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I giorni dell’abbandono: come reagire e superare il trauma delle separazioni

category Atri argomenti Anna Chiara Venturini 24 Giugno 2010 | 21,836 letture | Stampa articolo |
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Le separazioni fanno sempre male, sono lutti che ci troviamo nostro malgrado ad elaborare, traumi dolorosi soprattutto se siamo noi ad essere abbandonati. Alcuni reagiscono minacciando il suicidio, altri iniziano a perseguitare l’ex amato, altri ancora invece soffrono attraversando il dolore e lasciandosi attraversare da esso perché il dolore c’è, esiste ed è innegabile. Tuttavia non sempre chi ci è accanto è in grado di reggere questo dolore: alcuni si defilano, altri pronunciano frasi di circostanza- Non ci pensare! Vedrai che passerà, datti tempo! Morto un papa…. – col risultato che ci si sente sempre più soli, più incompresi e più confusi. Si sa e si sente che sono frasi di chi sta bene, di chi non sta soffrendo come noi l’angoscia dell’abbandono e della separazione, e che sortiscono l’effetto contrario, ci fanno arrabbiare e ci rendono ancora più tristi e soli.   Quando si viene abbandonati viene minata la sicurezza personale, e per un attimo la propria identità viene messa a soqquadro: “E’ colpa mia, ho sbagliato io, cambierò se è questo quello che vuole!”, senza mettere minimamente in discussione l’agito dell’altro, come se di certo, se sia è abbandonati, è perché lo si è voluto e meritato. Si entra così nella fase di separazione-frustrazione: l’unione è andata in frantumi, con essa molte delle proprie certezze e si “subisce” la situazione di abbandono.

Nessuno sembra in grado di aiutarci a far fronte e il peso del dolore sembra tutto sulle nostre spalle: non neghiamo allora l’evidenza e parliamo col nostro dolore, usiamolo per capire e capirci, trasformiamo l’abbandono in separazione attiva, facendo una corretta analisi della situazione per comprendere cosa davvero è accaduto, senza darsi né dare la colpa ma soffermandosi ad analizzare le dinamiche spesso malate e consolidate che hanno portato alla rottura. Poche volte ci si chiede -Dove ho sbagliato? In cosa ho contribuito?- ci si limita a dire è colpa di…, evitando qualsiasi elaborazione consapevole perché, la nostra educazione basata sul giudizio e sulla critica, impedisce una piena consapevolezza dei fatti: comprendere perché lui/lei ci ha tradito o se ne è andato  può essere un’occasione di crescita personale e un modo per riacquistare  la propria sicurezza. Dopo un simile lavoro si dovrebbe arrivare ad essere in grado di dire: il rapporto è finito per X motivi,io ho contribuito Y e lui K, in cosa posso migliorare io? Perché ricordiamocelo, il lavoro lo possiamo fare solo su noi stessi, non possiamo pretendere di cambiare una persona, ancor più se questa ha chiaramente “declinato l’invito”. Iniziamo allora a riprenderci in mano la nostra vita, e perché no, magari osservando qualche piccolo consiglio tra questi:

1)     Concediamoci il nostro periodo di tempo per attraversare il lutto: ognuno ha tempi propri ed è bene che ci prendiamo cura di noi perché è normale essere vulnerabili dopo un abbandono, e se gli altri pretendono che scherziamo o ridiamo o che siamo come sempre disponibili, rispondiamo gentilmente “No grazie!” perché ricordate, gli amici e i partner si possono scegliere

2)     Capiamo cosa realmente è successo: riconoscere i propri errori e quelli del partner è fondamentale: la comprensione ci aiuta a superare il trauma e ci dà maggior senso di controllo della situazione

3)     Accettiamo che nella vita nulla è certo e che per far ordine serve il disordine: pensiamo a quando facciamo il cambio di stagione nell’armadio, prima facciamo il disordine dei panni invernali e poi mettiamo a posto quelli estivi, tutti ben ordinati: nella vita è lo stesso, dopo un periodo di sbandamento, torna sempre la stabilità; dopo la tempesta c’è sempre il sereno

4)     Prendiamo nuove iniziative: dedicarsi a nuovi progetti o rimettere mano a qualcosa lasciato in sospeso. L’errore che spesso si fa è mettere da parte la propria vita per il proprio partner senza pensare che nulla è certo e nulla è eterno

5)     Troviamo nuovi stimoli per il miglioramento personale: iscriversi a corsi di lingua, ballo, fotografia in base ai propri interessi, si possono conoscere persone nuove con cui condividere interessi nuovi

6)     Annotiamo i nostri progressi in un diario: impariamo a gratificarci da soli: la nostra cultura non elogia i miglioramenti, nessuno ti dice “bravo!B se fai bene qualcosa, ma basta che fai un minimo errore che subito ti vien fatto notare e devi porre rimedio. Allora iniziamo a dirci bravi e non aspettiamo che ce lo dicano gli altri.. potremmo trovarci ad aspettare molto molto a lungo.

Questi sono solo dei piccoli suggerimenti, piccole fiaccole per illuminare il  percorso di crescita personale attraverso la scoperta del dolore. Quando una persona soffre, comprende i propri errori, scopre le sue risorse, diventa una persona nuova, più consapevole e più forte perché, come diceva Oscar Wilde: “L’esperienza è il nome che diamo ai nostri errori”.







19 Commenti a “I giorni dell’abbandono: come reagire e superare il trauma delle separazioni”

  1. Andrea

    Bei suggerimenti brava!

  2. clara

    grazie , ma è molto difficile mettere in atto queste cose. ora vivo nello sbandamento totale nulla e nessuno è in grado di comprendere minimamente.

  3. Silvilaria

    È cosa fare quando ad abbandonarti e poi a rifiutarti e’ stata la tua psicoterapeuta??

  4. Luca

    Oggi è un mese esatto che mi ha lasciato. Mi dispero e sto malissimo e spero ancora che possa tornare da me, ma le speranze sono nulle. Vorrei svegliarmi e scoprire che si tratta solo di un bruttissimo incubo ma purtroppo è la mia patetica e frustrante realtà. Spero che passi presto perchè sono davvero a pezzi. Sono ancora follemente innamorato e vedermi qui da solo mi distrugge.

  5. Alessandro

    Luca, come stai? sono nella tua stessa situazione, anche se sono cose andate un po’ diversamente, ma il risultato è lo stesso
    se vuoi ne parliamo…

  6. Eli

    Sono nella vostra situazione. Ci siamo lasciati 3 mesi fa ed è un incubo, prego ogni giorno affinché possa essere soltanto tutto uno scherzo.
    Mi piacerebbe molto parlare con uno di voi che sta vivendo la mia stessa situazione per potermi confrontare con un diverso punto di vista rispetto al mio, che essendo un punto di vista femminile su tante cose è molto relativo.
    In bocca al lupo a tutti, un abbraccio!

  7. andrea

    Ciao a tutti. Mi rivolgo soprattutto a Eli che è la più recente. A me è successo un mese fa. Lei ha detto che era parecchio tempo che sentiva di non amarmi più e si è trovata un altro. Dopo i primi giorni di sbandamento, sperando che fosse una cosa passeggera, mi sono convinto che non tornerà più e che probabilmente è meglio così. Quando è finita per uno è finita per tutti. Purtroppo siamo costretti a vivere nella stessa casa (abbiamo una figlia) e questo rende il tutto più difficile, ma spero che se ne vada al più presto. Sono nella fase dell’arrabbiatura. Dopo aver analizzato quali possono essere stati i miei errori adesso mi sto rendendo conto che di errori ne ha fatti anche lei. Voglio ricominciare a vivere. Non voglio pensare di trovare un’altra donna, ma voglio vivere da solo e per mia figlia (che ovviamente sarà condivisa). Voglio recuperare interessi che ho abbandonato anni fa per dedicarmi a lei e alla famiglia. Al diavolo lei e il suo nuovo uomo. Adesso penso a me.

  8. Eli

    Ciao Andrea! Io ho 21 anni e non ho la presunzione di capire davvero cosa provi, visto che hai anche una figlia e insieme formavate una famiglia, ma nonostante questo penso di poter capire almeno in parte la tua sofferenza. Io sono stata lasciata per un’altra ragazza, una ragazza con bassa reputazione in città e anch’io per questo è stato un duro colpo: ho iniziato a sentirmi inferiore, anche se razionalmente so di non esserlo, insicura di me stessa. Ti senti annientato dalla solitudine persino quando sei in posti affollati, solo tu e il dolore. Io studio per diventare psicoterapeuta e tutta questa storia mi ha dato ancora più motivazione, con la speranza che in futuro potrò aiutare le persone che soffrono quanto stiamo soffrendo noi! Forse la rabbia che provi potrà aiutarti, puoi riuscire a trasformarla in energia per dare tutto ciò che puoi alla tua bambina. Io purtroppo di rabbia non riesco a provarne, solo in rarissimi momenti. Spero solo di levarmi di dosso questo schifo che sento ogni giorno, e pure questa speranza che lui torni, ed è una speranza che purtroppo non mi lascia mai.
    Non oso pensare quanto dolore possa arrecare vivere sotto lo stesso tetto insieme a lei, non riesco davvero ad immaginarlo. Ti auguro il meglio, a te e alla tua bambina!

  9. Fabrizio

    io non so che dire.
    ho una relazione da molti anni, che pero’ non va bene da un po’.
    non mi sento di chiuderla, le farei davvero troppo male.Lunga e difficile da spiegare e anche da credere, ma e’ cosi’.
    qualche mese fa mi sono innamorato di un’altra, iniziata alla leggera, ma poi ho sentito cose che con la mia compagna attuale non avevo mai provato.
    Solo che anche lei non era sola, ed ha deciso, improvvisamente di rimanere con lui.
    sembra assurdo, la storia e’ durata 3 mesi o poco piu, ed e’ finita da 3 mesi, ma io sono disperato. Non riesco davvero a superarlo.
    Non sono giovane, ho piu’ di 50 anni, e mi sembra che la mia vita sia finita.

  10. Eli

    Se posso darti un consiglio, parlane alla tua compagna attuale. Sii disposto a sopportare la sua rabbia, il suo dolore, che ti peserà quasi quanto il suo, ma ti assicuro che io sono stata dalla parte della tua compagna e non sapere nulla è terribile. La verità, che tu lo voglia o meno, verrà presto fuori, e sarà ancora più doloroso per lei. Sii sincero, le eviterai (soltanto in parte) umiliazioni e odio, se sei fortunato una parte di lei apprezzerà la tua sincerità, sicuramente. Nonostante tutto ti reputerà una persona matura.
    E per quanto riguarda l’altra donna di cui ti sei innamorato, se ha fatto le sue scelte c’è ben poco che tu possa fare: soltanto farti da parte, non cercarla per nessun motivo e lasciare che il tempo, magari, possa farle cambiare idea.

  11. ivi

    che dire di chi viene abbandonata dopo 15 anni di matrimonio, 23 da quando sono anzi eravamo insieme? 15 anni a superare insieme le sue dipendenze da gioco, alcool, con tutto quello che ne consegue? ora che è guarito e potevamo stare sereni insieme a nostro figlio mi piomba in casa dicendomi che con me sta male ed è innamorato di un altra? ma come posso essere distrutta dal dolore e dalla solitudine? perché ????

  12. Dag

    ciao a tutti…
    la mia storia è finita un mese fa e poco più. non è solo il dolore per aver perso qualcuno di importante, ma soprattutto vedere come quella persona, che prima si prendeva cura di te come tu di lei, si impegna a distruggerti psicologicamente.
    La cosa peggiore è accettare che è la stessa persona che prima di trattava con amore.
    Inutile rispondere a queste situazioni chinando il capo, non si fa altro che alimentare il sadismo innescato nell’altra persona, almeno questo è quello che penso.

  13. Michele

    Ciao a tutti io sono a un passo dalla separazione da mia moglie abbiamo due figli e mi sento uno straccio perché che sento che non mi ama più solo per colpa mia sono giù qualcuno vuole parlare con me??

  14. Anna

    Chissà sono finita in questo girone degli abbandonati per morbo. Per ritorcermi nel dolore altrui che è quello che ho provocato al mio amato, per sentire lo stesso anch’io, come se questo potesse dimezzare il suo. 365 giorni fa, un giorno qualunque, ho messo in valigia la mia vita e sono sparita per sempre, senza una nota scritta, senza preavviso. Nove anni di matrimonio, milioni di miglia lontana da casa, tutto quello in cui avevo investito si sfumava in un gesto. Parco, estremo, da cento nodi alla gola. Mi perseguita l’immagine di lui rientrando a casa e non trovarmi più, cercarmi sempre più disperato, accecandosi di un crescendo di panico e preghiere. Non c’è giorno che non pensi al momento in cui si chiuse il portone quel giorno, mi soffermai un secondo sull’uscio per sentire che suono aveva lanciarsi all’abisso. Avevamo una comune e florida attività montata insieme, cui tenevo come un figlio, frutto di sacrifici, visioni e tanto lavoro. Ma lui era diventato possessivo a livelli patologici e ultimamente violento. Lo amavo, lo amo ahimè. Perché siamo così supremamente capaci di distruggere cose preziose che i più inseguono tutta la vita e spesso non trovano? Sono relativamente giovane, 35 anni (lui 10 di più), e sono rimasta “spezzata”: amavo qualcuno che mi è andato progressivamente amando in modo infermo, fino a fare di me la sua ossessione, a pensare che il resto della società avesse per missione rovinare la nostra unione, a fare scenate davanti ai clienti ognuno potenziale minatore del nostro matrimonio. Non si è solo rotto un matrimonio, avevo stabilito la mia vita su quelle latitudini così diverse dall’Italia, avevo un lavoro che mi soddisfava. Dopo tanti anni fuori, mi sono catapultata da dov’ero partita due lustri orsono. Attraverso da un anno il caos di dover ricominciare sola da zero, lottando intanto con il dolore onnipresente di aver perso e aver ferito, e con la persistenza di un sentimento di cui non so che fare se non posso stare con la persona per cui lo nutro. Immeritevole probabilmente, giacché ha ben pensato di elaborare questa fuga come una mia caduta di stile con una terza persona. E invece di pensare che me lo sono tolta di torno, l’oggetto difettoso, non vorrei altro che poterlo consolare, abbracciare, ricominciare, ma la parte razionale di me sa che non si possono riciclare i sospiri, e che non è lecito condizionare l’altro. Le persone sono come sono, come scelgono di essere, e non come noi vogliamo che siano: quando ce ne accorgiamo a volte, è tardi. Ma mai sottovalutare la tragedia e il dolore dell’altro: i giorni dell’abbandono sono una via crucis anche per chi lascia.

  15. mauro

    cara Anna,
    leggo con interesse il tuo post e ti dico che non devi giudicarti o farti problemi.
    Pero’ ti dico che la razionalita’ non e’ parte dell’amore..
    L’amore ha un suo passo la razionalita’ lo ferma.
    Certo il tuo vissuto e’ stato soffocante, ma forse la tua fuga non e’ stata, anche se necessaria, molto ” corretta” . se lui e’ violento prova a acrivergli una lettera e spiegare come hai spiegato sul post le tue ragioni ed i tuoi motivi.
    Forse e’ una persona sola ed in difficolta’ inseguita dai suoi fantasmi.
    Io vivo ora una situazione come il tuo compagno, non sono stato violento, o prevaricatore, tutt’altro .. per quello che mi pare di essere stato.
    Ho ricevuto da mia moglie ( 25 anni assieme) un trattamento che e’ stato condito da rabbiai tradimento alienazione…
    Vorrei da lei solo un colloquio sincero e definitivo, mi aiuterebbe a superare questo brutto momento…
    E’ mai possibile che quando ci si cerca si e’ disposti ad aspettare ore parlare per giorni cercarsi per mesi e quando si lascia si scappa cosi’ come cani…
    ti abbarccio forte e ti comprendo ti ammiro per le parole che hai scritto con sincerita’ e con il cuore.. cerca di dirle anche a lui.. gli farebbero bene.

  16. Valentina

    Dopo 5 anni e mezzo di relazione dove praticamente per 4 anni abbiamo vissuto dai suoi ( cioè io ho casa dai miei, però dato che volevamo stare insieme abbiamo sempre dormito insieme dai suoi ) e per un anno abbiamo convissuto in affitto, poi i suoi gli hanno comprato casa e il mobilio comprato dai miei ( cucina, armadio, il tavolo era dei miei, le sedie mie ) 4 mesi nella nuova casa, con frasi ad effetto del tipo ” questa casa non ha senso senza di te” ” con te sto costruendo una famiglia” ” tu sei un mondo a parte e non c’è niente di paragonabile a te” e ti amo in tutte le lingue del mondo, con annessi mi piaci da morire dopo ancora 5 anni e mezzo, con te sto benissimo dopo 5 anni e mezzo, dopo che il giorno prima dice ” torno prima a casa perché voglio stare con te”, una settimana prima cena di natale con i miei e i suoi per lo scambio dei regali, 1 gennaio a pranzo da mia nonna… l’8 gennaio mi chiede una pausa, al che incredula cerco di capire che succede, (erano un paio di settimane in cui discutevamo un po’ di +, ma cmq lui voleva sempre stare con me) gli dico ma scusa proviamo a vedere un attimo al primo campanello di allarme prendi e molli tutto? lui mi dice si certo va bene, però non cadere dalle nuvole, non fare che poi non capisci… allora torno a casa decido di prendere un po’ delle mie cose e lasciargli questo spazio che mi aveva chiesto, in tutto questo lui si incazzò pure dicendo che cambio idea in continuazione… esco di casa ( la cosa + dolorosa della mia vita ) e torno dai miei… umiliazione a 1000… lo cerco nei giorni seguenti e lui che mi dice, che è solo un momento che non aveva chiuso nessuna porta anzi, gli ho chiesto se ci dava delle chance e lui con tranquillità mi diceva certo che ci do delle possibilità, ma ora è presto ( erano passati 2 giorni ) allora decido di sparire… e vedere che succede… dopo 3 settimane ( dopo che aveva parlato con mia madre ) mi dice di vederci e mi dice che crede sia meglio non stare + insieme perché lui vuole stare da solo, senza rendere conto a nessuno perché è da quando che ha 15 anni che è sempre stato fidanzato e che questa voglia di stare solo non l’ha mai lasciato, che in pratica vuole dire ” a 28 anni voglio fare la vita del 18enne, voglio fare il coglione in giro con ogni donna e mi sono spaventato ” mi dice che io sono la ragazza perfetta, che sa quello che sta perdendo, ma che ora non poteva darmi quello che volevo, anche se io non gli ho chiesto niente di + che vivere insieme, non ho mai parlato di matrimonio ne di figli… dopo qualche giorno mi si era infilato un pensiero in testa, e gli chiedo se c’è qualcun’altra, mi dice che assolutamente no, che non gli interessa nessuna, che vuole stare solo, e poi mi dice ” come potrei mettermi con qualcuno adesso, ora che non potrei far altro che paragonarle a te, cosa posso fare? mettermi con qualcuna adesso e pensare quotidianamente che non sarebbe te? ” come se fosse lui quello lasciato… lo risento per concordare i soldi che doveva ridarmi del mobilio ( non sono stata la dentro neanche 4 mesi, almeno i soldi li rivoleva, o meglio non me frega niente ma volevo capisse quello che sta facendo ) lo risento e mi dice che devo essere orgogliosa di me, che non ce la faceva nemmeno a guardarmi l’ultima sera che ci siamo visti per lasciarci, perché sono anche bellissima, e che sapeva che non doveva dirmelo, ma non ci riusciva, voleva che lo sapessi, come voleva che sapessi che nessuna ha preso il mio posto, per salvare il salvabile… Io so solo che dopo 5 anni e mezzo e un anno di amicizia profonda questa storia è morta in un’ora di tempo, per una persona che ha scelto un po’ di libertà invece che una cosa bella che faceva stare bene anche lui… perché continuava a dire anche il giorno prima di lasciarmi che lo potevano chiudere sei mesi dentro ad una camera con me perché con me sta benissimo e tra l’altro dopo 5 anni e mezzo ancora gli piaccio da morire… mi ha lasciato per avere la possibilità di andare in giro a fare il coglione, e io + cogliona di lui che mi sento anche di comprendere questa cosa… sto a pezzi perché ho dovuto rinunciare a tutto in così poco tempo, senza aver avuto la possibilità di metabolizzare la questione perché lui non ha mai fatto un passo indietro con me… tutti i giorni a dirmi di sbrigarmi a tornare a casa perché lui voleva stare con me, non mi ha mai fatto capire niente di quello che gli stava succedendo.. e mi ritrovo così.. a 30 anni a dover ripartire da zero, con a casa una situazione alquanto pesante, perché si oltretutto ho papà che sta male.. e a lui neanche questo l’ha fatto fermare e dire, vabbè fammi vedere cosa posso fare… 5 anni e mezzo, finiti in un’ora… stroncati, con tanto sentimento ancora, una storia che doveva dire ancora tante cose… e neanche ho fatto sceneggiate, ho accettato tutto con grande dignità, senza offenderlo o piangendo e sono uscita in punta di piedi, un’altra avrebbe preso sarebbe andata a casa e gli avrebbe spaccato tutto… o cmq gli avrebbe se non altro detto qualcosa di alquanto brutto… non so cosa pensare… ma vorrei che questo dolore finisse in un attimo, vorrei dargli lo smacco di fargli vedere che tanto sto bene e che sarà lui a crepare di dolore quando mi vedrà con un altro… ma non ho tutte queste forze e mi sento tremendamente sola.

  17. Tati10

    Io sono in fase di separazione dopo 19 anni di matrimonio.
    Due figli
    Sono uno straccio….putroppo ho fatto e sto facendo di tutto per recuperare mio marito ma senza alcun successo.
    lui ormai ha decisio: è ancora in casa perchè ci sono i ragazzi…di cui uno ancora piuttosto piccolo (10 anni): attendo consigli su come gestire la fase più difficile…
    Grazie

  18. laura

    Io lasciata dopo 12 anni di matrimonio e due figli di cui una di 5 mesi. Lui dice che nn mi ama più e se n’è accorto dopo l’ultima discussione in cui è scoppiato .soffro molto perché proprio adesso in cui avevo bisogno di aiuto e supporto psicologico efisico x l’arrivo di un figlio lui mi riempie di accuse dicendo che è colpa mia e che gli ho rovinato la vita??? Mi sono allontanata con i bambini x l’estate dai miei al mare ma mi rendo conto che soffro troppo….mi manca e mi illudo che tutto torni meglio di prima .vorrei addormentarmi e svegliarmi tra un anno sperando che in un modo o nell’altro sia tutyo passato.

  19. valentina

    Finalmente dei consigli sensati. Tutti bravi a parlare gli altri, quelli fortunati, nessuno che capisce davvero. Cercherò di metterli in pratica, ma sto davvero giù. Solo a me vengono brutti pensieri?

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