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Terapia della luce. Un intervento di cura per le sindromi depressive

category Altre terapie Teresita Forlano 12 Settembre 2012 | 3,115 letture | Stampa articolo |
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Abstract

Il potere terapeutico della luce solare era noto anche agli antichi greci: Ippocrate, il padre della medicina, prescriveva ai propri pazienti bagni di sole. In tempi più recenti, nell’Inghilterra vittoriana si cominciò a dotare i sanatori di solarium dove i pazienti sofferenti di melanconia (parola che all’epoca veniva utilizzata per descrivere le sindromi depressive) potessero beneficiare della luce del sole soprattutto al mattino, fatto che in assenza di adeguate spiegazioni scientifiche risultava comunque di estrema utilità. Al di là di questi cenni storici, per capire le qualità terapeutiche della luce sul tono dell’umore basta provare a esporsi per un’ora al sole un giorno in cui ci si sente giù di morale per sperimentarne immediatamente i benefici. Forse proprio il fatto che gli effetti curativi della luce appaiano così ovvi ha inibito a lungo una sperimentazione scientifica in grado di spiegare perché la luce del sole sia terapeutica e di testare metodi rigorosi e attendibili per il suo utilizzo in campo psichiatrico e psicoterapico.

Una recente ricerca canadese (2006) condotta su 98 soggetti depressi ha dimostrato che la luce terapia è altrettanto efficace quanto il principio attivo del farmaco antidepressivo sul disturbo depressivo stagionale e che, inoltre, agisce in tempi più rapidi del farmaco e pressoché senza effetti collaterali.

Articolo

Noi tutti abbiamo un orologio biologico interno che è regolato attraverso l’esposizione a luce forte. Prima dell’avvento dell’elettricità, il nostro “orologio” seguiva il ciclo delle 24 ore e delle stagioni. Molto semplicemente, dormivamo quando era buio e lavoravamo quando c’era luce. Tutto ciò significava dormire più a lungo d’inverno, ed essere molto più attivi d’estate. Nella vita moderna lavoriamo e dormiamo più o meno lo stesso tempo, indifferentemente dalle stagioni e per molte persone le giornate invernali, che sono più brevi, sono un problema. Il funzionamento di questo “orologio stagionale”, è in parte regolato dall’esistenza di diversi livelli di ormone melatonina, la cui produzione è controllata dal cervello. Vari esperimenti svolti hanno dimostrato come, l’eccesso di melatonina può mettere fuori uso l’orologio biologico, causando i sintomi della S.A.D. ( sindrome affettiva depressiva o depressone stagionale).

E’ stato scoperto che regolari esposizioni alla luce reprimono la produzione di melatonina.

Storicamente il trattamento della depressione ha visto l’utilizzo in larga scala di psicofarmaci. Recentemente, medici statunitensi ed inglesi hanno verificato che i sofferenti di S.A.D rispondono in maniera positiva a trattamenti con alti livelli di luce naturale simulata. Questa terapia, denominata Light Therapy (terapia della luce), sperimentata negli U.S.A. e in alcuni Paesi europei (oggi in fase di sperimentazione anche da parte di ricercatori di undici Università italiane), consiste nell’esporre il paziente, con appropriate modalità e tempi, a questo tipo di luce emessa da appositi apparecchi denominati “LightBox.” Questo è sicuramente un approccio nuovo, più “accogliente” e libero da psicofarmaci. La vitalità di questo nuovo campo di ricerca coinvolge neurologi, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti in tutto il mondo, affinché si diffonda questa nuova terapia tra i professionisti della salute mentale in tutto il mondo.

In Italia la Light Therapy è ancora semi-sconosciuta, eccezion fatta per l’Istituto di Neuroscienze (Firenze) e il San Raffaele di Milano dove un équipe di specialisti ha testato il metodo su pazienti italiani. Colpisce pensare che una terapia con i vantaggi della Light Therapy (rapidità dell’impatto, scarsi effetti collaterali e costi contenuti) sia ancora così poco diffusa, soprattutto se si considera che potrebbe limitare l’impiego di psicofarmaci.

I benefici della terapia della luce sono stati evidenziati anche nel trattamento di depressione non stagionale e disturbi quali:

  • sindrome premestruale
  • lavoro in turni notturni; prevalentemente serale; in ambienti privi di luce diurna naturale
  • nei disturbi da cambio di fuso orario ( Jat lag)
  • insonnia, ipersonnia (dormire per tanto tempo e svegliarsi stanchi)
  • depressione senile
  • depressione in gravidanza
  • bulimia
  • abbuffate notturne

Diversi studi hanno mostrato anche che, studenti che spendono la maggior parte del loro tempo sui libri, traggono benefici e lavorano meglio, usando una lampada a luce solare ( a spettro di luce naturale), piuttosto che una normale lampada da scrivania.
Come prevenzione è consigliata per mantenere la concentrazione anche a coloro che svolgono un lavoro prevalentemente di ufficio dove solitamente gli impianti di illuminazione sono inadeguati.

 

 

A cura della Dott.ssa Teresita Forlano
Psicologa formata in Psicoterapia
Clinico presso il Centro di Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria Locale Caserta







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