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Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Winston Churchill
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Meno Mente Uguale Più Centro

category Altre terapie Osho Gautama Multiversity 26 Marzo 2011 | 1,929 letture | Stampa articolo |
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Estratto dalla serata di condivisione con Siddhakam sulla meditazione – 1 febbr 2011

Questo è l’inizio di qualcosa che può diventare veramente infinito. Ed è uno spazio cui dare veramente valore.

In qs momento ci tengo che questo spazio venga identificato, che ne diventiamo consapevoli, qs spazio di silenzio, di tranquillità, in modo tale che, come dicevo, lo possiamo ampliare E, come in tutte le cose, se noi ci mettiamo la nostra energia, riusciamo ad arrivare all’obiettivo. La stessa cosa avviene con qs spazio di silenzio.

Normalmente però, quando vogliamo arrivare all’obiettivo, la nostra energia va verso l’esterno. In questo caso si va verso l’interno. Ma in qualche modo è lo stesso, ci si mette energia, attenzione.

E, se noi siamo interessati a continuare a coltivarla, qs parte si amplia, sta solo a noi decidere.

E in qs parte di sicuro inizia a emergere il cuore e, come dicevamo altre volte, la compassione, l’integrazione.

Ci ritroviamo quindi in uno spazio positivo totalmente, non posso esserlo parzialmente!

Qualcuno di voi mi ha già condiviso che vede già qualcosa di cambiato nella sua vita di ogni giorno. E questo è proprio il punto. Questo spazio, che noi possiamo toccare, ha poi dei riflessi sulla ns vita, sulle ns azioni di ogni giorno.

Per questo andare verso il cuore significa anche andare verso il ns centro. Se per un po’ dopo la meditazione resto positivo e sperimento qs positività e resto nel mio centro, rimango anche con quell’apertura, con quell’essere sciolto, oltre tutto quello che la mente ci porta, meno trip, meno menate, meno rancore, meno risentimento, ripicche, invidie, gelosie, competizione. Quando raggiungiamo qs spazio di profondità nella meditazione, tutto qs sparisce. E qs avviene per forza di cose perché, se hai sperimentato il silenzio, sai che cos’è. In quello spazio che non si può spiegare, si è ok, la mente sparisce e il Buddha appare, come dice Osho. La mente sparisce ed entriamo in un altro spazio, un’altra dimensione, e siamo al di là della mente.

La mente serve quando è utile. In qs momento sto parlando e chiaramente ho bisogno della mente. Ma la mente, col pensiero, col razionale,con le menate sparisce nella meditazione.

E quando sparisce, diventiamo osservatori. Se la mente arriva, la vediamo. Inoltre in quest’altra dimensione non c’è niente da fare, non c’è niente da dire. Ed è importante che questo lo riconosciamo, che lo accettiamo.

Quando sperimentavo col Rebirthing – e c’è stato un periodo in cui lo sperimentavo tanto – ho visto negli altri, e anche su di me, come attraverso il respiro, andando in un altro spazio, il mio corpo iniziava a muoversi da solo, con dei movimenti che non avevo mai fatto, non avevo mai imparato nella mia vita. Col Rebirthing ho visto persone andare in altri spazi, diventare dei Buddha, fare dei gesti, dei mudra, persone che magari non avevano mai lavorato su di sé, era il I o il II gruppo che facevano, non avevano nessuna idea di spiritualità.

Questo per dire che c’è – ed è importante che lo accettiamo – un altro livello, un’altra dimensione oltre quella già conosciuta.

Quindi noi, quando andiamo oltre la mente, entriamo in un’altra dimensione. Siamo sempre noi, però siamo noi ‘più verso il centro’. La mente è periferia, sempre, quindi più siamo nella mente più ci allontaniamo dal centro. E’ molto semplice
MENO MENTE

=

PIU’ CENTRO

E quando siamo verso il nostro centro, soprattutto quando ce ne rendiamo conto, diventiamo sempre più positivi. E questo è il punto, questo altro spazio, volendo, è l’infinito! Lo possiamo coltivare!
Se nella meditazione sperimentiamo il silenzio – ed è strano, può accadere anche solo per qualche momento, qualche minuto – questo silenzio ti rimane. Per me personalmente è importante dopo la meditazione restare in questo spazio per un po’.

Poi naturalmente è anche importante – e succede automaticamente – iniziare a fare quello che si fa normalmente, senza più preoccuparsi se sono in silenzio o no, se sono verso il mio centro o no – meno ci preoccupiamo in questo senso, più ci rendiamo conto che sotto qualcosa rimane. E possiamo anche schizzare, incazzarci, la vita provoca tante situazioni, però basicamente ci rendiamo conto che magari ci incazziamo meno o mi incazzo diversamente, mi incazzo più centratamente! Mi stresso meno, se vedo che vado verso lo stress, me ne accorgo prima…. Sono giusto esempi che sto facendo…

Sono anche più nel mio potere perché sono più aderente alla mia coscienza, alla mia anima, al mio centro. Sono nel mio potere in senso positivo, dell’autostima, mi sento anche più forte nell’affrontare le situazioni, le vedo in una prospettiva migliore. Se c’è un problema, ok, c’è un problema, ma non c’è tutto il contorno emozionale che potrebbe esserci, da delirio. E questo è un gran bel risultato!

Osho dice che non essere nella mente è un’enorme libertà perché non hai trip. Se non hai menate – certo, naturalmente affronto la vita perché sono un essere umano e le difficoltà possono arrivare – effettivamente questa è una libertà incredibile.

E così tutto questo spazio di positività, che magari inizia a manifestarsi in modo sottile, poi piano piano può rivoluzionare la nostra vita.

Ed è importante che questo succeda, è una rivoluzione del cuore, naturale, non dovrò fare qualcosa, sarà naturale in me.

Se sono negativo, tragico, la mia vita diventerà negativa, tragica. Se sono positivo – e questa è illuminazione! – tutto intorno a me è positivo.

Questo significa trascendere – e tutti gli esseri umani ce l’hanno – che cosa? Tantissime cose, tantissime. Pensateci… Sono nel silenzio – se non c’è, comunque lo ritrovo – quindi sono positivo.

E’ una rivoluzione incredibile, una rivoluzione soft, perché vuol dire che sono più connesso al mio centro, sono meno orientato verso l’esterno, verso il paragonarmi, verso il confrontarmi, ho più autostima non posso entrare in trip di competizione, rivalità, voglio risolvere, comunicare; se ho rancore, risentimenti, in questo spazio si sciolgono.

E dobbiamo ringraziare l’esistenza per questo

Perché è così!

A un certo punto tutto questo sono catene che ci creiamo, ci auto-incateniamo! Se sono nel rancore con qualcuno, o per qualche situazione, non sono nel presente, magari la cosa risale a 30 anni fa!

Per questo è una rivoluzione, ma è soft, viene dal cuore, dal nostro centro. Tutto si scioglie.

E non è un miracolo!

Quando entriamo in uno spazio di rilassamento – e tutti voi sapete che cos’è – nessuno dice “Che miracolo! Che cosa incredibile!” (anche se lo è da un lato!) perché è qualcosa che conosciamo.

Entrare nel silenzio, andare oltre la mente – è solo che non lo conosciamo, magari si fa un po’ di confusione. E’ uno spazio così, naturale come il rilassamento, non è niente di trascendentale. Sono solo spazi che non conosciamo e quindi la nostra mente cerca di interferire, di non farci entrare lì perché la mente vuole andare sul conosciuto. Però nel momento in cui va via la mente, il Buddha appare, queste sono le parole di Osho! Ed è così! Ed è uno spazio, importante, profondo, normale

Per me il decollo di questa comune avverrà attraverso la meditazione, attraverso l’andare dentro.

Più andiamo dentro, più di sicuro le cose incominciano ad accadere sempre di più, a tutti i livelli, creativamente.

Per me alla fine è molto facile. Un tempo meditavo e meditavo e non succedeva niente. Dopo un po’ non meditavo più, come succede a tutti. Qui in occidente non abbiamo una cultura della meditazione, chiudi gli occhi e che ti succederà mai?! Infatti non succedeva niente Anche quando è arrivata la comunicazione della meditazione che Osho aveva creato, la White Robe, a Gautama non l’abbiamo mai fatta, a me sembrava una cosa strana, come ai miei amici. Ma ora ai miei amici mi piacerebbe dire di guardare un attimo! Allora mi piaceva meditare a modo mio, con l’arte, con la musica, mi piaceva creare meditazioni. Ma meditavo semplicemente e non succedeva niente!E lì è dove molta gente si ferma!

Poi, dopo che Osho ha lasciato il corpo, ho avuto un salto di 20 anni prima di tornare a Pune. Quando sono tornato, ero molto contento di essere lì, sentivo Osho – e lo sento ancora – molto presente, era contento di essere vicino a lui. La sera nell’Evening Meeting ho sentito veramente qualcosa di molto profondo, questo spazio di cui vi parlo, e che mi piace condividere con voi, e che si può sentire ovunque!

Da un lato siete molto fortunati perché c’è uno come me che sta cercando di farvi vedere questa cosa! Ed è una cosa preziosa. Per me è lo stesso sentimento di gratitudine che sento nei confronti di Osho, di gratitudine per averci fatto provare questa esperienza.

Poi è chiaro che tutto dipende dall’apertura che uno ha o meno. Ma lì a Pune di sicuro Osho ha creato un amplificatore incredibile verso l’interiorità. E quindi la mia gratitudine nei suoi confronti è incredibile perché, quando vi dico del silenzio e di quello che si può toccare nella meditazione, anche per un secondo e poi portarlo nella vita di tutti i giorni, è una cosa grande.

Per prima cosa è assolutamente guaritivo, è una crescita veramente grande. E poi è uno spazio in cui si può viaggiare, sceglierà ognuno quello che vorrà fare.

E questo spazio alla fine è molto semplice: quando sono in meditazione – e può essere attraverso la musica o la danza – si tratta di essere consapevoli che la mente non ci avvolga. E più riusciamo a rimanere in quello spazio, siamo noi stessi musica, siamo noi stessi danza, allora quello spazio inizia ad arrivare.

Si tratta poi di mantenere quello spazio, la mente lontana da quello spazio. Se io mantengo questo focus, diventando quello che è la meditazione in quel momento, cioè corpo, danza, musica, e anche, se per caso arrivano i pensieri, rimango centrato sull’essere musica, e continuo a rimanere in quello spazio, allora lì è l’inizio del silenzio. E più lo mantengo – perché se sono musica, non sono mente, sono nel qui ed ora – più vado in profondità.

E quindi, come vedete, è semplice. Più mantengo quello spazio, più la mente arriva meno insistentemente. La mente vuole nutrimento. Se noi non le diamo cibo, la mente dopo un po’ rompe meno le scatole.

E questo l’ho sperimentato anch’io stando in silenzio per qualche giorno. Dopo un po’ la mente diventa più visibile, un po’ ridicola. Se sei distaccato vedi veramente che la mente è tragicomica, e inizia ad attecchire meno, è come più lontana, magari un pensiero passa ma non ti scompone più di tanto.

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