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Il disagio giovanile è il prodotto di questa società

category Atri argomenti Sergio Puggelli 4 Dicembre 2007 | 6,184 letture | Stampa articolo |
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La polvere bianca, o più comunemente chiamata cocaina, è il regalo che la società della globalizzazione, del consumismo sfrenato, del business a tutti i costi, della sopraffazione dei valori ci ha consegnato e in primis a soffrirne sono gli adolescenti che sono costretti loro malgrado a navigare a vista in un mare in tempesta.

I suicidi avvenuti in quest’ultimi anni sono più che un campanello d’allarme, è una realtà del disagio giovanile esistenziale di cui in pochi se ne sono accorti e quasi impotentemente assistono a quest’involuzione sociale.

L’adolescenza, come sappiamo, è il periodo evolutivo più delicato e contrastato della crescita umana.

I primi ostacoli, grandi o piccoli, si presentano quotidianamente e le giovani generazioni non sono pronte ne preparate ad affrontarli ne tantomeno a superarli.

La mancanza di valori, di punti di riferimento, di trasparenza sociale, frustrazioni, delusioni e illusioni continue, facili promesse mai mantenute sono alcuni aspetti che rendono il giovane disorientato e debole psicologicamente.

La famiglia, abbandonata dalle istituzioni nell’affrontare le varie problematiche che si presentano quotidianamente, non possiede più il carisma e l’ascendenza di un tempo.

I genitori che anch’essi assaliti dall’ansia del far quadrare i bilanci familiari, trasmettono incertezze sul domani, la povertà che avanza, anche nelle classi che un giorno erano considerate privilegiate, per mancanza di lavoro, il doversi riabituare alle rinunce ed ai sacrifici, ritornare a fare lavori che per l’utopico miraggio del posto di lavoro fisso con il colletto bianco, sono scomparsi anche questi sono punti che incidono sulle giovani menti e la nevrosi, nel migliore dei casi è garantita.

La scuola non ha la giusta dimensione per trasmettere i veri valori, la figura maschile, quasi assente se non scomparsa nelle classi elementari e medie fa sì che l’identificazione del giovane sia a senso unico poiché in quest’ultimi anni la figura paterna ha subito un notevole ridimensionamento.

Le istituzioni e la politica, hanno tradito e abbandonato le giovani generazioni, poiché devono pensare solo alla spartizione del potere e a fare promesse per poi non mantenerle.

Ai giovani cosi disorientati non rimane che avvicinarsi alla momentanea illusione, dannosissima, dello sballo, se abbiamo l’occasione di ascoltarli, essi spesso affermano: ” Il gran personaggio della nostra società fa uso di cocaina e l’equazione è uguale successo” smontare questa falsa chimera è una delle prime azioni da svolgere da chi manovra le fila della società.

La ricetta giusta è difficile da prescrivere, bisogna iniziare a fare qualcosa per far ritrovare ai cittadini la fiducia in se stessi e nel prossimo, una cosa è certa, non è una pasticca che fa ritrovare se stessi, ma un’approfondita riflessione e analisi per capire da dove è partita la discesa esistenziale.

Cell. 335 6155711







3 Commenti a “Il disagio giovanile è il prodotto di questa società”

  1. Francesco

    Sono perfettamente d’accordo con l’Autore; il completo annullamento di qualsiasi valore etico a fronte dell’imperativo raggiungimento dei falsi traguardi consumistici, fa crescere l’incertezza profonda dei singoli individui, che avvertono come fallimento l’incapacità di adeguarsi. E sempre più forte viene avvertito il messaggio di essere in quanto si ha e non perchè si è. In questa situazione gli adolescenti, come dice l’Autore, perdono qualsiasi riferimento. Ma la necessità di avere dei riferimenti è insita nell’uomo, per cui lo spazio lasciato vacante viene colmato da “ideali” consumistici.

  2. Elia Tropeano

    Dal rapporto dell’Osservatorio delle droghe di Lisbona, emerge che il BELPAESE si trova ai primi posti per il consumo di cocaina. E l’Italia, ha registrato in questi ultimi 2 anni dei risultati di crescita sorprendenti in termini di incrementi nel consumo. Sono già più di un milione di persone che fanno uso di cocaina!!!!

    I media hanno altri argomenti da affrontare: i vari dibattiti politici, i reality e ….. altra feccia, tanto basta riempire gli spazi.

    Fonte: http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/

  3. Stefano

    Il titolo e la tematica dell’articolo mi affascinano tanto perchè di grande attualità. Penso che l’autore fornisca notevoli spunti di riflessione ma non entra nel merito della problematica fino in fondo. Ritengo che ognuno dovrebbe rispondere all’ultimo quesito posto: “Da dove è parita la discesa esistenziale”? Beh, dal mio punto di vista dall’egoismo dilagante che coinvolge ognuno di noi indistintamente. Il trionfo e l’esasperazione dell’io ci portano ad essere sempre più rivolti verso noi stessi. Non più io e gli altri ma io, solitario contro tutti. Questi sono i modelli che la società ci offre e che famiglia, scuola, istituzioni e politica non ci aiutano a smentire e criticare. Difficile trovare un colpevole, un responsabile, un capro espiatorio. Più semplice e costruttivo sarebbe farsi ognuno un esame di coscienza e contribuire nel proprio piccolo all’inversione di tendenza. Io proporrei di ripartire da una parola semplice in apparenza ma molto coplessa che è AMORE. Se ognuno di noi studiasse e facesse esperienza di questa parola si potrebbe cominciare ad invertire la tendenza.

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