei di aggiungere solo un dato: l’uomo è partorito da una donna, che è anche la prima figura femminile con cui viene a contatto fisico emotivo ed intellettuale, e il richiamo inconscio di questa figura è immanente e permanente in ogni uomo che un po’ la cerca in ogni donna, salvo poi, con la maturità (per chi riesce a raggiungerla) svanire in favore della ricerca di un rapporto più evoluto e svincolato da logiche da complesso di Edipo. Ma non è da tutti, anche perché come puoi ben capire la donna non considera questo dato ed anziché contrastarlo spesso lo incoraggia perché anche lei (se non è matura) esprime una sorta di senso materno assolutamente deleterio per tutti.
Stai all’erta sempre, e coltiva te stessa che è l’unica via.
Martedì 17 Gennaio 2012 13:20
per beppe.
mi sono resa conto da poco di che cosa stiamo parlando. sto leggendo un libro ( memorie di una geisha del 2006), meno male che ora queste scuole stanno scomparendo.
bisogna stare molto attenti, perche’ in giro, e non soltanto nei blob, si possono trovare persone con chissa’ cosa in testa.
pare che questa persona stia facendo degli studi sulla sottomissione, sulla donna che si annulla al suo uomo, in tutto e per tutto e non solo a livello sessuale, e che e’ disposta ad dare qualunque cosa, pur di avere un faro su cui contare, un punto di riferimento( cioe’ lui), sulla quale chiedere cosa non sa’ della vita.
parlando di questo, a me sa’ tanto che costui, usi questa copertura( cioe’ quella di aiutare le donne ad avere piu stima per se stesse e di non lasciarsi manipolale da impostori che mirano solo al plagio mentale della donna e ad girarsela come la si vuole per ottenere quello che vogliono), che serva poiad arrivare ad un’altro passo.
Martedì 17 Gennaio 2012 13:47
per beppe. leggo ora alle 13e 30 del 17 la tua lettera, c’e stato un disguidio alcune frasi ,prima non sono state scritte ed ora ancora prima che leggessi il resto del contenuto ho capito che cosa mi hai scritto.
mi illumino ancora di piu’ su cio’ che so di lui, e quello che non lasciava trapelare, per non incuriosirmi e non che mi accorgessi quali fosssero i suoi piani( se si possono chiamare cosi),ora capisco che in base a cio’ che le raccontai di me, e che cosa aveva in testa lui, le cose combaciano con quello che mi stai dicendo tu beppe, tutto torna. mi propose di fare indirettamente delle cose, sulla quale io non ero per nulla d’accordo, poi frase ultima, io ero solamente libera di fare cio’ che volevo della mia vita. da un lato e’ plagio, e dall’altro e’ scelta di fare cio’ che volevo per non dare poi la colpa a lui se la cosa non funzionava, lui non prometteva garanzie, cosi’ io ero libera di scegliere. mi disse non attaccarti a me perche’ sono un uomo complicato, io di una donna sono abituato a farne una mia schiava.
alquanto insolita come idea.
ma dove viviamo beppe? e questo il mondo che ci sta attorno?
tu come uomo,inciteresti una donna ad avere piu stima di se stessa, a non farsi disprezzare dal suo uomo, e poi tu stesso la tratteresti come schiava, e la plageresti per farla diventare completamente succube di te stesso solo attraverso il legamento del sesso?? non e’ un paradosso?non e’ una presa in giro?
per questo che io dico che la sua natura e’ ,che ama la donna sottomessa non solo sessualmente,la sfrutta ben bene anche a soldi, e poi le dice, garanzie non te ne posso dare,intanto ormai tu mentalmente sei legata a lui, quando ti ha spremuta come un limone poi ti saluta e tu diventi una larva, tanto che non hai piu stima per te stessa,ridotta a quel punto sai che cosa lui dice?
la donna a differenza di un uomo ” sfiorisce prima” ma non sei tu ad averla fatta sfiorire, riducendola una schiava obbediente al suo padrone?
ma che gente esiste sulla terra?
Martedì 17 Gennaio 2012 14:17
per beppe-
incosapevolmente, ma accorgendomente poi dopo, riflettendo sui pochi elementi che avevo, anche questa volta ho fatto un percorso tutto mio per arrivare ad una conclusione mia.ho seguito in suo percorso mentale, visto che gia’ prima con un’altra persona mi sono trovata in balia di fare la parte della preda, ma quando poi ho preso conoscenza e mi sono svegliata dalle gabbie manipolative a cui mi avevano ridotto, incosapevolmente ora, il mio inconscio ha lavorato su di me ad al posto mio ha deciso che cosa era piu giusto per me. voglio dire beppe che non sono caduta nella rete come lui voleva. essì, che cosa ho capito di questi giochi manipolativi, che poi loro hano un’abilita’ da truffatori a coinvolgerti che tu stessa come dici tu in una lettera del giugno 2010, che fai cadere il manipolatore nella sua stessa rete, perche’ impari ad essere come lui e’, ma lo fai’ solo per salvarti la pelle, e’ non con cattiveria, ma senza volerlo diventi abile di prima all’accademia del narcisista manipolatore.
ma dobbiamo vivere anche noi, e dobbiamo solo usare le nostre armi difensive , per non farci sottostare alle loro.
e, noi che abbiamo subito le loro trategie, inizialmente eravamo fragili e buoni, poi con loro siamo diventati isterici e da manicomio come loro, ma quando diciamo basta, lo diciamo perche’ vogliamo reagire lo facciamo con le palle, e nopi abbiamo la forza di continuare a combattere ma loro rimangono nella loro melma tutta la vita, perche’ non conoscono altro poco dove poter stare.
scusa beppe, ma mi ha fatto piacere le tue opinioni.
Martedì 17 Gennaio 2012 16:31
Ciao Virginia..
la tua risposta mi ha fatto rimanere appiccicata al computer per un buon quarto d’ora con la bocca spalancata…dio quanto hai ragione!!!
sono in ufficio, alla mia sinistra ho una costosissima pianta di orchidea regalata da lui settimana scorsa..a casa un’altra pianta, dolcetti, bigliettini…
l’ho fatto rientrare nella mia vita. Non sono contenta. Mi faccio schifo e mi sento uno schifo. So che sto sbagliando ma non riesco a farne a meno. é come con la droga, hai ragione…e come tutti i drogati non ti senti tale e non pensi che in fondo ti ucciderà..o pensi di poterla gestire..
Ho chiamato una psicoterapeuta. Da sola non ce la faccio. La mia famiglia è lontana, finchè sono stata a casa per le ferie sono riuscita a gestirlo ma in queste settimane sono caduta. C’ha messo 10 gg. Questo sono durata..
Sono riuscita a convincerlo ad avere una relazione più libera..di vederci solo poche volte a settimana..
lui ora dice di andare da uno psicologo, che ha capito. Ma quanto durerà??
So che mi schianterò ma non ho gli strumenti per fermarmi..ma perchè non c’è informazione su questo genere di persone???
ciao Virginia ti abbraccio e grazie per la risposta..me le rileggerò spesso!!
Venerdì 20 Gennaio 2012 13:31
Ciao Gaia,
sono contenta che di darti anche solo un piccolo aiuto.
Anzi se ti va, prova a leggere: non mi puoi manipolare di robin stern,
Io lo sto leggendo in questi giorni, ed è incredibile scoprire che siamo statistica.
Pensiamo di avere l’esclusiva, ma in realtà l’essere umano rientra sempre in categorie e scemi, e ti accorgi che mentre eri sola e disperata, mentre ti sentivi depressa e senza più desideri ne gioia, eri dentro ad una relazione di manipolazione, in un tango a due, e scopri che quello che provavi lo provano tutte le persone che vivono quel tango a due, che ti toglie tutto.
Il mio psicologo, mesi fa mi disse che l’unico modo in cui la persona con cui stavo sarebbe potuta cambiare davvero, era quella di capire di avere un problema e di andare davvero in terapia, ma il soggetto che stava con me, è un re nello scansare i problemi e nel dire bugie, per primo a se stesso, per cui nel mio caso non c’era speranza. Se però il tuo compagno dice davvero di aver capito, magari fai bene a dargli un’altra possibilità, ma verifica che davvero lui stia facendo un percorso.
L’altro consiglio che una persona che si è fatta distruggere da una relazione di dipendenza può darti, è quello di ascoltare sempre la tua pancia, le tue sensazioni, e di non allontanare le persone, che come assistenti di volo ti possono aiutare a vedere la realtà, perchè anche noi come loro trasformiamo la realtà.
Evidenziamo i piccoli doni, e neghiamo a noi stesse quando ci trattano male, o ci mancano di rispetto, pensiamo la felicità sia stare con loro, e non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo lontani dalla felicità.
Bisogna imparare ad amare più noi stessi per poter vivere un rapporto sereno, per me è un inizio. Ho sempre amato di più quelli che non mi volevano bene, e sottostimato le persone che mi apprezzavano, per cui ho davvero un bel percorso da fare e non so nemmeno se un giorno riuscirò ad avere una storia sana.
Hai fatto bene a chiedere un aiuto esterno.
Ti abbraccio…e mi raccomando non sentirti mai sola…siamo in tante e possiamo davvero darci una mano
Sabato 4 Febbraio 2012 21:26
Cara Alexa…anche se di caro nelle tue parole c’è ben poco…ti lascio solo questo commento…tu e i tuoi amici disturbati siete solo un bluff della natura…un grande fallimento umano….ma la sfida che leggo nelle tue parole nn è altro che il tuo nulla..che cerca di farsi ancora una volta..SENTIRE…ma nn esisti…..
Lunedì 6 Febbraio 2012 09:37
per anna tosto quello che hai scritto, se volessi dire del’altro per quanto riguarda queste persone, io saro’ qui a leggerti.
Giovedì 1 Marzo 2012 17:26
Ciao Geisha..io sono abituata a dare un nome alle cose..tt ha un nome e un significato nel bene e nel male…se ho scritto quelle dure parole è perchè io sono passata sotto le sgrinfie di un essere umano del genere..al quale nn attribuisco altra colpa di essere nato con una malattia…nn sempre riconoscibile e riconosciuta…E’ urtante però a fronte di tante umiliazioni e dolore provato da chi ha creduto in loro..sentir dire che alla fine della storia loro sono i buoni e i bravi e le vittime ..le stupide di turno..Si cerca sempre di capovolgere la realtà..per nn dimostrarne le falle..la nostra società narcisistica..ne da una prova tt i giorni…ma la verità è solo una chi produce male e dolore alle spese di chi crede nel bene e nell’amore..nn è altro che un vuoto a perdere..di cui la nostra società farebbe volentieri a meno..e hanno un bel dire gli studiosi del settore…compassione..comprensione…ecc per loro e alle vittime di questo abuso però nn resta che il percorso di analisi per riprendersi quello che gli è stato tolto..Ora nella mia esperienza..e grazie alla mia voglia di capire quello che nn riuscivo a mettere a fuoco sono arrivata a questa risposta..che nn mi ha stravolto..ma mi ha permesso di allontanarmi lentamente con il cuore da chi me lo aveva incerottato in un avvolto di cellophane..da dove tt si vede ..sfuocato e spesso nn comprensibile. Invito caramente tt quelli donne e uomini che hanno creduto in questo amore di farsene una ragione..è stato tt un castello di carta!
Venerdì 2 Marzo 2012 08:58
per anna. ti va’ di partecipare a questo forum, li si parla di relazioni di questo tipo, digita su google——letterealdirettore.it lui e’ sposato ed io sono l’amante—–
leggiti la storia di margot, forse ti AIUTERA’ A COFRONTARTI.
CIAO A PRESTO TI ASPETTO SUL FORUM IO PERO’ LI AVRO ‘ UN’ALTRO NIK, CHE SCOPRIRAI DA SOLA. CIAO
Lunedì 12 Marzo 2012 12:07
beh, linguaggio poco chiaro, i concetti sembrano interessanti, ma di fatto non si capisce niente
Martedì 13 Marzo 2012 21:22
cari amici
sono tredici mesi che ho lasciato mio marito dopo 21 anni di matrimonio…
c’è l’ho fatta!!! da due mesi ho una storia con un uomo dolcissimo, non violento, paziente, certo non bellissimo ma ha altre qualità…mio marito era molto interessante, affascinante geniale ma cattivo lo sa solo dio quanto…ho ancora cicatrici sul corpo e sulla psiche…bisogna tener duro..avere le distanze..non farsi ammaliare dalle loro lusinghe…che sono solo false…solo per ottenere un tornaconto…io ho ancora paura ad avere un rapporto con l’uomo ma ci sto provando..è dura credetemi…ancora tremo solo il pensiero di tornare da lui…
oggi viaggio, ballo, rido, scherzo e amici di un tempo mi dicono oggi che sono un’altra donna…molto più curata e allegra…
ecco mio marito mi aveva annientato…nell’animo e nello spirito…non è stato facile ho avuto momenti duri ma poi …eccomi…sono una nuova donna…che si sta mettendo in gioco ma ho sempre alte le mie difese anche con questo nuovo amore..
ho paura che possa ricadere nel nome dell’amore nel dolore….sto sempre allerta a capire segnali che possono nuocermi…ecco questo è il segno che mi ha lasciato…
ma in cuor mio spero che questa volta è sarà diverso…
antonella
Mercoledì 21 Marzo 2012 13:58
Buongiorno a tutti,
navigando sono capitato per caso su questa pagina e sono rimasto colpito dalla mole di interventi e commenti sul narcisismo patologico/maligno ecc. Il problema mi è noto per motivi professionali e ho visto che molte riflessioni sono accurate e precise.
Mi colpisce tuttavia che un elemento molto preciso sia stato un po’ sottovalutato: anche se non è “di moda” dirlo nemmeno a livello clinico (tranne che in psicoanalisi), il narcisismo è innanzitutto fondamentalmente una perversione (non solo una deviazione morale o caratteriale, ma spesso espressamente sessuale) e dal tono di alcuni commenti è evidente che spesso si incontrano persone gravemente perverse. La perversione implica essenzialmente l’odio, l’invidia e il disprezzo; questo spiega perché il narcisista spesso non è capace di amare gli altri, al limite se stesso. A differenza di altre perversioni che suscitano facile disgusto nelle persone, il narcisismo è una perversione che si manifesta manifestando “bellezza” (fisica o spirituale), salvo poi disilludere spesso quando ormai è tardi. Per questo molte persone ne diventano vittima (sia cadendo nelle mani del narcisista che diventando esse stesse narcisiste). Capire che la bellezza è spesso un’illusione può aiutare a non cadere in questa trappola, e capire il valore degli aspetti “non apparenti e non appariscenti” e imparare o reimparare ad amare davvero.
Venerdì 23 Marzo 2012 09:28
Bellissimo il tuo post Davide, molto interessante . Nessuno finora ha mai puntualizzato che il narcisimo si manifesta manifestando bellezza. Quella bellezza appunto che ci frega, ma che dobbiamo capire che è una bellezza vuota, senza sostegno, un’illusione, perchè è fine a se stessa, a senso unico e che serve solo per catturare l’altro. Questo fa molto riflettere
Grazie .
Mercoledì 28 Marzo 2012 21:26
Grazie Davide,
è davvero così!!!
La guerra dentro di noi è tra l’accettare la scoperta che abbiamo fatto, e l’immagine di perfezione che abbiamo di lui.
Per me sono passati diversi mesi dalla fine della relazione, ma in certe giornate, in quelle in cui qualcosa mi va storto, e ho paura che non riuscirò mai ad avere una sicurezza economica, lavorativa, allora mi riappare nella mente la sua immagine come di un oracolo. E inizio a pensare che lui sicuramente sarebbe più bravo di me, e più forte, imbattibile, e inizio a mettere in dubbio e a negare la carogna che ho visto.
E’ davvero difficile uscire perchè il drago a volte sembra così bello.
Penso anche che sia vero che nel mio comportamento denoto una certa incapacità ad amare, perchè inconsciamente do importanza al successo. Lo amo perchè è forte, e quindi pretendo lo stesso da me. Forse come ho letto su un articolo bellissimo di un neurologo, forse si ama soggetti così perchè abbiamo bisogno di credere che esistano persone senza paure, senza fragilità. Abbiamo bisogno di questa illusione perchè nessuno da piccoli ci ha insegnato che la paura, e la fragilità sono sane e umane.
A volte sembra di uscirne, ma poi ho l’impressione come se in realtà il cerchio si fosse solo allargato, però sto girando in un cerchio.
Grazie
buona serata
Lunedì 9 Aprile 2012 14:55
Mi trovo in una situazione simile ,non trovo la forza di uscirne
Giovedì 26 Aprile 2012 16:27
Cara Benedetta ..per uscirne devi trovare il coraggio di nn avere alcun contatto con lui..nn permettergli di poterti scrivere..se nn hai la forza di farti scivolare le sue bavose paroline dolci.nonchè squallide e ripetitive…nn permettergli più di entrare e abusare della tua anima e del tuo cuore..Io sono stata ripresa più volte ..sentendomi dire che il nostro amore sarebbe stato indissolubile ed eterno..peccato che ormai era solo un suo film…Infatti quando mi sono resa ben conto di quello che stava facendo di me…il mio cuore si è chiuso e ho capito definitivamente che nn c’era un bricciolo di bene nel suo cuore..ma una velata voglia di distruggermi..e questo ha chiuso tt le porte..Pensaci bene..nn ti ama..ma ti vuole solo distrugere..davanti a questo devi farti forte ..nn credere più e chiudigli il tuo cuore..Un abbraccio
Giovedì 26 Aprile 2012 16:32
Una cosa mi ha aiutato davvero..a differenza del quadro che in generale si da a queste “persone”..il mio è un totale fallito in tt i sensi…sia dal punto di vista lavorativo che sessuale…nn c’è in lui altra capacità che odiare ed invidiare….ma tt questo viene mascherato da una faccetta da stronzo..che a molte donne piace..finchè nn provano i suoi artigli…Ciaoooooooooo
Domenica 29 Aprile 2012 16:28
Salve a tutti…
Io sto da due anni e mezzo con un uomo più grande di me di 20 anni, quello che ho letto mi d evasta e alcune cose devo ammettere mi fanno anche paura, non so se lui sia davvero un uomo narcisista, che arrivi a fare tutte queste cose messe insieme… Però posso dire che ho notato la sua prepotenza, e ogni volta che discutiamo mi fa piangere dal nervoso, piango non solo perchè ho la lacrima facile, ma anche perchè lui non fa che dare colpe su colpe a me. Se sbaglia non chiede mai scusa. Davanti alla gente mi prende in giro ed essendo permalosa, e lui lo sa, come gli dico dai smetti…continua. A letto a volte e delicato, altre meno.. Un giorno è capitato che era nervoso, e nell’aria già sentivo un senso di pesantezza, come se da un momento all’altro si potesse arrabbiare di brutto, io ho un caratteraccio, nel senso che se mi attaccano rispondo! voglio farmi sentire, rispettare, ma lui mi fa snetire sbagliata in tutto, mi fa i discorsi dove cerca di dare spiegazioni alle sue reazioni dicendo che io comincio sempre e lui x questo reagisce, male, ma reagisce x colpa mia. insomma l’aria era pesante quel giorno e… inizio a dirmi perhè tu qui, perchè tu là, io presi il telecomando e spensi la tv per poter capire meglio ma soprattutto per riuscire ad avere la sua attenzione, non mi ascolta mai e quando litighiamo mi insulta, quando cerco di parlare e come provo a difendermi mi dice stai zitta , tu non capisci, sei stupida, zitta, non mi va più di sentirti… e così non riesco mai a farmi sentire. spensi la tv e lui mi prese con violenza i telecomandi che finirono sul divano…dopo gli chiedo, posso pulire casa adesso o devo aspettare il momento giusto? si è arrabbiato dicendomi no quando io sono a casa anche se è domenica aspetti che io esca per pulire! con me dentro non lo fai! me lo disse con una tale rabbia che io ammetto la mia testardaggine al momento, presi l’aspirapolvere e la portai in camera per iniziare, lui venne subito verso di me la prese e inizio ad urlarmi contro insultandomi , gli occhi erano così pieni di rabbia che gli dissi di starmi lontano…prese l’aspirapolvere e me la butto addossò. Dopo iniziarono bestemmie, scusate la frase, ma non lo dimentico e mi fa star male , mi disse Li morti tua! e Maledetta! L’unico momento in cui ha esagerato…Sembra cosi intelligente e sicuro di se, è così simpatico , ma con me dentro casa, ho paura, sto pensando di lasciarlo, ma sto facendo i conti adesso con la realtà, l’impatto della realtà è orribile e sto malissimo dentro.
Lunedì 30 Aprile 2012 00:40
Katia scappa! scappa a gambe levate da quest’uomo. Non starti a chiedere se sei nel torto. Sappi che più ti legherai a lui e più difficile sarà staccartene. Non fare il mio stesso errore ti prego.
Mercoledì 2 Maggio 2012 09:03
Fosse facile, dopo questi giorni di indifferenza CHE HO avuto nei suoi riguardi, non è uscito la sera perchè io gli ho dettoche nn volevo uscire con lui.. mi cerca per un abbraccio che non c’è… Nataly ci proverò, credimi. Ho 22 anni, non è facile per niente.
Mercoledì 2 Maggio 2012 11:41
Katia, non dirlo a me che non è facile…io ho cominciato come te e alla tua età ed ora dopo 16 anni mi trovo ancora impantanata in questa situazione, anzi in una situazione che è esponenzialmente peggiorata. Perchè col tempo tutto si complica, le violenze provocano nevrosi di vario genere, insicurezza in se stesse profonda come il mare. Io, quando ho chiesto aiut,o l’unica persona a cui rivolgermi, per assurdo era lui, dopo che mi aveva picchiata e maltrattata, trovavo conforto tra le sue braccia e non certo quelle della mia famiglia o degli amici. Non sto parlando come una saputella che ti giudica dall’alto dicendoti che è tutto facile. Lo so che E’ DIFFICILISSIMO staccarti da lui, ma la mia coscienza ed esperienza non possono evitarmi di gridarti di SCAPPARE A GAMBE LEVATE. Perchè più passerà il tempo e più sarà difficile e i danni aumenteranno e saranno sempre più ingestibili. Lui NON CAMBIERA’, se a volta si dimostra dolce o affabile, questo non significa che non sia anche un mostro. Tu vuoi condividere la tua vita con un uomo così? Non credo, altrimenti non saresti qui a parlarne. Sai benissimo che i suoi comportamento sono quelli di un uomo malato. Avrei tanto voluto avere qualcuno che mi dicesse questo 16 anni fà……….se hai bisogno di chiarimenti io ci son,o un abbraccio tenero.
Martedì 8 Maggio 2012 01:02
ciao a tutti! Ho letto tutti i vostri commenti ed esperienze e sono rimasta perplessa di quanta similitudine di situazioni. Sono stata per più di tre anni con un ragazzo. Da prima ebbi un vero e proprio colpo di fulmine. Molto carino e sembrava cosi tenero come un pulcino con occhi da fanciullo. All’inizio faceva discorsi un po strani ma, credo, visto che io per carattere tendo a essere con i piedi per terra e anche molto franca, le dissi le mie perplessità e lui cambio rotta. Le cose andarono benissimo per i primi 6 mesi. Poi l’uomo che la sera prima mi disse che mi voleva tanto bene, spari all’improvviso. Non essendo una che corre dietro, non mi scomodai neanche a cercarlo, anche se ci rimasi malissimo, sicchè me lo trovo a lavoro come se nulla fosse. La cosa mi lascio di stucco. Ad ogni modo ci mettemmo insieme di nuovo e lui continuò a farmi lo stesso tiro per un po di volte. Ogni volta che capiva che lo lasciavo sul serio, chiamava in campo discorsi ” mi sento solo, non era la mia intenzione di dire quello che ho detto,( quando mi arrabbiavo delle cattiverie che mi diceva). La mia ingenuità è stato nell’incolpare l’uso delle canne da parte sua oltre dell’alccol, finchè me ne accorsi di un particolare, lui era falso come un soldo bucato e di una cattiveria che credo oltraggia l’essere umani. Non so se rendo idea ma, mi sentivo sempre di più in ginocchio e infelice, anche se per assurdo dipendente da lui. Negava sempre di essere geloso o possessivo ma, credo odiasse qualsiasi persona che mi si avvicinasse, come , credo, odiava la mia capacità di fare amicizie. Spesso avevo la sensazione che mi invidiasse al punto che mi poteva anche mettermi sul rogo a bruciare, se avesse potuto. Senza parlare del sesso. E mai possibile che un uomo, seppur eccitato si rifiuti di farlo? Credo che lo facesse in quanto a me è sempre piaciuto fare sesso, giusto per farmi un dispetto. Il colmo della sua cattiveria fu nel invitarmi al mare. Organizzo una cena con amici suoi, ando a fare la spesa, tutto pesce ( io non mangio pesce) quando lo dissi la risposta fu ” potevi dirmelo, adesso non vado più a comperare nulla,, Morale della favola, mi obbligo a guardare gli altri come mangiavano e quando mi missi lontano a guardare la tv mi disse sorridendo ” ma perche non vieni di la, come per dirmi associale. Ovviamente, d’avanti ai amici suoi, feci finta di nulla, poi presi la machina e me ne andai piantandolo li. Lui, non si aspettava la mia reazione. All’inizio discorso mi vomitò addosso delle cattiverie e quando vide che facevo sul serio, tentò la strada ” ma staro cosi tanto in pensiero per te,, ma a quel punto ero furiosa. Nessuno mai mi aveva mancato di rispetto e mi aveva caricato cosi tanto di cattiveria in tutta la mia vita. Purtroppo, erano passati oramai tre anni, me ne accorsi del perche stavo cosi male, di perche ero ridotta incurante di me stessa e mi ero persino imbecillita. Era lui il mio male. La cosa buffa è che scoprendo il soggetto, mi missi a giocare con lui, dicendoli che visto che voleva rimanessimo “amici,, era giusto che li dicevo tutto, delle mie uscite, dei miei corteggiatori, persino delle mie esperienze sessuali, godendo della sua furia, quando li ho datto dell’incapace, o forse gay. Oppure ” ma come ti sei ridotto?,, e lui che si crede tanto bello a rimanere perplesso. Non so perche realmente , anche se credo per vendetta. Ora non so come va definito il soggetto, so solo che mi ha creato un profondo disprezzo per gli uomini, tanto da tenerli bene alla larga tutti, seppur tanto corteggiata. Mi sono messa persino una fede, per sentirmi più al sicuro. è normale o mi ha resa cretina come lui?
Martedì 8 Maggio 2012 03:18
rieccomi qua! Buon Dio! Non riesco più a dormire e non pensare a lui. Si vede che parlare della situazione mi ha toccata nella ferita che, evidentemente, è ancora bella che aperta- è un paradosso però che faccio fatica a capire, lo detesto, so che è meglio senza di lui ( tanto che neanche ci penso a chiamarlo e mi guardo bene nel non frequentare posti dove posso incrociarlo) ma, non so perche, mi manca da morire. è ufficiale, sono stupida. Come faccio a liberarmene veramente? Ho pensato di lavorare per la stagione estiva come barista o cameriera al mare. Chi sa che a furia di lavorare allo sfinimento, ci riesco. Io penso che di persone cosi, il problema non è lasciarli ma, levarteli dalla testa, o no?
Martedì 15 Maggio 2012 09:40
Eva, purtroppo anche il mio fidanzato mi sta facendo sentire disprezzo per il mondo maschile, così tanto disprezzo che neanche pensare al mio adorato papà mi salva da questi brutti pensieri sull’uomo…. Tutte situazioni difficili…Ed è vero quello che mi ha detto nataly75… se non stessimo male, non avremo mai scritto su un sito queste cose…. Cavolo… Oggi un’altra discussione, come al solito ho cercato di fare la dura rispondendogli a tono, ma quando è uscito da casa per lavorare, sono scoppiata in lacrime… Adesso ho un senso di… Non lo so neanche io… Forse una tristezza infinita… E PAUR di soffrire ancora. Se me ne vado. Con lui ci sono momenti che sono FELICE, altri che sembra di vivere un inferno! Potessi parlarne con le amiche di questo… Ma mi vergogno così tanto e non voglio che niente di questo si sappia, fondamentalmente lui è una persona buona con tutti… Credo abbia problemi solo con me =(
Martedì 15 Maggio 2012 17:28
cara Katia! Credo che tutti siano cosi, buonissimi con tutto il mondo e cattivissimi con chi li sta vicino, in quanto penso che sia cosi per mascherare meglio la loro cattiveria. Il mio ex è super circondato da donne che lo adorano e che m’invidiavano quando stavo con lui!!!!!!!!!!!! Ma, una volta conosciuto bene sono ben contenta a lasciarlo tutto per loro. Da quando non sto più con lui sono rifiorita, te lo giuro! Credo che il consiglio di scappare a gambe levate è quello giusto. Certo che a volte sei felice, perche magari per una volta tanto si comporta da normale, ma a te che non sei più abituata, ti sembra un paradiso. Non sei tu che ti devi vergognare stella, ma lui.
Venerdì 18 Maggio 2012 13:05
Grande Eva,
é proprio così, ti fanno vivere così fuori dal mondo che un momento di normalità ti sembra il paradiso.
Loro non avendo un mondo interiore vivono solo come riflesso del giudizio degli altri, i narcisisti passivi, reprimono la loro aggressività e rabbia e cercano di apparire agli occhi degli altri come persone gentili, ma in realtà sono persone insoddisfatte e infelice, che mentono a se stesse, e non riescono nemmeno a vedere che non hanno un mondo interiore. Loro sfogano ogni frustrazione o insuccesso, dando la colpa a fattori esterni, in questo modo non hanno la possibilità di crescere e correggere in loro ciò che non va.
Cambiano donne, situazioni, ma purtroppo non possono sfuggire a loro stessi, ma noi abbiamo una chance, quella di andarcene, guardarci dentro, usare quello che ci è capitato per capire cosa in noi non è risolto, e vivere la vita con le nostre emozioni, i nostri colori, i nostri amici, le nostre passioni. Io quando l’ho lasciato non volevo più vivere pensavo non avesse più senso nulla, ma la stanza era solo buia, ma non vuota, bastava ricordarsi quello.
Non facciamoci portare via i colori, per un abbraccio che dobbiamo pure sudare.
Forse ci mancherà una fetta della torta, ma tutte le altre ci sono, e soprattutto quando smettiamo di averli vicino il sole sorge lo stesso, e molto più luminoso di prima, gli dei non esistono, esistono solo le persone.
A loro serve qualcuno che li metta su di un piedistallo, a noi avere certezze, credere che qualcuno ci proteggerà dalle paure, ma purtroppo la certezza che abbiamo è che le fragilità e le incertezze sono parte della vita, e chi ci dice che non è così è forse più spaventato di noi.
Un bacio
Venerdì 18 Maggio 2012 14:16
grazie Virginia! Tanto per cambiare sè fatto sentire, con la scusa più stupida che mai e seppur tranquilla ( grazie solo al fatto di non vederlo più) mi senti bollire per la rabbia, perchè lui, proprio lui, ha osato a darmi della stronza ma, poi voleva chiarire. Li ho sbattuto il telefono in faccia, dandoli proprio del sadico, però dopo mi sono trovata tremare per il nervoso, anche perche ho scoperto che addirittura mi controlla. Non credo che osasse a fare qualcosa di concreto, in quanto ritengo che è un vigliacco e sa che non batto ciglia, ma credo che sono sulla strada giusta. Esco e mi diverto, sono più bella di prima, e stò tornando serena. Per nulla al mondo tornerei in dietro, lui N-O-N M-I M-E-R-I-T-A Questa frase, ripetuta a noi stesse è come la parolina magica per rompere il loro incantesimo malefico.Lo consiglio vivamente a tutte. Un forte abbraccio!
Venerdì 18 Maggio 2012 22:50
beh, piuttosto che essere narciso pieno di niente, senza interiorità e con un vuoto assoluto se non di concetti finanziari solo per fare soldi o di arte copiata ma non capita e apprezzata , senza valori moralli che sostengono una personalità, senza emozioni che fanno apprezzare la vita , crescere e costruire qualcosa con gli altri, preferisco essere la preda vittima di questo maleficio, che soffre , ma grazie all’interiorità ricca e profonda, alla sensibilità e all’intelligenza e alle forti emozioni sa crescere, evolvere e guarire. – Cosa che questi vampiri malati non sanno fare , ma non si pomgono nemmeno il problema di cambiare perchè cosi si sentono fighi, senza rendersi conto pero’ che sono solo dei ridicoli.
Quando mi giro e mi guardo indietro pensando alla storia con lui, vedo solo il deserto. Purtroppo con questi individui si hanno solo storie a senso unico.