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Coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perché il loro desiderio è abbastanza debole da poter essere represso. William Blake
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L’ Adolescenza: un ponte verso il futuro

category Atri argomenti Luca Zucconi 11 Settembre 2010 | 2,869 letture | Stampa articolo |
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L’adolescenza è un periodo evolutivo costituito da dinamiche molto complesse e particolari. L’improvviso sviluppo fisico e sessuale, il distacco, voluto e temuto contemporaneamente dalle figure genitoriali, la ricerca di un’identità personale più definita, sono gli aspetti che caratterizzano maggiormente questa fase dello sviluppo, spesso indicata come tumultuosa, problematica o più genericamente “non facile”.

L’adolescenza in genere, essendo un continuo cambiamento, è necessariamente una fase di transizione.  Dove conduce questa transizione adolescenziale? In maniera semplicistica possiamo dire che il periodo adolescenziale serve per far entrare compiutamente il ragazzo o la ragazza nel mondo adulto; in maniera più approfondita possiamo aggiungere che l’adolescenza, riesce a far veramente ciò, solo se aiuta l’adolescente stesso ad approdare nel mondo adulto in una posizione psichica e sociale che sente intimamente sua.

In passato gli adulti, o forse sarebbe meglio dire le società, erano strutturate in modo tale da aiutare gli adolescenti nel trovare la loro dimensione nel mondo. Per lo più questo aiuto consisteva nel sottoporre l’adolescente a dei riti iniziatici, appositamente diversi per i maschi e per le femmine, che fossero in grado di far nascere una nuova identità maschile o femminile, necessaria per riuscire a “staccarsi” dalla dimensione infantile, e dal suo conseguente rapporto con i genitori. Ci racconta Jung, ne “L’inconscio nell’educazione individuale”, che in moltissime popolazioni, una volta raggiunta la pubertà, “il ragazzo viene condotto nella casa degli uomini o in un altro luogo rituale, dove viene tenuto sistematicamente lontano dalla famiglia, e allo stesso tempo viene iniziato ai misteri religiosi (spesso circoncisioni o torture di vario genere) e immesso così in relazioni del tutto nuove, ma anche, nella sua rinnovata e mutata personalità che ne fa quasi un neonato in un mondo nuovo.” Superato il rito infatti, fa notare l’illustre antropologo Turner (1974), la persona ne esce trasformata, perché è come se avesse partecipato ad un’esperienza assolutamente al di fuori della quotidianità che conferisce un sapere, una saggezza, una visione del mondo, che di fatto rendono la personalità dell’adolescente in grado di affrontare le sfide, in primis il lavoro e la sessualità, che sono tipicamente poste dal mondo adulto al giovane.

Nella moderna società occidentale, come possiamo facilmente intuire, non esistono più passaggi che permettano una trasformazione della personalità da bambina in adulta. Non a caso, attualmente, l’adolescenza si è trasformata in un periodo molto più lungo di quanto fosse in passato. In un certo senso, possiamo dire che l’adolescente di oggi è profondamente solo rispetto all’esigenza vitale di evolversi psichicamente e per tale ragione il processo adolescenziale si è allungato a dismisura. La transizione adolescenziale è divenuta quasi un’eternità che in molti casi genera confusione, ansia, tristezza, depressione, impulsi esplosivi, pretese grandiose, perché l’adolescente nella sua solitudine non riesce ad orientarsi e spesso finisce con il rivolgersi ad una specialista della psiche .

Lavorare con gli adolescenti, a meno che non si tratti di adolescenti che hanno subito qualche trauma particolare, significa quindi in primo luogo aiutare l’adolescente a trovare le risposte al suo disorientamento.

Secondo James Hillman la principale caratteristica psicologica dell’adolescente è il suo essere dominato dall’archetipo del Puer. Per l’analista statunitense, lo slancio vitale, l’energia straripante, l’idealismo, le relazioni esclusive e autentiche sono tutte manifestazioni dell’aspetto Puer  insito nella natura dell’adolescente. Tuttavia, il Puer spesso rimane prigioniero del suo stesso essere Puer, del suo vivere in un presente a-temporale  che lo rende incapace di posticipare i suoi bisogni, i suoi desideri, e di trovare un equilibrio con i propri istinti. Detto in altre parole, l’adolescente rischia di trasformare il suo entusiasmo, le sue passioni, il suo istinto, la sua vitalità, in quel qualcosa che gli impedisce di crescere. In ambito terapeutico evitare ciò, cioè che il Puer degeneri da positivo in negativo, è forse il primo compito che investe il terapeuta che lavora con l’adolescente.  In altri termini, il terapeuta deve aiutare l’adolescente a canalizzare la sua energia. Far ciò significa far entrare l’aspetto Puer dell’adolescente in una dimensione temporale della realtà che non sia una distensione eterna del presente, ma che preveda il giusto raccordo tra presente e futuro. L ‘aspetto Puer deve sostanzialmente trovare un bilanciamento che eviti all’adolescente, da una parte di partire per la tangente,  ma dall’altra che non impedisca al suo tratto Puer di apportare quelle idee brillanti, quelle intuizioni, che conferiscono la giusta dose di sale all’esistenza.

Questo bilanciamento ha un suo nome: l’archetipo del Senex. Scrive Hillman nel suo saggio sul Puer Aeternus: “Il temperamento del Senex è freddo, una freddezza che può esprimersi anche come distanza, il viaggiatore solitario, isolato reietto. Freddezza è anche la fredda realtà, le cose così come sono. E tuttavia Saturno è alla periferia estrema della realtà; come signore della profondità estrema, guarda il mondo dall’esterno…cogliendone esattamente la struttura. L’interesse per la struttura ne fa il principio dell’ordine.”

L’ordine del Senex, la sua freddezza capace di raffreddare il caldo entusiasmo del Puer costituisce quel contrappeso psichico necessario per bilanciare la pericolosa unilateralità del Puer (ovviamente è pericolosa anche la sola unilateralità del Senex). Durante il processo analitico, l’ordine del Senex, vissuto spesso negativamente dall’adolescente, viene tendenzialmente proiettato su quelle figure capaci di incarnare l’autorità. Il più delle volte questa proiezione cade o su qualche insegnante o sull’analista. In questi casi, il compito del terapeuta consiste nel restituire all’adolescente il suo aspetto Senex, per aiutarlo a trovare un buon equilibrio tra il suo Puer interno e il suo Senex interno, al fine di facilitarlo nel trovare un progetto esistenziale che senta intimamente connesso con sua specifica individualità, e che gli consenta di entrare definitivamente nel mondo adulto.







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