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Gli errori in amore: 2° puntata – donne poco donne, uomini poco uomini…

category Atri argomenti Angela Flammini 28 Aprile 2011 | 4,174 letture | Stampa articolo |
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“La base delle psiche maschia è:
essere forte, abile e coraggioso,
per ottenere la stima delle donne
e l’appartenenza al loro cerchio.
L’accoglienza. Essere accolto.
Questo è il parametro essenziale.
Il totem racchiuso nell’idea di penetrare…”
Jacopo Fò)

La gran parte degli errori in amore, origina dall’alterazione dei ruoli istintivi di maschi e femmine e dalla conseguente frustrazione dei loro bisogni innati, che sono soprattutto biologici. Gli esseri umani, sono esseri viventi dotati di due sessi differenti e complementari, la loro funzione è quella di riprodursi. Per questo, all’interno del cervello cosiddetto “rettiliano”, quello più arcaico, le strutture limbiche generano sentimenti di desiderio, piacere o frustrazione, in caso di non appagamento. La natura ha dunque reso piacevole, ciò che è indispensabile: la passione sessuale, una questione di vita o di morte, come la fame e la sete…. Ma il cucciolo umano ha bisogno, contrariamente agli altri cuccioli, di molti anni per essere indipendente ed è per questo che, l’homo sapiens sapiens ha sviluppato la neocorteccia, capace di creare legami a lungo termine e di escogitare strategie mentali, aggiungendo nuove sfumature alla vita emotiva.

La differenza dei ruoli uomo-donna, la base della felicità personale e di coppia.

L’impulso sessuale origina ed è alimentato dalla differenziazione tra i sessi, ovvero tra uomo e donna. Una differenza che si intesse a vari livelli, dapprima biologici e poi comportamentali. Il cervello si è evoluto in modo diverso tra uomini e donne, affinché essi potessero provvedere, con ruoli diversi, alla sopravvivenza “della famiglia”. Gli uomini dovevano percorrere lunghe distanze, andare a caccia, stare in silenzio per catturare la preda. Per questo, ancora oggi, il corpo dell’uomo è strutturato con più muscoli, è più scattante, ma meno resistente, rispetto alle donne e resta sua abilità, nonché bisogno, quello di cacciare, rincorrere, scovare e raggiungere un obiettivo. Istinto insito anche nella sua morfologia genitale, atta a penetrare. Tutte queste attività, favoriscono, nell’uomo la produzione di testosterone che gli da benessere, solo se presente a livello adeguato. Quando il suo livello è normale, l’uomo è pieno di entusiasmo e si dimostra più premuroso e attratto dalla donna. La sua carenza o eccessività, provoca invece depressione o stress e comunque malessere. Le donne raccoglievano il cibo nei territori in cui soggiornavano e si occupavano dei figli. Esse formavano forti legami affettivi con le altre donne, dal cui sostegno dipendevano quando gli uomini erano lontani. Da sempre, il loro ruolo è stato poliedrico, compagne, mamme, amiche, ed innumerevoli i loro compiti, tra cui il sostegno emotivo e la cura di se stesse e del loro habitat. Per questo, ed anche per la funzione della maternità, accumulavano più grasso, nel corpo, ed erano più resistenti. Tutte le attività correlate alla cura, alla pulizia, al contatto, alla comunicazione, alla bellezza, al lavoro di squadra ed alla maternità, provocano, nella donna, il rilascio di ossitocina, l’ormone del benessere femminile e quando esso è presente in quantità maggiore, la donna si sente più dinamica, più felice, più flessibile, più amorevole e prova maggiore attrazione per il partner.

Conseguenze negative dell’inversione dei ruoli, nella coppia

Se, all’inizio di una relazione l’uomo è motivato dalla sfida di conquistare l’affetto di una donna, automaticamente la produzione di testosterone gli conferisce un senso di forza e benessere. Se la donna, gli “ruba” il ruolo, privandolo del gusto della caccia e della conquista, facendo lei stessa il primo passo o peggio, corteggiandolo, egli ne subisce le conseguenze sia a livello emotivo, che biologico. Innanzitutto, se l’uomo non ha un obiettivo e non si sente motivato a raggiungerlo, non produce testosterone e questo, non solo non gli da appagamento ma, gli inibisce una reale attrazione per la donna, con la quale può anche finire col creare una relazione, ma solo per dinamiche patologiche, che affronteremo in seguito, in altri post. Emotivamente, egli riceve il messaggio implicito “tu non sei capace di conquistarti una donna, non mi degni d’attenzione, ti faccio vedere io…!”, non si sente rispettato nel suo ruolo e non sentendosi apprezzato, non ha motivo per conquistare una donna, che che non gli fornisce le basi del suo benessere (il testosterone) ed i presupposti per una relazione futura, basati, per l’appunto, sull’appagamento, sulla soddisfazione e sulla sicurezza, che quella donna resterà con lui… Senza il rituale del corteggiamento e della seduzione, l’uomo non ha possibilità di manifestare le sue abilità e competenze e non darà alla donna motivo per stimarlo, cosa che, in seguito, distruggerà il rapporto, creando non pochi problemi di coppia. Inoltre, se un uomo non farà nulla per conquistare una donna, non farà nulla per tenerla e, spinto anche dalla carenza di testosterone, non sarà in grado di dare alla donna, l’attenzione, la protezione e l’amore di cui lei ha bisogno… Per star bene in un rapporto di coppia, l’uomo deve sapere di poter soddisfare le esigenze della partner. Quando lei gli dimostra fiducia, consenso e apprezzamento, non solo ne arricchisce lo spirito ma contrasta gli effetti dello stress, contribuendo a mantenere un livello adeguato di testosterone nel suo organismo. Più un uomo si sente capace e sa di avere successo nel rapporto, più il livello dell’ormone si manterrà a livelli adeguati. Se invece ha la sensazione di essere inetto, energia e interesse calano, di pari passo con la quantità dell’ormone, fatto che compromette non solo il desiderio sessuale ma anche l’umore. L’uomo diventa cupo, scontroso, irritabile o passivo. Se il bisogno primario dell’uomo è dunque quello di sentirsi apprezzato e stimato, la donna ha bisogno di sentirsi amata, di sentirsi speciale, sicura e protetta. Quando questo bisogno non è appagato ed in situazioni di trascuratezza e di abbandono, quando la donna subisce una perdita o si separa o si sente sola, ignorata, rifiutata, disarmata e insignificante, il livello di ossitocina scende drasticamente. La donna ha bisogno dell’ossitocina per rilassarsi e quando è sotto stress, automaticamente, cerca intimità ed ha bisogno di parlare, sfogarsi e di ricevere più complimenti, attenzioni, affetto e abbracci . Nella donna, l’ossitocina stimola il comportamento amorevole e materno e induce l’eccitazione sessuale. E’ per questo motivo, come già visto nel post “Ad ogni sesso, il suo sesso…”, che la donna, prima di provare desiderio sessuale verso un uomo, ha bisogno di creare un legame ed un contatto via via più intimo, con l’uomo. Partecipare ad attività che stimolano la produzione di testosterone può ridurre il tasso di ossitocina nella donna. Una quantità eccessiva di testosterone, interferisce con la capacità della donna di fare sesso in modo soddisfacente. Se sin dalle fasi iniziali di un rapporto, la donna ha atteggiamenti maschili, molto probabilmente ha un livello di testosterone e di aggressività più alti che di certo non fanno bene al rapporto. Inoltre, come già visto, questo atteggiamento, purtroppo sempre più emergente e di cui parleremo dettagliatamente nel prossimo post, oltre ad inibire i bisogni maschili, le diminuiscono la propensione al legame e la sua capacità di benessere ed appagamento sessuale. L’insoddisfazione derivante dalla carenza ormonale, si sommerà a quella per non essere mai stata corteggiata, cercata e conquistata. Questa frustrazione diverrà sempre più dilagante e deleteria e come un serpente che si morde la coda, indurrà ulteriore frustrazione, nell’uomo che, già demotivato in partenza, non vedendola soddisfatta, non avrà lo stimolo per darle ciò di cui ha bisogno.

Conseguenze biologiche negative dell’inversione dei ruoli

Quando ci troviamo in condizioni di pericolo, le ghiandole surrenali liberano i cosiddetti ormoni dello stress, quali adrenalina e cortisolo, per conferirci una carica improvvisa e temporanea di energia. Questi ormoni, assolvono un’importante funzione di sopravvivenza nelle situazioni in cui la vita è a rischio, ma l’organismo non è concepito per adattarsi alla liberazione continua di essi. Se siamo sottoposti a tensioni incessanti ma non a pericoli, il rilascio continuo degli ormoni dello stress, compromette la funzionalità organica, diminuisce il livello di energia ed un aumenta la vulnerabilità alle malattie, con conseguenze di tipo comportamentale. 1. La depressione lieve, inibisce la passione. 2. Il senso di inquietudine, ci rende impazienti e inflessibili. 3. Malessere, ansia e panico, riducono notevolmente la nostra capacità d’essere felici. 4. L’irritabilità, mina l’affetto, l’apprezzamento per l’altro e la premurosità nei suoi confronti. 5. La minore energia, ci impedisce di donarci liberamente all’altro. 6. Le fluttuazioni glicemiche ci rendono indifferenti o soggetti a troppi sbalzi d’umore. 7. L’uomo perde interesse per la relazione, mentre la donna si sente sopraffatta.

Uguaglianza dei sessi, violenza biologica ed emotiva

La frustrazione dei bisogni ed istinti, come uomo e donna, equivale ad una subdola violenza biologica ed emotiva. Come abbiamo visto, questa violenza si insinua sin dalle prime fasi di un rapporto di coppia e origina sin da piccoli, quando dovrebbe delinearsi l’identità sessuale. Se un uomo non si sente uomo o non viene trattato come tale, se una donna non si sente donna o non viene trattata come tale, come si può trasmettere la giusta identità sessuale ai figli? Se i figli non hanno una corretta e profonda identità sessuale, come potranno avere quei comportamenti tipici della loro natura e vivere in uno stato di benessere? Non sorprendiamoci del fatto che oggi, ci sia molta più promiscuità sessuale! Se i genitori sono concentrati unicamente sul ruolo di genitori e non trasmettono ai figli il valore di un legame affettivo equilibrato e rispettoso delle reciproche differenze, come si può pensare di favorire la felicità coniugale futura dei propri figli? Amare i figli è più che giusto, ma non deve diventare l’unico scopo della vita, perché l’essere umano, ricordiamolo, è un animale sessuato e dotato di emozioni; inibirle è deleterio. Solo quando uomini e donne assecondano la loro ancestrale, naturale e vitale, mascolinità o femminilità, possono star bene e provare attrazione per il partner, sentendosi felici. Non c’è da stupirsi se oggi sono in crescita tradimenti, trasgressioni e separazioni e sono in diminuzione matrimoni e nascite. Non sorprenda nemmeno che sempre più Italiani preferiscano le donne dell’Est Europa, notoriamente più “femminili” ed amorevoli e che le cosiddette donne “emancipate”, finiscano per restare single… Ma di questo parleremo nel prossimo post. Il mutamento della società e dei ruoli, inevitabilmente provoca uno stato di malessere individuale ed una minore attrazione verso il partner. Senza considerare che questi mutamenti biologici alimentando pericolosi livelli di aggressività e violenza. Rispettare i ruoli uomo-donna, non significa restare ancorati a retaggi medioevali, ma attuare nuove strategie comunicative, che permettono la reciproca complementarità e felicità. Fate attenzione a chi “scegliete” al vostro fianco, perché se il suo comportamento risulta poco virile o, di converso, poco femminile, finirà col farvi male, e se certe attitudini non compaiono sin dall’inizio, andranno sicuramente a peggiorare….

<< Prima parte dell’articolo

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Angela Flammini
Psicologa Iscritta all’Ordine Psicologi del Lazio
Sito web: www.problemi-di-coppia.blogspot.com
Esperta in formAZIONE e relazioni di coppia
Contatto E-Mail: angela [.] flammini [@] libero [.] it







1 Commento a “Gli errori in amore: 2° puntata – donne poco donne, uomini poco uomini…”

  1. silvia

    Cara dottoressa, studio psicologia a Bari e mai come in questo periodo mi sento inglobata nel doppio ruolo di protagonista e regista di una difficile vita di coppia.
    La lettura di questa Sua lezione mi ha colta “fin troppo preparata” date le vicende che sto vivendo col mio partner. Avverto la seria ed ormai fisiologica necessità di chiedere aiuto ad un terapeuta ma i costi di una consulenza ed i tempi necessari me lo vietano tassativamente.
    Il Suo articolo descrive scientificamente la mia vicenda umana nella quale Lei mi appare un’interprete distaccata ma nel contempo appassionata.
    Le chiedo, se possibile, la possibilità d’un contatto epistolare diretto e puntuale ma soprattutto che non Le comporti più di un ritaglio di tempo. Amo tanto la “psiche” ma sto rischiando di divenirne succube.. forse per la viscerale pretesa che ho d’interpretarla. Viverne i contenuti conflittuali non è come narrarli o sentirli narrare…
    Grazie di cuore. Confidando in una Sua risposta, La saluto e La ringrazio, comunque, della preziosità dei contenuti appresi.
    Silvia

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